Tenosinovite polso dx: infiltrazione cortisone, sì o no?
Buongiorno,
da 12 mesi ho una tenosinovite agli estensori del polso dx (accertata a seguito di ecografia + successiva RM).
Ho eseguito:
- riposo funzionale;
- astensione dai movimenti dolorosi;
- antinfiammatori per bocca Dicloreum (2 cicli non consecutivi da 5 gg ognuno);
- uso di tutori durante alcune attività (sia rigidi che morbidi);
- Tecar terapia;
- massaggi drenanti;
- esercizi fisioterapici (che svolgo tutt'ora);
ma il dolore è immutato dall'insorgenza, molto pungente e si scatena tutte le volte che piego il polso a 90 e spingo (es: posizione dei piegamenti sulle braccia), così come se lo piego a 90 verso l'interno e "chiudo", esponendo la parte superiore del polso.
Lo specialista dello sport suggerisce di evitare i movimenti incriminati (che sono comunque piuttosto d'uso quotidiano e tutt'altro che sporadici) e di eseguire un'infiltrazione di cortisone solo se dovesse acutizzarsi particolarmente.
Lo specialista di chirurgia della mano invece suggerisce di eseguire subito una prima infiltrazione (essendo oramai trascorso 1 anno dall'insorgenza) e, in base all'esito, eventualmente procedere con una seconda.
Il fisiatra anche suggerisce di effettuare l'infiltrazione asserendo che, finché sono "poche" (2 o 3), gli eventuali effetti collaterali sui tendini sono praticamente nulli.
Sono un po' disorientato e, poiché il non poter fare dei movimenti specifici (comuni) sta iniziando ad impattare sulla mia vita quotidiana (non posso più fare certi tipi di sport né alcune attività), vorrei capire cosa fare.
Preciso che, al momento, non ho nessuna intenzione di seguire la strada chirurgica: suono semi-professionalmente, al momento senza troppi fastidi (nonostante la tenosinovite) e sono terrorizzato da eventuali peggioramenti irreversibili della sintomatologia dovuti a postumi imprevedibili dell'intervento, che potrebbero impedirmi di suonare per sempre.
Grazie a tutti in anticipo.
da 12 mesi ho una tenosinovite agli estensori del polso dx (accertata a seguito di ecografia + successiva RM).
Ho eseguito:
- riposo funzionale;
- astensione dai movimenti dolorosi;
- antinfiammatori per bocca Dicloreum (2 cicli non consecutivi da 5 gg ognuno);
- uso di tutori durante alcune attività (sia rigidi che morbidi);
- Tecar terapia;
- massaggi drenanti;
- esercizi fisioterapici (che svolgo tutt'ora);
ma il dolore è immutato dall'insorgenza, molto pungente e si scatena tutte le volte che piego il polso a 90 e spingo (es: posizione dei piegamenti sulle braccia), così come se lo piego a 90 verso l'interno e "chiudo", esponendo la parte superiore del polso.
Lo specialista dello sport suggerisce di evitare i movimenti incriminati (che sono comunque piuttosto d'uso quotidiano e tutt'altro che sporadici) e di eseguire un'infiltrazione di cortisone solo se dovesse acutizzarsi particolarmente.
Lo specialista di chirurgia della mano invece suggerisce di eseguire subito una prima infiltrazione (essendo oramai trascorso 1 anno dall'insorgenza) e, in base all'esito, eventualmente procedere con una seconda.
Il fisiatra anche suggerisce di effettuare l'infiltrazione asserendo che, finché sono "poche" (2 o 3), gli eventuali effetti collaterali sui tendini sono praticamente nulli.
Sono un po' disorientato e, poiché il non poter fare dei movimenti specifici (comuni) sta iniziando ad impattare sulla mia vita quotidiana (non posso più fare certi tipi di sport né alcune attività), vorrei capire cosa fare.
Preciso che, al momento, non ho nessuna intenzione di seguire la strada chirurgica: suono semi-professionalmente, al momento senza troppi fastidi (nonostante la tenosinovite) e sono terrorizzato da eventuali peggioramenti irreversibili della sintomatologia dovuti a postumi imprevedibili dell'intervento, che potrebbero impedirmi di suonare per sempre.
Grazie a tutti in anticipo.
La tenosinovite degli estensori del polso è un'infiammazione della guaina tendinea che riveste i tendini responsabili dell'estensione del polso e delle dita. Il dolore che descrive, scatenato da specifici movimenti, è tipico di questa condizione.
Dopo 12 mesi di trattamento conservativo (riposo, FANS, tutori, tecarterapia, massaggi, fisioterapia) senza miglioramento significativo, le opzioni terapeutiche si riducono. Evitare i movimenti dolorosi è una strategia, ma come giustamente sottolinea, limita la funzionalità quotidiana e sportiva. L'infiltrazione di cortisone è un trattamento comune per ridurre l'infiammazione e il dolore in queste situazioni.
Le opinioni dei diversi specialisti riflettono approcci differenti. Lo specialista dello sport privilegia l'evitamento dei movimenti dolenti, mentre il chirurgo della mano e fisiatra suggeriscono l'infiltrazione come passo successivo logico, data la persistenza dei sintomi nonostante il trattamento conservativo prolungato. Il fisiatra minimizza i rischi degli effetti collaterali del cortisone in un numero limitato di infiltrazioni.
Considerando che i trattamenti conservativi hanno fallito e che la limitazione funzionale è significativa, l'infiltrazione di cortisone rappresenta un'opzione ragionevole da valutare, soprattutto in vista di un'eventuale futura chirurgia (che lei al momento desidera evitare). La decisione finale spetta all'utente, ma l'infiltrazione è un passaggio intermedio comune e meno invasivo della chirurgia, mirato a ridurre l'infiammazione e permettere una ripresa delle attività, magari in combinazione con una ripresa della fisioterapia mirata.
Dopo 12 mesi di trattamento conservativo (riposo, FANS, tutori, tecarterapia, massaggi, fisioterapia) senza miglioramento significativo, le opzioni terapeutiche si riducono. Evitare i movimenti dolorosi è una strategia, ma come giustamente sottolinea, limita la funzionalità quotidiana e sportiva. L'infiltrazione di cortisone è un trattamento comune per ridurre l'infiammazione e il dolore in queste situazioni.
Le opinioni dei diversi specialisti riflettono approcci differenti. Lo specialista dello sport privilegia l'evitamento dei movimenti dolenti, mentre il chirurgo della mano e fisiatra suggeriscono l'infiltrazione come passo successivo logico, data la persistenza dei sintomi nonostante il trattamento conservativo prolungato. Il fisiatra minimizza i rischi degli effetti collaterali del cortisone in un numero limitato di infiltrazioni.
Considerando che i trattamenti conservativi hanno fallito e che la limitazione funzionale è significativa, l'infiltrazione di cortisone rappresenta un'opzione ragionevole da valutare, soprattutto in vista di un'eventuale futura chirurgia (che lei al momento desidera evitare). La decisione finale spetta all'utente, ma l'infiltrazione è un passaggio intermedio comune e meno invasivo della chirurgia, mirato a ridurre l'infiammazione e permettere una ripresa delle attività, magari in combinazione con una ripresa della fisioterapia mirata.
Dr. Silvio BOER
Specialista ORTOPEDIA e TRAUMATOLOGIA
Ex Medico Sociale Hockey Club ValPellice
Risposta creata con il supporto di Medicitalia.AI
Utente
Buongiorno Dr. Boer,
grazie per il responso.
Due domande:
1) Quando scrive <"Il fisiatra minimizza i rischi degli effetti collaterali del cortisone in un numero limitato di infiltrazioni"> intende dire che, a suo parere, in realtà anche solo l'eseguire una sola infiltrazione potrebbe avere effetti collaterali non banali (es: lesione/irrigidimento del tendine etc.)?
2) Non ho ancora ben capito se le infiltrazioni cortisoniche hanno a prescindere effetto antinfiammatorio/antidolorifico solo temporaneo oppure se possano essere curative & risolutive in modo definitivo (per problemi tenosinoviali)?
Grazie in anticipo per la disponibilità.
grazie per il responso.
Due domande:
1) Quando scrive <"Il fisiatra minimizza i rischi degli effetti collaterali del cortisone in un numero limitato di infiltrazioni"> intende dire che, a suo parere, in realtà anche solo l'eseguire una sola infiltrazione potrebbe avere effetti collaterali non banali (es: lesione/irrigidimento del tendine etc.)?
2) Non ho ancora ben capito se le infiltrazioni cortisoniche hanno a prescindere effetto antinfiammatorio/antidolorifico solo temporaneo oppure se possano essere curative & risolutive in modo definitivo (per problemi tenosinoviali)?
Grazie in anticipo per la disponibilità.
Possibili effetti collaterali anche dopo una sola infiltrazione
(rari, ma descritti in letteratura):
sofferenza tendinea (inibizione della sintesi del collagene)
indebolimento del tendine rischio teorico di rottura (più noto su Achille, rotuleo, cuffia)
rigidità o peggioramento funzionale transitorio
atrofia cutanea o depigmentazione (se superficiale)
flare cortisonico (dolore reattivo 24 72 h)
ritardo di guarigione biologica se il problema è degenerativo
Quindi il fisiatra non dice qualcosa di falso, ma semplifica:
il rischio è basso, non nullo.
(rari, ma descritti in letteratura):
sofferenza tendinea (inibizione della sintesi del collagene)
indebolimento del tendine rischio teorico di rottura (più noto su Achille, rotuleo, cuffia)
rigidità o peggioramento funzionale transitorio
atrofia cutanea o depigmentazione (se superficiale)
flare cortisonico (dolore reattivo 24 72 h)
ritardo di guarigione biologica se il problema è degenerativo
Quindi il fisiatra non dice qualcosa di falso, ma semplifica:
il rischio è basso, non nullo.
Dr. Silvio BOER
Specialista ORTOPEDIA e TRAUMATOLOGIA
Ex Medico Sociale Hockey Club ValPellice
Utente
Nuovamente, la ringrazio per l'informazione Dr. Boer.
Poiché, come scrivevo, non ho ancora ben capito se le infiltrazioni cortisoniche hanno a prescindere effetto antinfiammatorio/antidolorifico SOLO TEMPORANEO (e, in tal caso, non ne capirei l'utilità a fronte dei rischi che lei ha descritto) oppure se possano essere curative & risolutive in MODO DEFINITIVO (per problemi tenosinoviali), desideravo anche un'indicazione in tal senso.
La ringrazio anticipatamente.
Poiché, come scrivevo, non ho ancora ben capito se le infiltrazioni cortisoniche hanno a prescindere effetto antinfiammatorio/antidolorifico SOLO TEMPORANEO (e, in tal caso, non ne capirei l'utilità a fronte dei rischi che lei ha descritto) oppure se possano essere curative & risolutive in MODO DEFINITIVO (per problemi tenosinoviali), desideravo anche un'indicazione in tal senso.
La ringrazio anticipatamente.
Le infiltrazioni sono curative in quanto si agisce in loco senza dover prendere x via sistemica i farmaci e a volte possono essere risolutive ma in Medicina non si può essere categorici e dire che siano sempre risolutive. Spetta allo Specialista valutare x ogni caso rischi e benefici.
Dr. Silvio BOER
Specialista ORTOPEDIA e TRAUMATOLOGIA
Ex Medico Sociale Hockey Club ValPellice
Utente
Buonasera Dr. Boer.
Ho letto recentemente, proprio su un consulto cui ha risposto un suo collega (per una condizione che mi pare simile alla mia, proprio da parte di una musicista professionista), circa infiltrazioni di:
- cellule staminali ematiche (CD-34+);
- fattori di crescita piastrinici attivati (CGF);
- Ozono al 60%;
che non sono PRP / gel piastrinico e che, pare, abbiamo ridottissimi effetti collaterali (e, comunque, meno "pesanti" rispetto all'infiltrazione di cortisone) e un potere curativo estremamente maggiore.
Lei ne sa qualcosa?
Saprebbe eventualmente indicarmi centri in Piemonte in cui eseguono questo tipo di terapia e dove poter approfondire la cosa?
Grazie.
Ho letto recentemente, proprio su un consulto cui ha risposto un suo collega (per una condizione che mi pare simile alla mia, proprio da parte di una musicista professionista), circa infiltrazioni di:
- cellule staminali ematiche (CD-34+);
- fattori di crescita piastrinici attivati (CGF);
- Ozono al 60%;
che non sono PRP / gel piastrinico e che, pare, abbiamo ridottissimi effetti collaterali (e, comunque, meno "pesanti" rispetto all'infiltrazione di cortisone) e un potere curativo estremamente maggiore.
Lei ne sa qualcosa?
Saprebbe eventualmente indicarmi centri in Piemonte in cui eseguono questo tipo di terapia e dove poter approfondire la cosa?
Grazie.
Le dico la sintesi della letteratura ortopedica aggiornata:
Dove c’è evidenza discreta
PRP in alcune tendinopatie e gonartrosi iniziale
cellule mesenchimali (MSC) in protocolli selezionati e controllati
ozono per lombosciatalgia (evidenza moderata ma non forte)
Dove l’evidenza è debole o incerta
CGF vs PRP: non dimostrato chiaramente superiore
CD34+ da sangue periferico per patologie muscolo-scheletriche: evidenza clinica limitata
combinazioni cocktail (CGF + ozono ecc.): quasi sempre non standardizzate
In molte pubblicità la superiorità rispetto al cortisone o al PRP non è supportata da studi robusti.
Dove c’è evidenza discreta
PRP in alcune tendinopatie e gonartrosi iniziale
cellule mesenchimali (MSC) in protocolli selezionati e controllati
ozono per lombosciatalgia (evidenza moderata ma non forte)
Dove l’evidenza è debole o incerta
CGF vs PRP: non dimostrato chiaramente superiore
CD34+ da sangue periferico per patologie muscolo-scheletriche: evidenza clinica limitata
combinazioni cocktail (CGF + ozono ecc.): quasi sempre non standardizzate
In molte pubblicità la superiorità rispetto al cortisone o al PRP non è supportata da studi robusti.
Dr. Silvio BOER
Specialista ORTOPEDIA e TRAUMATOLOGIA
Ex Medico Sociale Hockey Club ValPellice
Questo consulto ha ricevuto 7 risposte e 253 visite dal 14/01/2026.
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