Utente
Buongiorno Dottori, vi espongo brevemente la mia situazione: sono stato operato per due volte a causa di un'ernia parombelicale a dx poi recidivata a distanza di circa un anno.
Entrambe le operazioni effettuate con taglio laparotomico di circa 3-4 cm.

Purtroppo dopo l'ultimo intervento ho iniziato ad accusare dei fastidiosi dolori nella parte bassa, destra dell'addome appena sotto la cicatrice.

Sento tirare e molto molto gonfiore (soltanto lì, il resto della pancia non ha problemi e vado in bagno senza problemi), soprattuto stando in piedi molto tempo o fermo (seduto/in piedi).
Se cammino è meno fastidioso e anche se mi sdraio.
Anche facendo un leggero massaggio va un po' meglio, purtroppo però mi limita parecchio dovendo stare seduto per gran parte della giornata senza la possibilità di sdraiarmi.
Ho effettuato una ecografia addome anse che dice: "tratto di verosimile pertinenza ileo terminale con parete di spessore aumentato variabile tra 3.5/5.6 mm con ipertrofia relativa della sottomucosa e talora ricchi segnali vascolari allo studio Color Doppler.
Falda di liquido tra le anse con lieve ipertrofia del mesentere periviscerale e presenza di alcuni linfonodi ovalari ipoecogeni di aspetto flogistico-reattivo.

CE: ileite terminale di ndd con periviscerite e micropolioadenite mesenterica, segni satelliti di flogosi.

Dopodiché è seguita una colonscopia, completamente negativa.
Infine una RMN addome inferiore che dice: "in corrispondenza della fossa iliaca destra si osserva il cieco di dimensioni aumentate, ptosico, con presenza di materiale fecale.
L’ultima ansa del piccolo intestino mostra pareti lievemente ispessite, senza aree di edema o iperemiche, senza decisa restrizione della diffusione delle sequenze in DWI.

Nel contesto del ventaglio mesenterico è presente inoltre qualche linfonodo ovolare, di diametro subecentimetrico e sottile film fluido tra le anse.
" L'ipotesi fatta dal chirurgo che mi operò è la probabile formazione di aderenze dovute al ripetuto trauma (doppio intervento), liquidato con un "magari nel tempo migliora".
Ho letto qua e là che a volte dei massaggi manuali nella zona colpita da aderenze può essere utile a "smollare" le aderenze.

Vi chiedo quindi se è verosimile l'ipotesi di aderenze addominali e se ci sono metodi conservativi (tipo massaggi) per cercare di migliorare la sintomatologia, ad oggi discretamente limitante e in peggioramento.

Grazie e buona giornata.

[#1]  
Dr. Sergio Sforza

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Gentile utente l’ipotesi è possibile, ma io indagherei ancora quell’ultimo tratto di ansa intestinale con un gastroenterologo per escludere completamente una forma infiammatoria cronica dello stesso.
Saluti
Dr. sergio sforza
https://www.medicitalia.it/sergiosforza

[#2] dopo  
Utente
Buongiorno Dottor Sforza, sono stato seguito per circa un mese da uno specialista gastroenterologo che ha escluso patologie infiammatorie croniche dell'intestino con la colonscopia, negativa, leggera iperemia ileale, e un esame delle feci (ricerca calprotectina, negativa) poi rifatto a distanza di un mese in corrispondenza della visita di controllo, nuovamente negativo.
Escluse quindi patologie dell'intestino, è plausibile la pista aderenze o ci sono altre opzioni?
Grazie della risposta e buona giornata.

[#3]  
Dr. Sergio Sforza

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Se il gastroenterologo ha escluso la natura infiammatoria la risposta è si.
Saluti
Dr. sergio sforza
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[#4] dopo  
Utente
Grazie ancora.
Cordiali saluti a lei.

[#5]  
Dr. Sergio Sforza

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Prego ed auguri
Dr. sergio sforza
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