stipsi, rettocele e contrazione puborettale: cosa significa?

Buonasera
vi chiedo se e' possibile riscontrate nell ultimo mese feci a nastro o di diametro stretto soffrendo di rettocele e prolasso mucoso interno con emorroidi interne di primo grado.
L anoscopia ha rilevato una contrazione paradossa del puborettale che non so cosa significa.

Soffro da sempre di stipsi, ma da un periodo in cui le feci apparivano molto grandi sono passata a un periodo, questo, di stipsi ostinata con feci come descritte sopra (sto assumendo il Dulcosoft).
Il tutto e' arrivato dopo un lutto in famiglia ma non penso si possa correlare al tutto.

Grazie
Dr. Sergio Sforza Chirurgo generale, Chirurgo apparato digerente, Colonproctologo, Chirurgo d'urgenza 11.9k 366
La contrazione paradossa del muscolo puborettale, rilevata all'anoscopia, indica una tensione anomala che può contribuire al prolasso mucoso interno e alle emorroidi di primo grado. In presenza di stipsi cronica e feci di diametro ridotto, il prolasso tende a peggiorare, poiché la pressione anteriore aumenta.
Il trattamento dovrebbe essere multidisciplinare:
- Modifica dello stile di vita: aumento di fibre (frutta, verdura, cereali integrali), idratazione adeguata, esercizio fisico regolare e riduzione del tempo seduto.
- Farmaci: oltre al Dulcosoft, considerare un lassativo osmotico (lactulosio) o un emolliente (polietilenglicole) se la consistenza delle feci rimane dura.
- Tecniche di defecazione: seduta su un rialzo per migliorare l'angolo di defecazione, evitare la pressione eccessiva.
- Trattamento delle emorroidi se necessario a giudizio del proctologo.
- Valutazione del muscolo puborettale: fisioterapia specifica per il pavimento pelvico, con esercizi di rilassamento e rinforzo mirati.
- Monitoraggio: ripetere l'anoscopia entro 3 6 mesi per verificare la regressione del prolasso e la risposta al trattamento.
Se la stipsi persiste nonostante questi interventi, valutare una procedura chirurgica per il prolasso mucoso interno, come la proctopessia o la resezione di emorroidi, in base alla gravità e alla risposta ai trattamenti conservativi.
Saluti

Dr. Sergio Sforza
https://www.medicitalia.it/sergiosforza/

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