Utente
Gentili medici
Ho 34 anni e da almeno 4-5 anni soffro di emorroidi. Me ne sono accorto a causa di una crisi emorroidaria dolente, risoltasi dopo l’utilizzo di una pomata cortisonica. A seguito di un paio di episodi analoghi, ho fatto nel 2012 una visita proctologica, dalla quale è risultato: mucosa del canale anale edematosa con presenza di flebectasie, emorroidi di I grado.
Parallelamente ho sempre avuto saltuari episodi di sanguinamento, anche se il sangue è sempre stato rosso vivo e separato dalle feci. Sono quasi certo che derivi dall’esterno, visto che tale sintomo, quando si presenta, avviene in genere a fine defecazione, quando si vede come un piccolo tagliettino (sarà mezzo centimetro), che brucia un po’ (ma non in modo eccessivo) e, se strofinato, lascia appunto qualche traccia sulla carta.
Più di recente (settembre 2014), ho notato un’evoluzione di tali sintomi. Gli episodi di crisi emorroidaria sono un lontano ricordo (l’ultimo risale ad almeno un anno fa), mentre il sanguinamento (associato anche a fastidioso prurito) è diventato più frequente. La modalità è la stessa (sempre qualche piccola striatura sulla carta igienica a fine defecazione, proveniente quasi sicuramente da una piccola ferita esterna, forse una ragade?), ma appunto si verifica più di frequente, oltre al fatto di convivere con un saltuario e fastidioso prurito. Inoltre si è aggiunto un altro sintomo: come delle piccole perdite giallognole-marroni che talvolta ho trovato sulle mutande (comunque, giusto una piccolissima striatura e non più di una volta a settimana).
Ho quindi appena fatto un’altra visita proctologica, nella quale l’anoscopia ha evidenziato: mucosa lievemente iperemica, confermando ovviamente le emorroidi. Mi è stata prescritta terapia con triade H per 7-10 giorni a cicli eventualmente ripetibili. Tuttavia, mi è stato detto che, in caso di persistenza del sanguinamento (sebbene descritto come sopra), dovrò fare una colonscopia. La cosa mi ha lasciato un po’ perplesso perché è come se il proctologo non fosse del tutto convinto che il quadro sintomatologico fosse spiegabile esclusivamente dalla presenza di emorroidi. Questo suo dubbio mi preoccupa e mi stupisce perché, come detto, il sanguinamento è presente, anche se in maniera più saltuaria, da molto tempo e, per di più, mi pare derivare da una piccola ferita esterna. Mi ha visto anche un dermatologo, anche se non ha evidenziato niente di strano (salvo appunto le emorroidi esterne).
Aggiungo che ho una dieta molto ricca di fibre, motivo per cui ho feci spesso semi-solide e, talvolta, diarrea.
A metà terapia con triade H, vedo un generale miglioramento (iniziato già da tempo, visto che avevo appena finito un ciclo di venoruton e di antrolin, prescritti dal medico), ma gli episodi suddetti – ogni tanto – si presentano comunque.
I sintomi sono chiaramente sopportabili e non sarei propenso, al momento, per un intervento chirurgico. Devo però fare veramente una colonscopia?é la prassi?
Grazie per l’attenzione

[#1]  
Dr. Giuseppe D'Oriano

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Ho letto con attenzione quello che ha scritto, ma a distanza non è possibile rispondere alla sua domanda e non possiamo fare altro che attenerci a quello che dice o prescrive chi l'ha visitata.
Prego.
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
www.drgiuseppedoriano.blogspot.com

[#2] dopo  
Utente
La ringrazio per la sua pronta risposta, che capisco, ci mancherebbe!
Facevo quella domanda solo perché mi era sembrato eccessivo proporre una colonscopia solo perché ho riferito sanguinamento, spiegando peraltro che si vede bene che la piccola ferita è esterna e che il sintomo va avanti da tempo... terminerò comunque la terapia prescritta e mi rimetterò alla decisione del medico!

[#3]  
Dr. Giuseppe D'Oriano

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Di nulla.
La sua è una giusta considerazione, ma da sempre, in presenza di un sanguinamento,si raccomanda di escludere patologie "maggiori" prima di attribuirlo ad emorroidi ragadi etc.
La sola anoscopia, in presenza anche di piccole perdite giallognole-marroni etc., diciamoci la verità è un po' "poco".
A distanza non posso fare altro che condividere quello che le ha raccomandato il proctologo: Colonscopia se la sintomatologia persiste.
Ci tenga informati.
Cordiali saluti.
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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[#4] dopo  
Utente
Mi scuso se approfitto ancora della vostra cordialità ma avrei due altre domande. Come suggerito ho prenotato la colonscopia ma ho scoperto che le liste per farla in sedazione sono piuttosto lunghe. Visto che mi piace fare le cose il prima possibile volevo sapere se farla senza sedazione significa evitare qualsiasi tipo di "aiuto" farmacologico. Vale a dire: farla senza è effettivamente possibile o dovrei aspettare qualche mese in più per poter approfittare della sedazione?
Inoltre, ammesso che decidessi di farla senza, avrei un appuntamento per il prossimo 4 marzo. Considerando che il 26 febbraio ( quindi pochi giorni prima ) dovrei farmi asportare un nevo (teoricamente solo per prevenzione) mi chiedevo se le due procedure fossero troppo ravvicinate e dovrei quindi rimandare comunque la colonscopia.
Grazie ancora per la vostra attenzione

[#5]  
Dr. Giuseppe D'Oriano

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La colonscopia, di solito, non viene eseguita in sedazione.
Le due procedure possono essere tranquillamente eseguite e non necessitano di particolare intervallo.
Prego.
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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