Utente 223XXX
Gentili medici buongiorno come avrete sicuramente notato in altri miei consulti, sono nato con una grave cardiopatia congenita sono stato operato una prima volta a Padova nel 1965 e una seconda volta a Milano Niguarda ho una fibrillazione atriale cronica sono in terapia anticoagulante con xarelto 20 mg al giorno ,isoptin 80 4 compresse al giorno, lasix 2 compresse al giorno e lorazepan 2.5 mg una compressa al giorno movicol una bustina al giorno, ho inoltre una paraparesi spastica con encefalopatia vescica( di cui sono portatore di catetere vescicale) ed intestino neurologici con completa incontinenza sia urinaria che fecale fin dalla nascita,ora da diverso tempo pur facendo uso del peristeen ho estrema difficolta ad scaricarmi tanto che la donna che mi deve accudire (da solo non ci riesco) e costretta vuotarmi il retto manualmente pèrche si formano fecalomi duri impossibili da espellere spontanemente.

Ho fatto presente al mio medico curante di questo incoveniente al quale mi ha detto che potrebbe essere causato dall'isoptin.

Gradirei se possibile anche un vostro consiglio e casa dovrei prendere per ridurre questo inconveniente

Ringrazio e cordiali saluti

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44918

Cancellato nel 2018
Salve,
spero che il Colleghi Proctologi saranno clementi per l'Intromissione.
Intanto sarebbe utile conoscere la patologia cardiaca congenita per la quale è stato operato.
La F.A. cronica di cui lei è portatore le viene trattata con 320 mg di Verapamile/die (isoptin) la cui azione fortemente costipante è ben nota e dose dipendente.
Sarebbe pertanto utile che lei si consultasse con chi la segue dal punto di vista cardiologico per una possibile sostituzione con altri antiaritmici ugualmente efficaci nelle tachiaritmie sopraventricolari croniche ma non costipanti.
Inoltre nel suo caso una bustina al giorno di Movicol non le impedisce che si formino dei fecalomi: è bene, ma qui lascio che intervengano i colleghi, che la dose venga aumentata fino a tre bustine al giorno e che ingerisca molta acqua, anche perchè lei prende ben 50 mg di lasix che letteralmente la prosciuga.
Questa terapia diuretica va rivista perchè in assenza di un antialdosteronico, la dose di lasix assunta finisce per sortire l'effetto contrario a quello che si vuole ottenere.
I nefrologi lo sanno bene.
Inoltre è necessario sempre un controllo costante di Azotemia, per verificare se lei sia disidratato, Creatinina ed elettroliti, specie sodio e Potassio e un apporto idrico di almeno 1,5 lt di acqua giornaliera.
Lo Xarelto non ha l'indicazione per la F.A. cronica: il tal senso il Pradaxa è più indicato, sempre che lei non sia portatore di valvola meccanica in cui la vecchia TAO resta di scelta. Inoltre per il Pradaxa è disponibile in quasi tutti i P.S. un antidoto specifico in caso di emorragie: è l'unico NAO che lo possegga ad oggi.
Ovviamente questi input telematici vanno messi a confronto con chi la segue realmente e la conosce molto meglio di me.
Cari saluti,
Dott. Caldarola.

[#2] dopo  
Utente 223XXX

Egregio dott Caldarola grazie per la sua risposta la mia malformazione cardiaca era un cia tipo atrio unico (praticamente mancava il setto interatriale)con severa stenosi della polmonare praticamente ad ogno minimo sforzo mi mancava il respiro ed il mio colorito era sempre sul bluastro, e secondo i parere dei medici e stato tutto questo che mi ha comportato la paraparesi spastica encefalopatia,mancato controllo sfinterico ecc ecc. il primo intervento lo ho subito nel 1965(lo so troppo tardi ma prima non si erano mai fidati di farlo) hanno tentato di mettere un patch ma e andato male, il secondo intervento nel 1971 ed è andato meglio ma ormai le complicazioni sono rimaste inoltre è insorta una fibrillazione atriale piu volte trattata con cardioversione elettrica ma purtroppo mantenevo il ritmo sinusale per pochi giorni.

Fino ad un anno fa circa sono stato in terapia con coumadin attualmente prendo il xarelto 20 mg al giorno

Bevo all'incirca 2 litri di acqua al giorno (non assumo nessun tipo di alcolici)

Ora come ho scritto il maggiore problema e quello che non riesco a scaricarmi

dalle urinocolture che effettuo periodicamente sono sempre positive all'eschericchia coli

Tra 2 mesi ho una visita cardiologica di controllo, anche per il piano terapeutico spero che il cardiologo mi sostituisca gli antiaritmici e una revisione della terapia in generale

la ringrazio
Cordiali saluti

[#3]  
44918

Cancellato nel 2018
Gentile Utente,
l'assenza del setto interatriale in effetti è aqssociata a grosso rischio di ischemia cerebrale o encefalopatia multiinfartuale importante e credo proprio che i suoi problemi siano derivati dalla correzione tardiva del difetto congenito.
Anche la F.A. cronica era prevedibile essendo l'atrio unico, prima della ricostruzione del setto, sicuramente molto ingrandito.
Non mi ha detto che provvedimenti siano stati presi per la correzione della stenosi polmonare severa: le ribadisco che se vi è stata sostituzione valvolare con valvola meccanica la TAO resta di scelta, a mio avviso, e sicuramente lo Xarelto è usato off label per la F.A.
La presenza del,'Escherichia Coli in vescica, in un paziente portatore di catetere vescicale a permanenza e per di più con stasi fecale, è una situazione difficilmente risolvibile. Se la carica batterica è bassa è meglio non assumere alcun farmaco specie in presenza di sintomatologia scarsa o nulla.
Quello che penso della sua terapia gliel'ho già scritto: per la stipsi il Macrogol (Movicol) può essere un buon rimedio ma una bustina non le sortirà alcun effetto: per la sua situazione lei deve avere in sede sigmoido - rettale feci pastose, non liquide, che poi riesca a rimuovere con il device che usa, senza manovre traumatiche di frantumazione manuale.
In tal senso la sostituzione del Verapamile con la Flecainide potrebbe essere di grande aiuto.
Mi faccia sapere se vorrà, che cosa le dirà il cardiologo.
Se con la correzione o sostituzione valvolare polmonare la Paps stimata o la Pulmonary capillary wedge pressure (la pressione di incuneamento polmonare) è normale, credo che nulla osti al cambiamento del'antiaritmico.
A presto, dunque.
Cari saluti,
Dott. Caldarola.