Utente 412XXX
Gentili dottori,
chiedo in premessa con gentilezza di dedicare una risposta approfondita ai miei quesiti, perché sto cominciando a vivere una situazione personale sta minando sensibilmente la mia vita. Ho quasi 27 anni ed a partire dai 20 ho preso a combattere con una ipertricosi a spalle e schiena che, ingenerandomi un forte complesso, ha distrutto la mia vita relazionale e sessuale. Ho provato a combatterla col laser, ma senza successi più significativi di un assottigliamento dei peli. Da qualche anno la sto combattendo, con successo, con l'elettrocoagulazione. Dopo anni di sofferenza ed una spesa immane, sebbene il trattamento sia ancora in corso, ho finalmente raggiunto risultati tali da consentirmi di riprendere a vivere con serenità una vita relazione e sessuale. Senonché, sorpresa: ho sviluppato un problema di disfunzione erettile, con cui lotto da un paio d'anni. Dopo tutti gli esami possibili e l'esclusione di fattori di ordine organico, pare che la causa della problematica sia di tipo psicogeno. Mi toccherà perciò combattere anche con la patologia probabilmente più devastante ed umiliante che possa affliggere un uomo, per quanto fino ai 24 anni avevo avuto nessun problema da questo punto di vista. Da persona sensibile, fiaccata da una sorte non proprio benevola, se c'è un dato che non mi ha portato a combattere commettere "sciocchezze", è stato la coscienza d'essere, nonostante tutto, molto attraente sul piano fisico. Ed arriviamo all'oggetto del consulto: dai 25 anni ho preso a rilevare un modesto diradamento alle tempie, formando un'attaccatura ad M di per sé di scarso conto, non intaccando nè la fisionomia del mio volto né -all'apparenza- la qualità e la quantità dei miei numerosi capelli, che restavano quelli di sempre. Senonché, dopo aver rilevato una sorta di linea orizzontale al vertex senza capelli (sostanzialmente neppure rilevabile al tatto), mi sono recato -terrorizzato- dal tricologo, che ha diagnosticato l'ennesima patologia: "defluvium androgenetico", prescrivendomi "Carexidil lozione 5% u.e. 10 puff mattina e sera per 6 mesi". Al materializzarsi di un incubo peggiore di quelli già patiti (tanto più che il minoxidil potrebbe aggravare sia l'ipertricosi che il deficit erettivo, che magnifica combo), non ho neppure più ascoltato il tricologo (credevo di farlo, ma non ricordo nulla). Gli ho solo domandato più volte se perderò i miei capelli. Lui mi ha detto che il decorso non è in alcun modo prevedibile, potendo la situazione tanto stabilizzarsi che progredire sensibilmente. In ogni caso, usando un termine che avrebbe dovuto indicare la positività ad una situazione grave, mi ha detto che nel mio caso è (ancora) "negativo". In effetti io guardandomi allo specchio vedo, tempie a parte, stessa quantità e qualità di capelli di sempre. I miei quesiti: in base alla vostra esperienza un ragazzo che a 27 anni ha tanti capelli (ed abbastanza spessi), salvo questo diradamento ad una zona circoscritta del vertex, potrebbe perderli?

[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Gentile utente

Cosa significa avere "tanti capelli"? In realtà anche i calvi hanno lo stesso numero di follicoli di chi non ha la calvizie..

Molto semplicemente: non si fanno previsioni sulla calvizie o meglio si possono fare utilizzando un algoritmo che prende in considerazione:

- anamnesi familiare remota
- esame obiettivo
- tricoscopia digitale

Come vede sono cose che vanno valutate in sede di visita tricologica.

Lei è seguito da un tricologo (dermatologo spero) quindi ritengo che tali valutazioni siano state già compiute

Per il resto le indico le caratteristiche di una visita tricologica

https://www.medicitalia.it/minforma/dermatologia-e-venereologia/544-salute-capelli-visita-tricologica.html

Carissimi saluti
Dr Laino
Dr. Luigi Laino Responsabile Centro Latuapelle - Roma
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[#2] dopo  
Utente 412XXX

Dottore, grazie per la risposta. In realtà il dermatologo da cui sono andato non mi ha fatto molte domande, si è limitato a guardarmi più punti del cuoio capelluto sotto ad una lente con luce. Non ha effettuato alcuna tricoscopia digitale, non me ne ha parlato nè me l'ha suggerita. Nè mi ha fatto domande circa la storia famigliare. In merito posso dire -con invidia- che mio padre, a 62 anni, ha ancora tutti i capelli in testa (senza fare uso di qualsivoglia prodotto), e li ha ancora tutti castani (saranno brizzolati solo un 20%). Così il mio nonno paterno, che prima di morire ad 82 anni, aveva dei fantastici capelli ondulati, solidi, spessi, e con striature grigio/nere. Il nonno da parte materna era -ahimè- calvo. Il discorso dell'avere tanti capelli, cui accennavo, era relativo a questo aspetto qui, e cioè che alcuni ragazzi -alla mia età, quasi 27 anni- hanno già perso tutti i loro capelli, o ne hanno perso la metà o l'un terzo. A me questa cosa non si è verificata, e tranne un leggero arretramento alle tempie, presento sostanzialmente gli stessi capelli di quando avevo 20 anni. Per questo mi domandavo se, data l'età attuale e il relativo stato dei capelli, era possibile compiere statisticamente qualche previsione. Cioè, se persone che sono arrivate a 27 anni senza usare prodotti come il minoxidil con -sostanzialmente- tutti loro capelli, possono perderli esattamente come chi, già dai 21-22 anni (e talvolta ancor prima), li ha persi per buona parte o del tutto. Mi interesserebbe inoltre capire se, cominciando ad effettuare 10 spruzzi la sera di carexidil (al mattino lo escludo perché non sarebbe possibile uscire al lavoro capelli bagnati), data la mia situazione attuale, ho ottime possibile di arrestare questo processo. Grazie.

[#3] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Come le dicevo il minoxidil è una terapia di base, sicuramente la sua efficacia dipende dal tipo e grado di severità della situazione. Il controllo dermatologico (semestrale) è molto importante e in quella fase si stabilisce l'andamento delle terapie rispetto ai risultati.

Per ora segua le indicazioni del mio collega ovviamente

Saluti
Dr Laino
Dr. Luigi Laino Responsabile Centro Latuapelle - Roma
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