Utente
Scrivo per avere più informazioni sullo sviluppo della malattia di mia nonna che ha 75 anni.
A mia nonna è stata diagnosticata la LINFOMA NON-HODKING MARGINALE NODALE STADIO 4 tre anni fa.
Ha eseguito un ciclo di chemioterapia di 6 mesi dopodiché è andata in follow up.
Dopo due anni dalla fine della chemio mia nonna ha cominciato ad avere difficoltà respiratorie e l’abbiamo portata in ospedale dove abbiamo eseguito la TAC e 4 toracentosi per il versamento pleurico.
La TAC ha chiaramente mostrato un tessuto solido parasternale destro di 18cm di lunghezza e 5cm di larghezza e vari linfonodi nella parte superiore del corpo.
Abbiamo eseguito la biopsia, PET ed è risultato che la malattia è ritornata.
Abbiamo subito cominciato a fare la chemioterapia per 2 volte al mese per 3mesi.
Una volta che abbiamo finito, abbiamo eseguito di nuovo una PET/TC post chemioterapia per vedere la situazione e purtroppo la situazione non è migliorata.
Ci hanno detto che non c’è tanto da fare perché non ha risposto alla chemio, ma vogliamo comunque continuarla a fare.
Le scrivo l’esito della PET attuale.


Rispetto alla precedente indagine di ottobre 19, (alla stadiazione della recidiva) compare discreto gradiente di concentrazione del tracciante di metabolismo glucidico in alcune linfoadenopatie ilo-perilari polmonari a destra e a sinistra nonché in sede sottodiaframmatica di un linfonodo epato-gastrico (che non mostrava significativa ipercaptazione alla precedente PET.
) La stima semiquantitativa (SUV) fornisce valore massimo di 9.61 a destra e di 5.
94 a sinistra e di 8.
83 al linfonodo epato-gastrico.


Risulta ridotto per entità e soprattutto per estensione l’elevato gradiente di concentrazione del tracciante di metabolismo glucidico segnalato in corrispondenza di tessuto solido parasternale destro e della colata in sede subpleurica al terzo medio ed inferiore del polmone destro in sede anteriore e laterale.
La stima semiquantitativa (SUV) fornisce valore massimo di 6.
19 vs 9.
67 precedente.


Pressoché invariato l’accumulo in uno dei linfonodi prevascolari presenti (SUVmax 5.
65 vs 6.01 precedente), francamente ridotta negli altri.

Tuttora leggero gradiente in uno dei linfonodi segnalati in sede ascellare destra (SUVmax 4.
02 vs 5.
62 precedente).
Ridotta la fissazione nel linfonodo paracardiaco anteriore.
Non più riconoscibile con sicurezza significativo accumulo in regione retroclaveare destra, inter e sotto pettorale.
Lievemente ridotto l’importante versamento pleurico apico basale destro.

Tuttora lievemente disomogenea la captazione epatica.
Disomogeneo iperaccumulo in sede gastrointestinale di natura verosimilmente aspecifica.


Nonostante ci abbiano detto che non è più curabile Lei cosa mi dice?
Quali sono le aspettative di vita di mia nonna?
Vale la pena continuare con la chemioterapia?
Cosa ci consiglia?
Per favore, ho bisogno di informazioni e verità dirette e chiare da qualcun altro per fare un confronto...ne sarei grata.

Cordiali saluti,
Lucia

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Dr.ssa Maria Grazia Bisconte

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Gentile utente, la chemioterapia in una persona di età avanzata ha senso solo se dà risultati (scomparsa della malattia), altrimenti diventa accanimento terapeutico. Sicuramente i curanti hanno fatto le opportune valutazioni e valutato tra le opzioni terapeutiche disponibili la possibilità di ottenere dei risultati a fronte della tossicità che le chemioterapie comportano. Tra i principi fondamentali del codice etico che ogni medico è portato a rispettare, il primo recita "Primum non nocere" cioè non arrecare danni al paziente nel tentativo estremo di cercare di curare una malattia difficile da debellare. Penso che in casi come questo garantire il massimo dell'assistenza al paziente e, come parente, far sentire al massimo la propria vicinanza sia più utile che sottoporlo a cure che creano tanti effetti tossici come le chemioterapia, avendo nessuna certezza che siano in grado di sconfiggere la malattia.
Stai vicino a tua nonna, con affetto.
Dr.ssa maria grazia bisconte