Utente 822XXX
Questo agosto mi è stata diagnosticata una tiroidite autoimmune con valori ft3, ft4 e TSH ancora nella media, ma valori anticorpi antiperossidasi e anti tireoglobulina alterati.
Da ultime analisi eseguite però l'innalzamento degli anticorpi anti perossidasi tiroidea è abbastanza evidente (sono passata da 500 a 2200 in 3 mesi - il limite è di 50).
Volevo chiedere se questa "impennata" significa qualcosa di importante oppure è un decorso inevitabile per questa patologia.
L'endocrinologo comunque mi ha prescritto un basso dosaggio di prednisone (5 mg)e tirosint 50mcg.
Grazie

[#1] dopo  
Dr. Sergio Di Martino

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Gentile utente nel suo caso alla stato attuale, non vi e' alcun razionale ne' per la terapia tiroxinica, essendo ancora la funzione ghiandolare nella norma, ne' per la terapia cortisonica che purtroppo ancora qualcuno, andando contro tutte le attuali indicazioni scientifiche si ostina a prescrivere. Troverei utile la somministrazione di prodotti a base di selenio , vitamina D ed E, che come antiossidanti possono secondo dati recenti, favorire un calo degli anticorpi anti TPO.
Saluti.
Dr. Sergio Di Martino
Specialista in Endocrinologia
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[#2] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Sì ,effettivamente anche nella mia pratica clinica oncologica ,pur non specifica, di pazienti oncologici affetti da tiroidite autoimmune, è molto frequente l'osservazione di sovratrattamenti con terapie con cortisone o immunosoppressori, malgrado l'assenza di un coinvolgimento sistemico e soprattutto tenendo conto che i titoli degli autoanticorpi non sono solitamente correlati alla gravità della malattia.
Pertanto non si può che essere d'accordo con il dr.Di Martino nel tranquillizzarLa sulla sostanziale benignità della malattia.
Cordiali saluti.
Salvo Catania
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Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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