Utente 384XXX
Soffro di ernia iatale da diversi anni. A questa per un lungo periodo si è accompagnata un'esofagite da reflusso (diagnosticata con gastroscopia). Ho sofferto per un periodo anche di ansia e attacchi di panico, credo principalmente a causa della paura che mi hanno causato i sintomi dell'ernia stessa fino a quando ne ignoravo la presenza.

Attualmente i sontomi più fastidiosi sono legati credo all'ernia: dolore al petto, aritmie, improvvise sudorazioni e battiti "forti" del cuore se faccio sforzi particolari.

Ho provato diversi medici, tutti mi hanno spiegato che medicinali prendere per curare l'esofagite e gli altri problemi, ma vorrei trovare finalmente una fonte che mi possa spiegare e consigliare dettagliatamente come evitare i fastidiosi sintomi dell'ernia visto che negli ultimi giorni per esempio mi sveglio anche di notte per il dolore al petto (zona centrale, lungo l'esofago appunto). Spesso stiracchiandomi sento scrocchiare lo sterno, non so se questo possa essere in qualche modo legato alla stessa ernia.

Vorrei capire quindi come vivere meglio, consapevole di non poter curare definitivamente il mio problema, almeno fare in modo che mi dimentichi che ci sia...

Sono leggermente in sovrappeso (78Kg x 1,72cm di altezza) e fumo 10 sigarette al giorno circa.

C'è una dieta specifica da seguire? Ci sono alimenti sconsigliati o consigliati? Quanto può influire il fumo? Ci sono esercizi di ginnastica o sport amatoriali che posso darmi sollievo e non complicanze?

Il problema poù sembrare banale, ma onestamente, dopo tutti questi anni, mi rendo conto che la mia vita è fortemente condizionata da questi disturbi.

Mi scuso per il linguaggio non propriamente tecnico, spero possiamo aiutarmi o consigliarmi al meglio.

Grazie.

[#1]  
Dr. Paolo Montalto

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Carissima,

l'ernia iatale non sempre è sinonimo di esofagite (nel tuo caso si perchè hai avuto una dimostrazione endoscopica di esofagite).
Peraltro il dolore o lo "scricchiolio" a livello sternale non sono sicuramente correlabili all'ernia stessa.

I consigli dietetici e abitudini di vita sono i seguenti:

- limitare o abolire il fumo (diminuisce la clearance esofagea e aumenta la suscettibilità all'acido)
- dimagrire
- evitare cibi come menta, cioccolata, ... che possono favorire il reflusso
- dormire con un cuscino in più cercando di non coricarsi dopo abbondante libagione
- evitare alcolici

Quelle elencate sono regole comportamentali sempre valide ma devono essere personalizzate sul soggetto e probabilmente potrebbe essere un discorso da affrontare di persona con il proprio medico o specialista di fiducia
Dr. Paolo Montalto
Spec. in Gastroenterologia/Endoscopia Dig
Ospedale Ss. Cosma e Damiano (Pescia, PT, Az. USL 3 Toscana)
Paolo.Montalto@libero.it

[#2]  
Dr. Domenico Stillittano

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Credo sia inizialmente importante "quantificare" il danno nel senso che sarebbe utile sapere se la sua è una grossa ernia e il tipo di severità dell'esofagite. Nel caso di piccola ernia e con esofagite di I°/ II° (grado A o B di Los Angeles) è utile il trattamento con omeprazolo a dosaggio pieno 40 mg almeno per un trattamento di circa 5 settimane passando poi a un dosaggio di mantenimento ridotto da assumere per qualche settimana "on demande" anche per più mesi. Credo nel suo caso che il tutto sia amplificato da una componente ansiogena (vedi sudorazioni o aritmie) che descrive. Anche il sovrappeso e il fumo peggiorano la situazione, assieme ad alimenti quali cioccolato, menta, the, che favoriscono il reflusso, come a volte le spremute di agrumi. Al trattamento con omeprazolo o esomeprazolo aggiumgerei un procinetico per migliorare il tono dello sfintere esofageo inferiore e la cinesi esofagea. I casi "chirurgici" ( in laparoscopia)sono riservati a inefficacia della terapia medica con lesioni esofagee gravi e recidivanti o con Barrett degenerato.
Cordiali saluti.

[#3]  
Dr. Andrea Favara

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Se le cure che le sono state indicate dai medici che ha consultato, ricordate dai colleghi qui sopra, non sono state efficaci, e' altamente improbabile che i suoi disturbi siano causati dall' ernia iatale e dall' esofagite. Credo sarebbero indicate una valutazione cardiologica completa, l' esecuzione di ulteriori accertamenti tipo la funzionalita' tiroidea ed eventualmente, qualora risultino tutti negativi, una valutazione psicologica per definire meglio l' ansia ed il panico da lei citati che potrebbero essere alla base dei sintomi.Auguri!
Dottor Andrea Favara
http://www.andreafavara.it

[#4]  
Dr. Roberto Mangiarotti

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ROMA (RM)

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I Colleghi che mi hanno preceduto le hanno già fornito preziose informazioni e consigli. Mi limito a consigliare l'effettuazione di una pHmetria esofagea. Tale esame consiste nel posizionamento di un sottile sondino per via nasale in esofago per la durata di 24 ore. Tale esame, non doloroso, consente di misurare la quantità di acido che refluisce dallo stomaco in esofago e di registrare i momenti in cui ciò avviene. Questo test, eseguibile in molti Centri ospedalieri, consentirà di confermare che i suoi sintomi dipendono dal reflusso e di perfezionare anche la terapia.
Tra i Centri a lei più vicini che effettuano tale indagine, può rivolgersi all'Osp. Civile di Padova, all'Osp. maggiore di Verona, all'Osp. Civile di Treviso e di Belluno.
Cordiali saluti
Dott. Roberto Mangiarotti