Utente
Gentili Medici,

vorrei sottoporvi il mio problema.
Da qualche anno soffro di gastrite e l'anno scorso, dopo una gastroscopia mi hanno diagnsticato una esofagite da reflusso e il cardias dilatato.
Ho seguito una cura per qualche mese e poi non ho più sofferto dei fastidiosissimi bruciori e rigidità addominale.
Non sono però stati eliminati i fastidi legati al reflusso, come infatti spiegatomi dai medici, nonè problema che può sparire, e
neanche i problemi digestivi (non appena mangio qualcosa di più elaborato o bevo anche un sol goccio di vino mi sembra che lo tenga nell stomaco per 48 ore).
Di recente però sono accaduti alcuni episodi strani che non so
se posson avere un nesso con questi disturbi.
Mi è capitato già 3 volte (episodi distanziati in circa 4 mesi)
che immediatamente dopo i pasti, (praticamente ultimo boccone)
sia svenuta. Le sensazioni riesco a percepirle in tempo, sento
che parte dallo stomaco con un leggero formicolio che sembra partire dall'ombellico e poi mi sudano le mani finchè arriva la dblezza perdo i sensi. In altre occasioni, attraverso una respirazione controllata sono riuscita a non svenire.
Il mio medico mi ha fatto fare una serie di accertamenti legati al cuore ed alla glicemia, che però non hanno datto alcun esito.
Di cosa potrebbe trattarsi? C'è qualche area che potrei indagare
con maggiore probabilità di trovare la causa?
Gli episodi cominciano ad aumentare ed insieme a questi anche la paura di non restare da sola...per non perdere il controllo.

Grazie in anticipo.

[#1]  
Dr. Alessandro Scuotto

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Gentile signora,
la sintomatologia che espone ha parzialmente i caratteri di una sindrome "dumping", frequente come condizione postchirugica (e non è, ovviamente, il suo caso), ma descritta (non frequentemente, in verità) in concomitanza di reflusso gastroesofageo.
Si impone, in questa eventualità, la esclusione dalla terapia di farmaci normalmente impiegati nel reflusso quali i procinetici.
E' opportuno inoltre una rivalutazione clinica in ambito specialistico gastroenterologico con eventuale ripetizione della EGDscopia.
Nel frattempo è utile, da un punto di vista dietetico, che consumi pasti piccoli e frequenti, con riduzione di carboidrati semplici e preferenza di fibre e carboidrati complessi, che assuma liquidi in piccole quantità non insieme ai pasti, ma a distanza da essi, che (se le è praticabile) stia in posizione distesa per alcuni minuti dopo il pasto per rallentare il transito intestinale.
Cordiali saluti.
Alessandro Scuotto, MD, PhD.

[#2] dopo  
Utente
Grazie mille per la risposta, prenoterò la visita quanto prima.
Ma se fosse questa patologia, come potrebbe spiegarsi il fatto che non accade sempre? E' legato a qualche alimento o qualche condizione fisica del momento? L'unica cosa che ho notato io è che avviene quando ho particolarmente caldo, ma gli alimenti sono stati sempre diversi e non sono mai stati pasti molto abbondanti (la prima volta una pizza margherita, la seconda del semplice latte e biscotti e la terza un piatt di pasta e pomodoro). Ho cominciato ad annotare questi cibi per vedere se magari poteva anche essere qualche forma di allergia, ma eseguendo i test allergici non è emerso nulla.

In ogni caso grazie ancora per il consiglio.
Saluti