Utente
Egregi Dottori,
mia madre età 77 anni attiva e in salute tranne una leggera ipertensione in trattamento e una certa difficoltà deambulatoria per un problema artrosico da gennaio scorso ha iniziato a manifestare un ingrossamento addominale e necessità ad urinare spesso.
Da un'ecografia è risultata una grossa ascite addominale, mentre il fegato non presentava irregolarità di margini o morfologiche...Ricoverata in ospedale in Gastroenterologia è stata sottoposta ad una paracentesi eliminando 17 litri di liquido ascitico.
Precedenti esami prima del ricovero non avevano evidenziato nessuna irregolarità delle transaminasi.
In reparto si è ritenuto procedere ad una serie di esami: TAC, gastroscopia, colonscopia che hanno dato esito negativo.
All'esame della TAC i medici hanno rilevato irregolarità strutturali.
Pertanto hanno eseguito una biopsia epatica, e ancor prima che i risultati fossero pronti, hanno deciso di procedere alla TIPS.
La procedura non è stata portata a termine (impianto dello shunt) in quanto il radiologo interventista pare abbia constatato la pervietà di 2 vene sovraepatiche, mentre 1 presentava un lume molto ristretto.

Questa incertezza di esecuzione in corso di intervento (ricordo su una donna di 77 anni per quanto collaborativa in tutto) mi ha lasciato con la domanda se fosse stato possibile individuare prima tale situazione anatomica.
Ad ogni modo mia madre viene dimessa con terapia: Lasix 25mg 2/ die - Seleparina 3.800 UI 1/die - Kanrenol 100mg 2/die
Intanto con il risultato della biopsia il primario mi comunica la diagnosi definitiva: Sindrome di Budd-Chiari
Dopo poco più di un mese mia madre ripresenta il ventre gonfio e la ricoveriamo nuovamente presso il reparto precedente per una nuova paracentesi con svuotamento di circa 11 litri di liquido ascitico.

Viene dimessa con identica terapia ma con dosaggio doppio di Lasix 25mg 2 compresse mattina + 2 compresse il pomeriggio.

Dopo una settimana ci convoca direttamente il primario, che dispone per un ricovero per l'esecuzione della TIPS, che avverrà a giorni.
Le mie preoccupazioni nascono sul decorso non trattato con la TIPS ma unicamente con la terapia medica, come ho letto in qualche caso, ma anche sull'impianto dello shunt porto-sistemico su cui si mette in guardia sulla possibile manifestazione di encefalopatia epatica ingravescente fino al coma.

Su altre fonti ho desunto invece la possibilità di controllarla con dieta appropriata per ridurre l'azotemia, e la somministrazione di trombolitici a vita.
In altre addirittura si sconsiglia l'esecuzione in soggetti al di sopra dei 70 anni.

Mi perdonerete se vi pongo alcuni quesiti:mia madre è una donna attiva e piena di vita e io sono molto preoccupato delle conseguenze di questo intervento.
E' molto frequente l'encefalopatia?
E' transitoria o comporta decadimento progressivo?
La TIPS è la scelta migliore?
Quali altre conseguenze post-operatorie o disturbi successivi c'è da aspettarsi?
Qual è la prognosi da aspettarsi?
Vi ringrazio.

[#1]  
Dr. Marco Bacosi

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Le risponderò in modo del tutto teorico non avendo alcun dato circa sua mamma.
Una volta instaurata la sindrome di BC può essere trattata (raramente) con angioplastica della/delle vene incluse se questo è possibile.
Molto più frequente è il ricorso alla TIPS.
La tips, purtroppo, porta di frequente ad una insorgenza o ad un aggravamento di una encefalopatia porto-sistemica con decadimento cognitivo.
Per tutte le altre domande sono impossibilitato a rispondere non potendo vedere sua madre.
Le consiglio di rivolgersi ad un centro epatologico di riferimento.
Cordialmente.
MARCO BACOSI MD PhD
Spec. in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva
Dott. di Ricerca in Fisiopatologia Chirurgica e Gastroenterologia

[#2] dopo  
Utente
La ringrazio molto Dottore per la celerità della risposta.
Ovviamente non le rivolgerò un quesito specifico sul caso di mia madre, ma dalla dalla Sua risposta evinco che a differenza di quanto ci hanno prospettato i medici che le hanno proposto la TIPS l'encefalopatia porto-sistemica è una "possibile" evenienza e soprattutto non hanno parlato di decadimento cognitivo, ma di "stati confusionali transitori".
Ci tengo a precisare che mia madre non presente il benchè minimo segno di decadimento cognitivo, svolge attività intellettuali ( ripetizioni scolastiche in quanto ex insegnante ), vita sociale molto attiva, ed impegnata sul fronte del volontariato. Non necessita di rubrica telefonica per i numeri dei cellulari principali perchè fa uso della memoria.
A tal proposito essendo stata la TIPS proposta da una Gastroenterologia generica sebbene di buon livello sul territorio ma non un vero e proprio centro epatologico,Lei mi consiglierebbe di approfondire lo studio del caso in un centro dedicato ( come mi ero ripromesso di fare) ?
Grazie
Distinti Saluti

[#3]  
Dr. Marco Bacosi

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Ovviamente si come già consigliato.
MARCO BACOSI MD PhD
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Dott. di Ricerca in Fisiopatologia Chirurgica e Gastroenterologia

[#4] dopo  
Utente
Grazie mille Dottore, è stato chiarissimo
Cordiali saluti