Utente 466XXX
Gentili dott., scrivo per mamma con diagnosi di demenza vascolare ma in realtà per questa patologia non è mai stata trattata. Da qualche tempo ha difficoltà di memoria, non conosce i soldi, da poco ci scambia fra fratelli o ci chiama mamma, e fanno parte della patologia, prende 1 pastiglia di triatec, 1/2 tachidol, e tavor 2.5 per dormire e metà mattino e pomeriggio. In questi ultimi 2 mesi è peggiorata: è dimagrita, a volte sembra non mangi per dispetto, e sempre più ravvicinati attacchi di agitazione dove è violenta, picchia noi sorelle vuole uscire sola quando è da 3 anni che non lo fa. È stata vista a pagamento da un geriatra (4 volte da luglio a ieri) dice di non preoccuparci che è un po' monella senza freni inibitori e che non puó dar calmanti causa dei 2 tavor: è dipendente e non si tolgono. Possibile che sia così? Noi siamo molto preoccupate per mamma per la sua salute in quei momenti soprattutto. Dimenticavo vive con noi che non siamo sposate, chiedo inoltre se la causa di questa regressione può essere dovuta che pochi mesi fa ho fatto intervento di quadrantectomia cura con radioterapia e letrozolo, a lei non abbiamo detto nulla, potrebbe essere come qualcuno dice che una mamma capisce tutto anche se non sembra? Dimenticavo il medico di base è assente per lei e per me, sono stata rimproverata pochi giorni fa perché sono stata da lui 2 volte nella stessa settimana. Ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti.

[#1] dopo  
Dr. Oscar Borsani

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Buonasera,

purtroppo non esiste una vera e propria "cura" per la demenza vascolare: è a tutti gli effetti l'esito di un processo neurodegenerativo (progressivo e non reversibile) provocato da una condizione vascolare cronica (solitamente ipertensione).
Essendo l'ipertensione arteriosa cronica il principale fattore di rischio per questo tipo di demenza, la raccomandazione per rallentare questo tipo di evoluzione è quello di ottenere un buon controllo della pressione arteriosa. A tal proposito leggo che sua madre assume già Triatec. Vi consiglio di misurarle la pressione ogni tanto (almeno 3 volte a settimana) e di tenere un diario in cui scrivete data e orario di ogni misurazione da portare in visione al vostro medico curante o al vostro cardiologo di fiducia. Se la pressione è controllata con questo farmaco direi che va bene, altrimenti sarebbe auspicabile un cambio di terapia (per il quale è necessario rivolgersi al vostro medico o al cardiologo).

Potrebbe poi essere necessaria una valutazione gastroenterologica per l'aspetto del dimagrimento (dipende però dalle condizioni in cui è avvenuto il dimagrimento: quanto ha perso? in quanto tempo? la perdita di peso è spiegabile dal suo rifiuto del cibo o sembra essere sproporzionata alla sua assunzione calorica?) e da una rivalutazione neurologica alla luce del peggioramento cognitivo degli ultimi 2 mesi.

Nella speranza di esserle stato d'aiuto, la saluto cordialmente.

"Quanto riportato in questo consulto non può e non deve sostituire il parere del Suo medico curante. Quest'ultimo, conoscendo i dettagli della Sua storia clinica e anamnestica, rappresenta il medico ultimo a cui debba fare riferimento per le decisioni circa l'iter diagnostico-terapeutico più appropriato per la Sua condizione".
Dr. Oscar Borsani, MD

[#2] dopo  
Utente 466XXX

Buongiorno Dr. Borsani, la ringrazio per i suoi consigli, mamma era già stata valutata da un neurologo proprio nel mese di ottobre dello scorso anno, che dopo vari accertamenti clinici e test di valutazione, prescrisse donepezil, bocciato dal medico di famiglia in quanto riteneva oquei farmaci non utili e non solo per mamma, tralascio gli altri commenti di questo medico. Ora il medico di famiglia è un altro, il quale dice che non si contesta uno specialista: dovevamo darlo comunque, e di iniziare la terapia, perché
oltre ai benefici sulla persona, anche l'appetito potrebbe aumentare sentendosi meglio. Perr il gastroenterolo è controllata in quanto ha ierna iatale ed esofagite di reflusso con tanti calcoli alla colecisti trovati solo lo scorso anno, in quanto dalle eco precedenti il radiologo temo non ha visto. La domanda ora è seguo il consiglio del medico con terapia e neurologo con piano terapeutico o Lei pensa che ora non va bene?
La ringrazio infinitamente per il tempo che mi dedicherà

[#3] dopo  
Dr. Oscar Borsani

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Gentile utente,
Il Donepezil serve per contrastare i sintomi della demenza (non modifica il decorso della malattia, ne riduce solo i sintomi). So che viene usato per la demenza da malattia di alzheimer ma non posso escludere che possa essere indicato anche nelle altre forme di demenza.
Immagino che il Neurologo a cui fa riferimento abbia ben presente le indicazioni per l’utilizzo del farmaco e che, quindi, non l’abbia prescritto a caso. Non so quanta esperienza abbia il suo (ex) medico di base con l’uso di questo farmaco, ma sono portato a credere che il Neurologo abbia alle spalle una maggiore esperienza a riguardo.
In linea generale, se sua madre tollerava bene il farmaco (non manifestava effetti avversi importanti) credo che non ci sia ragione per sospenderlo.
Ad ogni modo, prima di prendere decisioni sulla terapia vi consiglio di chiedere nuovo consulto al Neurologo di riferimento (essendo passato del tempo potrebbero essere cambiate le indicazioni).

Spero di esserle stato d’aiuto.
Cordiali saluti.
Dr. Oscar Borsani, MD