Utente 111XXX
Buondì, mi rivolgo a voi per risolvere una situazione ingarbugliata e che mi sta dando non poche preoccupazioni. Il mio nonno di 86 anni è stato portato circa 6 mesi fa da un neurologo in quanto soffriva di insonnia e la sua memoria stava fisiologicamente perdendo qualche colpo. Per il resto si trattava di una persona molto energica ed estremamente chicchierona. Lo specialista ha riscontrato una Sindrome Frontale e prescritto Trittico e Serenase, risultato il nonno dorme anche di giorno, non parla quasi più se non interpellato, ha a volte tremori a una mano, la sera a volte ha tachicardia e pressione alta e via dicendo. Visti i non pochi effetti collaterali, la terapia è stata covertita in Trittico e Seroquel 25 mg, ma la situazione non è cambiata molto. Ora io sto lottando con i miei parenti affinchè si seguano le indicazioni che il geriatra di mia fiducia, dopo averlo visitato, aveva consigliato, ovvero Citalopram, Citicolina Dorom e un altro farmaco sempre votato a ristimolare ciò che è stato messo a dormire dal neurolettico. I miei parenti sostengono però che i miei dubbi sulla terapia sono infondati e che il fatto che il nonno sonnecchi tutto il giorno e parli pochissimo sia dovuto alla sindrome frontale e non al Seroquel. Quello che vorrei sapere da voi è un' opinione sulla terapia in corso, sottolineando che il nonno non è mai stato aggressivo nè ha mai avuto sintomi psichiatrici, allucinazioni etc e se la condizione di apatia possa essere riconducibile ai soli 25 mg al giorno di Seroquel, come penso io. Possibile che una persona cambi in questo modo casualmente in corrispondenza con l' inizio di questa terapia e che la sindrome frontale evolva nel giro di così pochi mesi?
Vi ringrazio anticipatamente.
Andrea

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

La diagnosi "sindrome frontale" è una diagnosi che fa riferimento a sintomi di un certo tipo, ma quel che sorprende è che i due medici hanno dato due terapie sostanzialmente diverse. I primi farmaci (seroquel e serenase) sono neurolettici, citalopram è un antidepressivo e anzi, tra i suoi effetti collaterali anche "positivi" c'è spesso una "frontalizzazione" dello stato mentale della persona, cioè la comparsa di atteggiamento tranquillo, positivo e eccessivamente imperturbabile o fatuo, ridotta attenzione e memoria e passività.
Sinceramente con in mano la documentazione neurologica e il resto farei fare una diagnosi psichiatrica.
Dr.Matteo Pacini
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