Brivirac per herpes zooster preso nella 1 settimana di gravidanza
Buongiorno, scrivo per un consulto.
Premetto, ultimo ciclo il 27/12 e Zooster diagnosticato il 7/01 con inizio terapia di BRIVIRAC (1 compressa al gg per 7gg) dall’8/01.
Dal 6/01 io e mio marito, proprio per nn rischiare, su consiglio della ginecologa e del medico di base, non abbiamo più avuto rapporti.
Ho Scoperto ieri di essere incinta, quindi sicuramente con ovulazione anomala e precoce quindi inizio terapia e concepimento a distanza di 2/3gg l’uno dall’altro.
Il bugiardino del medicinale antivirale VIETA la somministrazione in gravida, ovviamente avendo anche utilizzato i gg precedenti i test di ovulazione in quanto cercavamo un figlio, essendo sempre usciti negativi, mi sentivo abbastanza sicura di non essere incinta.
Ma sbagliavo.
La mia domanda è, un antivirale preso in questo stadio iniziale della gravidanza, che rischi porta per il feto?
Come devo comportarmi?
Grazie in anticipo per il tempo prezioso.
Premetto, ultimo ciclo il 27/12 e Zooster diagnosticato il 7/01 con inizio terapia di BRIVIRAC (1 compressa al gg per 7gg) dall’8/01.
Dal 6/01 io e mio marito, proprio per nn rischiare, su consiglio della ginecologa e del medico di base, non abbiamo più avuto rapporti.
Ho Scoperto ieri di essere incinta, quindi sicuramente con ovulazione anomala e precoce quindi inizio terapia e concepimento a distanza di 2/3gg l’uno dall’altro.
Il bugiardino del medicinale antivirale VIETA la somministrazione in gravida, ovviamente avendo anche utilizzato i gg precedenti i test di ovulazione in quanto cercavamo un figlio, essendo sempre usciti negativi, mi sentivo abbastanza sicura di non essere incinta.
Ma sbagliavo.
La mia domanda è, un antivirale preso in questo stadio iniziale della gravidanza, che rischi porta per il feto?
Come devo comportarmi?
Grazie in anticipo per il tempo prezioso.
Gentile Signora, cercherò di mettere ordine ai fatti in modo oggettivo.
1. Il momento dell’assunzione è fondamentale
Lei ha assunto Brivirac (brivudina) nei primissimi giorni dopo il concepimento, probabilmente tra lo stesso giorno e 3 giorni dopo ovulazione.
In questa fase l’embrione non è ancora impiantato in utero, composto da poche cellule totipotenti e segue la regola biologica chiamata tutto o nulla .
Significa che in questo stadio un farmaco può non avere alcun effetto oppure, se l’effetto fosse significativo (cosa molto rara), l’embrione non proseguirebbe l’impianto. Se la gravidanza prosegue (come nel suo caso), questo è già un indicatore molto positivo.
2. Perché il bugiardino dice di evitarlo?
Le avvertenze servono a escludere l’uso del farmaco in gravidanza accertata e nelle fasi successive, quando l’embrione ha organi in sviluppo (organogenesi).
Lei lo ha assunto inconsapevolmente, prima dell’impianto, prima della formazione di qualunque organo o struttura.
Questa fase è considerata la meno suscettibile ai danni da farmaci.
3. Cosa dicono i dati disponibili sulla brivudina? Per la brivudina gli studi in gravidanza sono pochi, e per prudenza viene sconsigliata.
Tuttavia non è un farmaco noto per effetti teratogeni, non ci sono segnalazioni di malformazioni specifiche associate all’esposizione pre-impianto, la quantità assorbita in un ciclo di 7 giorni è limitata.
In pratica, non ci sono motivi per temere danni fetali per un’esposizione così precoce.
4. Cosa deve fare adesso? Molto semplicemente non fare nulla di particolare.
Seguire la normale sorveglianza di gravidanza. Eseguire l’ecografia del primo trimestre (tra 7 e 9 settimane) come da routine.
Non sono necessari esami genetici aggiuntivi solo per questo motivo.
In conclusione:
L’assunzione di Brivirac prima dell’impianto non è considerata pericolosa per il feto.
Se la gravidanza si sta sviluppando, è già di per sé un segnale positivo.
Può proseguire in serenità il percorso con il suo ginecologo.
1. Il momento dell’assunzione è fondamentale
Lei ha assunto Brivirac (brivudina) nei primissimi giorni dopo il concepimento, probabilmente tra lo stesso giorno e 3 giorni dopo ovulazione.
In questa fase l’embrione non è ancora impiantato in utero, composto da poche cellule totipotenti e segue la regola biologica chiamata tutto o nulla .
Significa che in questo stadio un farmaco può non avere alcun effetto oppure, se l’effetto fosse significativo (cosa molto rara), l’embrione non proseguirebbe l’impianto. Se la gravidanza prosegue (come nel suo caso), questo è già un indicatore molto positivo.
2. Perché il bugiardino dice di evitarlo?
Le avvertenze servono a escludere l’uso del farmaco in gravidanza accertata e nelle fasi successive, quando l’embrione ha organi in sviluppo (organogenesi).
Lei lo ha assunto inconsapevolmente, prima dell’impianto, prima della formazione di qualunque organo o struttura.
Questa fase è considerata la meno suscettibile ai danni da farmaci.
3. Cosa dicono i dati disponibili sulla brivudina? Per la brivudina gli studi in gravidanza sono pochi, e per prudenza viene sconsigliata.
Tuttavia non è un farmaco noto per effetti teratogeni, non ci sono segnalazioni di malformazioni specifiche associate all’esposizione pre-impianto, la quantità assorbita in un ciclo di 7 giorni è limitata.
In pratica, non ci sono motivi per temere danni fetali per un’esposizione così precoce.
4. Cosa deve fare adesso? Molto semplicemente non fare nulla di particolare.
Seguire la normale sorveglianza di gravidanza. Eseguire l’ecografia del primo trimestre (tra 7 e 9 settimane) come da routine.
Non sono necessari esami genetici aggiuntivi solo per questo motivo.
In conclusione:
L’assunzione di Brivirac prima dell’impianto non è considerata pericolosa per il feto.
Se la gravidanza si sta sviluppando, è già di per sé un segnale positivo.
Può proseguire in serenità il percorso con il suo ginecologo.
Dr. Paolo Visci
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 3 visite dal 02/02/2026.
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