Utente 885XXX
Salve dottori,chiedo delucidazioni per un problema di un amico.
La persona ha contratto epatite b ed è risultato positivo ai markers giugno scorso: tuttavia, riscontrata la positività, gli esami del sangue non segnalavano ancora alcuna anomalia.
A cominciare da inizio luglio, sino a fine agosto le transaminasi crescevano registrando un valore max di 1200 u/l, per poi rientrare nella norma per fine settembre.vDurante questo periodo il soggetto è anche stato ricoverato per due settimane, registrando numerosi episodi ipoglicemici.
Virus epatite BDNA ha avuto un valore massimo di un miliardo e duecentocinquata milioni ul/ml.
Da settembre in poi tale valore scemava progressivamente.
Febbraio scorso registrava un valore di 10 ul/ml, ove 10 era lo stesso limite affinchè fosse segnalata la positività.
Ieri sono stati effettuati ulteriori esami sempre per verificare la carica virale, e l' eventuale presenza degli anticoprpi. ricordo che il soggetto è postivo sia a S-HBeAg che a S-HbsAg.
Il medico ha detto che potrebbe trattarsi di uno stato di cronicità:ha parlato di portatore inattivo.
Ora i miei dubbi sono molti, per cui cercherò di essere chiaro affinchè possiate ben comprenderli anche voi.
Posto che mi è stato detto che la cronicità può essere diagnosticata se entro sei mesi dalla fase acuta la carica virale non si azzera e non compaiono i relativi anticorpi, Ora vorrei capire
1) per il calcolo di questi sei mesi, devo fare riferimento alla prima data in cui i markers hanno dato la positività(giugno), sebbene ancora il fegato non fosse in sofferenza e gli esami fossero ok, oppure dal momento in cui si ha avuto il picco più alto dei valori delle transaminasi(agosto-settembre)?
chiedo questo perchè in genere gli individui affetti da epatite b scoprono la malattia nel momento in cui si manifestano i sintomi e quindi gli esami sono già più che sballati e dunque il calcolo dei 6 mesi parte da lì; mentre invece nel nostro caso è stato scoperto prima grazie ad una routinaria donazione del sangue.
2)se i 6 mesi vanno calcolati da agosto /settembre scadrebbero a febbraio/ marzo: si potrebbe dunque ancora sperare(visto che la carica molto alta era scesa sino al valore soglia di 10) in una completa guarigione, ed escludere la cronicità?
3)La comparsa degli anticorpi entro quando deve avvenire?
4)nel caso fosse diagnosticata la situazione di portatore inattivo, il virus rimarrà latente e fermo per sempre, risvegliandosi solo a causa di forte abbattimento della barriere immunitarie(tipo chemioterapia), oppure è possibile che si riattivi da solo senza alcuna particolare causa?
5)Il portatore inattivo può contagiare gli altri?
6)Nel caso di frequenti rapporti sessuali non protetti con partner vaccinata, c'è rischio che questa possa contrarre la malattia?
7)Come si contrae il virus Delta? il portatore inattivo è sempre a rischio?
8)trascorsi i 6 mesi dalla fase acuta, non c'è alcuna possibilità di una completa guarigione?

Vi ringrazio x l'attenzione.
Cordialità

[#1] dopo  
Dr. Mario Corcelli

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Gentile Utente,

la questione è complessa ma proverò a spiegarla sinteticamente:

Domande da 1 a 3
- la presenza dei due antigeni HBsAg e di HBeAg indica che vi è una replicazione virale attiva
- gli anticorpi possono anche non comparire mai, ma quando compaiono gli antigeni scompaiono;
- spesso la positività agli antigeni è asintomatica o perlomeno vi è un rialzo di transaminasi senza che il paziente se ne accorga perché, non avendo disturbi, non si sottopone alle analisi; perciò, nel caso del suo amico non è possibile sapere con certezza se si tratta di una infezione recente o di una riacutizzazione; in tal caso, cadono tutte le previsioni dei tempi di una eventuale (auspicabile) comparsa di anticorpi.

Domanda 4:
la riacutizzazione puo avvenire anche senza una particolare causa apparente, ma certamente può essere favorita da stati di immunodepressione.

Domanda 5:
Non so cosa lei intenda per portatore inattivo; finchè sono presenti gli antigeni, anche se le transaminasi sono normali, il paziente è infettante.

Domanda 6:
Un partner sessuale vaccinato non corre alcun rischio di contrarre l'infezione, proprio perché la vaccinazione lo ha immunizzato (bisogna però che l'avvenuta immunizzazione sia confermata da un sufficiente dosaggio degli anticorpi HBsAb).

Domanda 7
Solo un soggetto già portatore di HbsAg può essere successivamente infettato da virus delta o HDV (si parla di sovrainfezione);.
Può esserci anche una infezione contemporanea di HBV e HDV (coinfezione).

Perciò:
a) chi è immune dal virus HBV è immune anche dal virus HDV;
b) il soggetto sano non vaccinato se viene a contatto con il solo virus HDV non si infetta.
Per questo motivo, il virus delta viene cercato solo nei portatori di HBsAg.

Come ci infetta dal virus HDV? con le stesse modalità dell'HBV (sangue e sesso).

Domanda 8
Trascorsi 6 mesi dalla fase acuta, vi può sempre essere una possibilità di guarigione, che oggi può essere condizionata favorevolmente anche dalla terapia antivirale.

Cordiali saluti.
Mario Corcelli, MD
Milano - specialista Medicina Legale e Igiene-Tecnica Ospedaliera
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