Utente 433XXX
Gentilissimi dottori,
Vi ringrazio innanzitutto per il vostro consulto nella speranza che possiate chiarirmi le idee circa la mia situazione.
Circa un mese fa, a seguito di esami del sangue svolti al centro MTS, ho scoperto di avere IgG positive alla Chlamydia trachomatis ( IgG 55,7), quindi inizio la cura con bassado due volte al giorno per 10gg. Con la probabilità che anche il mio compagno avesse contratto il batterio, dopo aver spiegato la situazione al suo medico di famiglia gli vengono prescritte le analisi del sangue per Clamidia pneumoniae. Al ritiro referti risultano le seguenti risposte.
IgM <0.9 (assenti)
IgG >100 (presenti)

Il suo medico gli ha detto che in passato ha contratto il batterio ma che ora non lo ha più. Ora, le mie perplessità sono le seguenti: è possibile che un esame su batterio contratto, ignorato e mai (consapevolmente, almeno) curato, possa certificare l' assenza di malattia, nonostante io abbia avuto rapporti col mio compagno prima della cura con bassado? E inoltre, perché sono state prescritte analisi su clamidia pneumoniae e non trachomatis? Un ciclo di bassado nelle dosi prescritte è adatto per eliminare il batterio?
In fede e in attesa delle vs. risposte.
Distinti Saluti.

[#1] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Gentile Signora,
lei ha fatto una terapia inutile contro una C. Trachomatis verso la quale presentava una immunità igG mediata e che dunque indicava una situazione risolta, almeno dal punto di vista sierologico.
Se non erano presenti IgM chi le ha prescritto il Bassado ha fatto una prescrizione inutile.
La stessa cosa vale per il suo compagno per quanto attiene alla C. Pneumoniae: avrà avuto una infezione che ha superata e di cui conserva una memoria immunitaria IgG mediata.
Perchè sia stata chiesta la sierologia per C. Pneumoniae e non Trachomatis lo deve chiedere a chi ha fatto la prescrizione: ad ogni modo non occorre nessuna terapia.
Concludo raccomandando per i patogeni genito - urinari a localizzazione intracellulare non la sierologia ma i tamponi, vaginali ed uretrali, con ricerca del DNA del patogeno che e indicativo di infezione in atto o di non infezione.
La ricerca del suddetto DNA può essere effettuata anche nelle urine con metodica PCR.
Cordialità,
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#2] dopo  
Utente 433XXX

Gentile Dott. Caldarola
La ringrazio per la risposta, terrò in gran considerazione la sua consulenza.

Cordiali saluti e buon lavoro