Utente 217XXX
Gentili dottori,
vi chiedo un consulto sulla possibilità di contagio Hiv.
tempo fa ho avuto un rapporto sessuale con una ragazza, completamente protetto. A metà rapporto ho tolto il profilattico per inserirne un altro: nell'operazione ho toccato l'esterno del profilattico umido di lubrificante e di liquido seminale. Con la mano ho poi inavvertitamente toccato il glande del pene e la base del pene (dove credo di aver avuto una piccola ferita-abrasione esterna dovuta a precedente masturbazione).
Ho corso qualche rischio di contagio? L'eventuale virus presente nel liquido seminale sul preservativo, poi sulla mia mano, e poi eventualmente sul glande o sulla feritina del pene può essersi disattivato?
Grazie della vostra risposta, sono abbastanza ansioso.

[#1] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Gentile Utente,
la dimanica che descrive non la pone a rischio per trasmissione di HIV.
Utile, per eccesso di zelo, uno screening per la silifide (VDRL/TPHA) a 50 gg dal rapporto dato che questa MST non è scongiurata al 100% nemmeno dal preservativo indossato solo una volta dai preliminari alla fine del rapporto.
Cari saluti,
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#2] dopo  
Utente 217XXX

Grazie Dottore per la Sua gentile risposta.
L'episodio è risalente ormai a due anni fa.
Non credo di avere avuto fino ad oggi sintomi di sifilide, è comunque opportuno effettuare il test?
Sto attraversando un periodo di ansia generale e mi è riemerso questo dubbio dal passato.
La mano bagnata di liquido seminale e lubrificante ("presi" dal profilattico), poi strofinate sul pene (con presenza di taglietto) è da considerarsi contatto mediato, mi pare di comprendere.
Per fugare ogni dubbio potrei fare un test, ma se il rischio è stato pari a zero, preferirei evitare un test che mi porterebbe in un circolo vizioso di ansie.
È d'accordo dottore?

[#3] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
gentile Utente,
se l'episodio è accaduto due anni fa e lei ci sta ancora pensando lei è già in un circolo vizioso di ansie.
Tanto è vero che scrive per avere delle securizzazioni che io non posso fornirle al 100%.
Non posso infatti assumermi per via telematica la responsabilità di securizzarla dicendole che non ha corso nessun rischio, perchè quando lei dovesse scoprire di avere fatto una Sifilide potrà eticamente rivalersi su chi le ha detto: non faccia nulla.
I rischi per HIV e Lue sono molto bassi: io credo, differentemente da lei, che effettuare i tests adesso le darà certezze e interromperà definitivamente il circolo vizioso a cui lei fa riferimento.
Diversamente lei si porterà un tarlo che alternerà momenti di sopore e di riattivazione....Mi pare che la metafora sia molto chiara.
Il mio consiglio è questo, in scienza e coscienza: ne faccia libero uso.
carissimi saluti,
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.