Utente 504XXX
Salve, vorrei un’informazione. Sono un ragazzo di 30 anni, circa 50 giorni fa ho avuto un rapporto leggermente a rischio, se non quasi del tutto privo di esso. Ma, essendo una partner che non conoscevo abbastanza, la percentuale di dubbio vi è sempre. Avrei voluto effettuare un test. Ma, sono sempre stato un donatore Avis e, come tale, ovviamente sò per certo che ad ogni donazione vengono effettuati i seguenti controlli:
TMA HIV1-HCV-HBV Assay
HBsAg
HIV1/2 Ab
HCV Ab
Sifilide
Leggendo su internet, sono venuto a conoscenza del cosidetto “periodo finestra”, che a quanto pare varia in base alla tipologia di test che viene effettuato. Ciò che vorrei sapere adesso è: in base ai controlli che vi ho citato sopra, quanto tempo deve trascorrere dal rapporto che ho avuto per io effettuare una donazione e avere una certezza sui risultati? Insomma, non vorrei andare a donare e avere un falso negativo, sia per quanto riguarda me, che soprattutto nei riguardi altrui. Vi ringrazio anticipatamente per le vostre risposte.

[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Gentile utente

stia sereno: i test HIV da lei effettuati e la descrizione pur sommaria del suo caso la mettono a riparo da rischi infettivi HIV

saluti!

Dr Laino
Dr. Luigi Laino Responsabile Centro Latuapelle - Roma
MST, Tricologia, Laserterapia, Dermochirurgia
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[#2] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Gentile Utente,
per i donatori abituali, meritevoli di ogni lode, che siano incorsi in un evento a rischio, la Legge dello Stato, pubblicata in Gazzetta Ufficiale e pienamente condivisa dalla Conferenza Stato - Regioni, prevede che debbano trascorrere 4 mesi dal rapporto a rischio o dall'esposizione al rischio.
Ciò indipendendemente dalla disponibilità di test assai sensibili di tipo molecolare.
Nel modulo che viene consegnato prima della donazione l'evento va segnalato o comunque deve essere esposto ad un responsabile del Centro che deciderà il periodo di quarantena.
Ciò perchè la nostra priorità, essendo anche io donatore, è evitare di infettare soggetti sovente in condizioni di criticità clinica.
Perciò non spetta a noi di MI+ fornirle il transeat alla donazione bensì al Medico del Centro che sulla base della descrizione dell'evento occorso e degli esami effettuati, nonchè del tempo trascorso, deciderà se Lei è idoneo a donare adesso o se dovrà aspettare e quanto.
Questo link le potrà essere utile.
https://www.avisre.it/criteri-sospensione-temporanea/
La saluto caramente, Collega Donatore!
Caldarola MD

[#3] dopo  
Dr. Luigi Laino

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La nostra risposta, specifico, non è mai vincolante ma come d'uopo orientativa.

La rassicurazione sulla negatività sierologica è ribadita in modo oggettivo e non personale su un test anticorpale e sul periodo finestra.

Il paziente/utente e i suoi medici sapranno sicuramente dare una risposta definitiva sui tempi di reintegro, ben sapendo che ad oggi, le sacche di sangue dei donatori italiani sono fra le più sicure al mondo grazie ai controlli seriati ed ultraspecifici.

la rassicurazione pertanto deve essere sempre valutata in termini oggettivi dal medico curante, ma questo appare sempre scontato considerando i disclaimer presenti in medicitalia.

ancora saluti
Dr. Luigi Laino Responsabile Centro Latuapelle - Roma
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[#4] dopo  
Utente 504XXX

Grazie mille per le vostre risposte. E i vostri consigli. Donando ormai da molti anni sono a conoscenza del questionario che devo compilare. Volevo solo un vostro Consiglio, una vostra delucidazione. Il giorno che dovrei donare saranno 70 giorni precisi dal rapporto avuto. Pensate che un esito negativo sia del tutto veritiero e posso stare tranquillo? Perché so che alcuni test sono veritieri a 90 giorni, ma altri anche dal 20esimo giorni. In base a quelli che ho citato io sopra, 70 giorni vanno bene oppure dovrei aspettare ancora qualche mese? Grazie ancora per la vostra gentilezza. Vi auguro una buona giornata

[#5] dopo  
Dr. Luigi Laino

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segnatamente:

se ha condotto un test HIV ab (e non Ab/Ag) probabilmente ha effettuato un TEST ELISA di III generazione. sensibile e specifico a 4-6 settimane

inoltre ha condotto un analisi ultraspecifica: TMA HIV1-HCV-HBV Assay: trattasi di un’indagine molecolare che consente la rilevazione qualitativa contemporanea sia del virus dell’epatite C, sia di quello B ed inoltre del del virus dell’immunodeficienza umana tipo 1 (HIV-1). Non è un test sierologico ma un'indagine di tipo molecolare.

Questo test permette un'analisi proprio su sangue utile per le trasfusioni.

Per tale ragione, le avevo raccomandato serenità. Ovviamente i suoi medici sapranno confermare direttamente quanto detto.

saluti
Dr Laino
Dr. Luigi Laino Responsabile Centro Latuapelle - Roma
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[#6] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Gentile Donatore,
sappiamo assai bene che il TMA HIV1-HCV-HBV Assay della Chiron è un sensibilissimo test molecolare per la rilevazione di HIV I (non di HIV II), di HCV e di HBV. Sappiamo anche che HIV II alle nostre latitudini è molto infrequente.
Trattasi altresì di test di assai delicata esecuzione: proprio per tale motivo lei DEVE PARLARE dell'accaduto al medico del Centro dove intende donare! Che probabilmente la farà donare, avendo CONTEZZA che la sua sacca va testata con particolare attenzione: ma deve deciderlo lui, nè lei nè altri.
Le rammento inoltre che un test HIV immunoenzimatico con ricerca dei soli Ac, dunque di Terza Generazione, deve ESSERE CONSIDERATO DEFINITIVO A NOVANTA GIORNI DALL'EVENTO.
Non a 4 -6 settimane.
Le informazioni vanno date in modo corretto seguendo i "periodi finestra" statuiti dalla Legge (ISS /Ministero Salute- Conferenza Stato Regioni) che sono molto chiari.
Le opinioni personali in questo ambito sono solo fuorvianti.
E questo indipendentemente dai disclaimers di Medicitalia.
Beninteso lei faccia come crede, io avevo il dovere di essere obiettivo in Scienza e non di rendere oggettive le mie, personali convinzioni!
La Medicina moderna è anche questo!

La saluto ancora caramente.
Caldarola MD.