Utente 290XXX
salve, svolgo mansioni di assistente (ferrista) presso la sala operatoria di chirurgia di una clinica privata da 20 anni. Nel 2003, poichè mi fù diagnosticato un'ernia L5-S1, feci richiesta di cambiare reparto ma non ebbi risposta. All'inizio del 2009 mi sono sottoposto ad un intervento di nucleoplastica e successivamente a visita straordinaria presso il Medico competente dell'azienda il quale rilasciava certificato di idoneità con limitazioni: non assumere posizioni incongrue, non stare in posizione eretta prolungata, non sforzare la cernoera lombare, ecc....-
Di ciò è stato informato il responsabile del personale e del reparto, e contestualmente chiedevo nuovamente di essere cambiato di reparto o mansioni consone al mio stato di salute. il responsabile del personale ha pensato bene spostarmi da " FERRISTA" a CIRCOLANTE, come se ciò fosse meno pesante del ferrista.
Orbene, a distanza di 8 mesi dall'intervento e di6 mesi dalla richiesta di trasferimento a seguito di RM di controllo (ho la gamba sx che si "addormenta")scopro che l'ernia operata e di dimensioni maggiori di prima dell'intervento.
DOMANDONA: sia penalmente che civilmente, come posso tutelarmi o rivalermi? Tenendo presente che avevo già riferito al responsabile del personale che detta mansione poteva aggravare la mia patologia, proprio perchè a detto ambiente era dovuta la stessa e che altri due colleghi con un paio di anni in più di sevizio hanno avuto anche la stabilizzazione della colonna.

[#1] dopo  
Dr. Maurizio Golia

28% attività
4% attualità
12% socialità
BRESCIA (BS)
SERIATE (BG)
CREMONA (CR)
PESCHIERA DEL GARDA (VR)

Rank MI+ 44
Iscritto dal 2007
In primo luogo se , secondo Lei, il giudizio del medico competente (con le limitazioni conseguenti) è corretto e non vengono applicate le prescrizioni sul posto di lavoro deve rivolgersi al Servizio di Medicina del Lavoro dell'ASL segnalando l'inadempienza del Datore di Lavoro che potrà essere sanzionato.

Se Lei ritiene che il giudizio del medico competente non sia corretto può fare ricorso (entro 30 giorni)al Servizio di Medicina del lavoro dell'ASL, sarà convocato da una commissione medica che rivaluterà il caso ed emetterà un nuovo giudizio.
Dr. Maurizio Golia Specialista Medicina Legale e Medicina Preventiva Lavoratori tel. 339/7303091
Brescia - Cremona - Bergamo - Verona

[#2] dopo  
Utente 290XXX

La ringrazio per la risposta Dott. Golia.
Per l'aggravamento della patologia potrò fare richiesta di riconoscimento della malattia professionale od altro?
P.S. il MC non ha voluto mettere per iscritto che le mie mansione erano in contrasto con la patologia, perchè non gli competeva. Secondo lui un circolante di sala operatoria da una mano al coordinatore per le faccende generali.
Di nuovo grazie.

[#3] dopo  
Dr. Maurizio Golia

28% attività
4% attualità
12% socialità
BRESCIA (BS)
SERIATE (BG)
CREMONA (CR)
PESCHIERA DEL GARDA (VR)

Rank MI+ 44
Iscritto dal 2007
Dovrebbe essere sempre il medico competente ad inoltrare eventuale denuncia di malattia professionale (se ritiene che la sua patologia sia correlata all'attività lavorativa) oppure vada all'ASL (Medicina del Lavoro) ed esponga il suo caso portando la documentazione sanitaria.
Se in sala operatoria non può svolgere certe mansioni deve chiarire la cosa con la caposala (altrimenti segnali tutto all'ASL).
Dr. Maurizio Golia Specialista Medicina Legale e Medicina Preventiva Lavoratori tel. 339/7303091
Brescia - Cremona - Bergamo - Verona

[#4] dopo  
Utente 290XXX

Grazie dell'aiuto e per la tempestività della risposta, siete veramente in gamba.