Patente D: compatibilità con patologia psichiatrica e terapia?
Buonasera gentili dottori,
Vi scrivo per avere delle delucidazioni riguardo la compatibilità tra la mia patologia ed il conseguimento della patente d.
Infatti quest anno ho l'opportunità di prendere la patente d tramite accademia e di essere inserito in contesto lavorativo.
Mi é stato chiesto di fare compilare il foglio anamnestico dal medico di base.
Quando ho sottoposto il certificato, alla domanda: l utente ha avuto patologie che possa costituire un rischio attuale per la guida... lui mi ha detto che avrebbe scritto tutta la mia storia passata e le medicine prese... e che nonostante la mia patologia sia ben compensata da 40 mg di paroxetina, non é un lavoro che può fare chi ha la mia patologia!
Ovviamente si rifiuta di scrivere se la patologia possa costituire un pericolo...
Lo psichiatra mi ha detto invece che quello che fara lui é una dichiarazione in cui scriver che ho un disturbo d'ansia efficacemente controllato dalla paroxetna.
Tolto che, ovviamente, non pretendo assolutamente che venga nascosto il mio percorso psichiatrico, vi chiedo se é lecito che il medico non risponda alla domanda se costituisco un pericolo... se debba scrivere tutte le medicine che ho preso in passato... e soprattutto se davvero non posso guidare con la, d... premettendo che ho la b senza limitazioni, uso l auto... e non ho incidenti da 20 anni...
Grazie mille
Vi scrivo per avere delle delucidazioni riguardo la compatibilità tra la mia patologia ed il conseguimento della patente d.
Infatti quest anno ho l'opportunità di prendere la patente d tramite accademia e di essere inserito in contesto lavorativo.
Mi é stato chiesto di fare compilare il foglio anamnestico dal medico di base.
Quando ho sottoposto il certificato, alla domanda: l utente ha avuto patologie che possa costituire un rischio attuale per la guida... lui mi ha detto che avrebbe scritto tutta la mia storia passata e le medicine prese... e che nonostante la mia patologia sia ben compensata da 40 mg di paroxetina, non é un lavoro che può fare chi ha la mia patologia!
Ovviamente si rifiuta di scrivere se la patologia possa costituire un pericolo...
Lo psichiatra mi ha detto invece che quello che fara lui é una dichiarazione in cui scriver che ho un disturbo d'ansia efficacemente controllato dalla paroxetna.
Tolto che, ovviamente, non pretendo assolutamente che venga nascosto il mio percorso psichiatrico, vi chiedo se é lecito che il medico non risponda alla domanda se costituisco un pericolo... se debba scrivere tutte le medicine che ho preso in passato... e soprattutto se davvero non posso guidare con la, d... premettendo che ho la b senza limitazioni, uso l auto... e non ho incidenti da 20 anni...
Grazie mille
Gentile utente,
premetto che l'argomento del consulto non sono di specifica pertinenza della medicina del lavoro.
Detto questo, ritengo che il suo medico curante, correttamente, ha redatto il certificato anamnestico riportando la sua storia clinica. L'eventuale pericolosità attuale alla guida deve essere valutata dal medico che rilascerà il certificato di idoneità al conseguimento della patente della categoria richiesta, sulla scorta del racconto anamnestico del medico curante ed anche con il supporto della certificazione del suo psichiatra di fiducia.
Cordiali saluti
premetto che l'argomento del consulto non sono di specifica pertinenza della medicina del lavoro.
Detto questo, ritengo che il suo medico curante, correttamente, ha redatto il certificato anamnestico riportando la sua storia clinica. L'eventuale pericolosità attuale alla guida deve essere valutata dal medico che rilascerà il certificato di idoneità al conseguimento della patente della categoria richiesta, sulla scorta del racconto anamnestico del medico curante ed anche con il supporto della certificazione del suo psichiatra di fiducia.
Cordiali saluti
Dr. Domenico Spinoso
Medico del Lavoro
Utente
Guardi dottore,
Innanzitutto la ringrazio per aver risposto tempestivamente al consulto,nonostante non sia il suo campo.
Rimango tuttavia dubbioso:ho sentito già diverse formulazioni,compresa la sua,tutte formalmente inappuntabili ma che,onestamente,sembrano più puntare ad un inattaccabile correttezza formale scevra peró di quella fiammella di fiducia che dovrebbe legare un paziente al suo medico,piuttosto che ad una risposta esauriente.
Un medico od uno psichiatra che ti conosce...non è in grado di dire chiaramente se costituisco un pericolo o no in alcune mansioni?anche se non è il suo lavoro?oppure non è in grado di dirmi direttamente che ha un pregiudizio contro le malattie psichiatriche in alcuni lavori?Certo ,questo non è certamente il suo ruolo,lei non mi conosce.
Ma gli altri curanti si.Considerando l importanza del ruolo,scrivere la storia del paziente,senza dare una valutazione,mi sembra solo un modo per non prendersi le proprie responsabilità e scaricare il tutto sulle spalle del medico di commissione per non avere problemi...il medico di commissione mi vede solo una volta,i miei medici mi conoscono...se loro non hanno il coraggio di esprimere apertamente il loro pensiero od esprimere chiramente la loro contraeietà,cosa dovrebbe fare l esaminatore?ecco,questo per me è sottrarsi al proprio ruolo,rimanendo legati alle formalità...tutto formalmente corretto...ma sinceramente non so se affidarmi con fiducia,per risponderle.
Cordiali saluti
Innanzitutto la ringrazio per aver risposto tempestivamente al consulto,nonostante non sia il suo campo.
Rimango tuttavia dubbioso:ho sentito già diverse formulazioni,compresa la sua,tutte formalmente inappuntabili ma che,onestamente,sembrano più puntare ad un inattaccabile correttezza formale scevra peró di quella fiammella di fiducia che dovrebbe legare un paziente al suo medico,piuttosto che ad una risposta esauriente.
Un medico od uno psichiatra che ti conosce...non è in grado di dire chiaramente se costituisco un pericolo o no in alcune mansioni?anche se non è il suo lavoro?oppure non è in grado di dirmi direttamente che ha un pregiudizio contro le malattie psichiatriche in alcuni lavori?Certo ,questo non è certamente il suo ruolo,lei non mi conosce.
Ma gli altri curanti si.Considerando l importanza del ruolo,scrivere la storia del paziente,senza dare una valutazione,mi sembra solo un modo per non prendersi le proprie responsabilità e scaricare il tutto sulle spalle del medico di commissione per non avere problemi...il medico di commissione mi vede solo una volta,i miei medici mi conoscono...se loro non hanno il coraggio di esprimere apertamente il loro pensiero od esprimere chiramente la loro contraeietà,cosa dovrebbe fare l esaminatore?ecco,questo per me è sottrarsi al proprio ruolo,rimanendo legati alle formalità...tutto formalmente corretto...ma sinceramente non so se affidarmi con fiducia,per risponderle.
Cordiali saluti
Questo consulto ha ricevuto 2 risposte e 43 visite dal 09/01/2026.
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