Utente 197XXX
Buongiorno, lavoro in impianti di generazione di potenza e la lana di roccia viene ampiamente isolata come coibentante delle linee di fluidi e gas. Normalmente si trova racchiusa intorno al piping dentro strutture metalliche, ma poiche' il mio lavoro si svolge nel contesto di manutenzioni tali fibre sono spesso esposte, sbriciolate, sparse ovunque e mai raccolte appositamente.
Vorrei sapere:
1)quali sono i rischi per la salute correlati all'inalazione di tali fibre
2)cosa prevede l'attuale normativa in materia di protezione personale, smaltimento di tale materiale e tutela di chi lavora in questi contesti.

Grazie, cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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La lana di roccia è un materiale fibroso a trama fine, composto principalmente da silicati ed alluminati.
Questo materiale viene utilizzato come isolante acustico e termico, in quanto la sua struttura macroscopica lanugginosa, inglobando grandi quantità di aria, attenua i rumori e isola dal calore.
In generale il materiale è sicuro fintanto che si trova rivestito o ricoperto da apposite protezioni. All’eventuale rottura di tali intercapedini, è possibile che la fuoriuscita incontrollata del materiale e gli eventi meccanici successivi (rimozione, strofinamento, urti) possa disperdere nell'ambiente circostante particelle finissime dei materiali (micro fibre di roccia, cioè alluminati e silicati).
La loro inalazione può provocare irritazione delle vie respiratorie; si può avere anche irritazione oculare con disturbi della vista od irritazione della cute per contatto, in quanto le fibre di lana di roccia, pur essendo state classificate nel gruppo 3 (non cancerogene per l’uomo) dallo IARC, mostrano fase di rischio R38(irritanti per la pelle).
In caso di rimozione di tali materiali, pur non essendo soggetto ad approvazione ASL (come invece è obbligatorio per l'amianto), l’intervento di asportazione prevede l’utilizzo di apparecchiature e metodologie analoghe, seppur meno specifiche e rigorose, a quelle applicate per l’amianto friabile.

Peraltro il rischio dovrebbe essere contemplato nel "Documento di valutazione dei rischi" (artt.17, 28 e 29 del D. Lgs. 81/08) della Sua Azienda, che dovrebbe pure comprendere "l’indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati".

Distinti Saluti.


Distinti Saluti.

Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]

[#2] dopo  
Utente 197XXX

La ringrazio per la risposta esaustiva e competente.

Distinti saluti.