Utente 242XXX
Buongiorno,
sono un ragazzo di 30 anni, laureato, sportivo, non fumatore, non sovrappeso, che in passato non ha mai avuto manifestazioni di pressione alta.
Nell'ultimo anno ho cominciato ad accusare sempre più una situazione di stress sul lavoro (lavoro come impiegato bancario, come sportellista..mansione che al momento dell'assunzione doveva essere temporanea, ma che dopo 4 anni è immutata e visto il mio carattere timido e introverso e la mia formazione consulenziale e non commerciale mi ha da subito sottoposto ad una particolare situazione di disagio e inadeguatezza).
Ho cominciato ad avvertire senso profondo di stanchezza, cefalee, insonnia sino ad arrivare a forti giramenti di testa. Soprattutto questi ultimi mi condizionano pesantemente in quanto da 1 anno a questa parte per recarmi sul luogo di lavoro devo percorrere quotidianamente 120km in auto, senza possibilità di utilizzare i mezzi pubblici che non raggiungono la mia destinazione.
Su indicazione del medico di base ho consultato un cardiologo, il quale dopo avermi fatto effettuare esami sangue e urine, RM encefalo, ecodoppler vascolare, fundus oculi, ecodopler reni e surreni e monitoraggio p.a. 24 ore, escludendo patologie ad altri organi, mi ha diagnosticato una "ipertensione arteriosa di tipo labile diastolica, condizionante sindrome vertiginosa". Mi ha prescritto Valpression 40mg 1/c al giorno, consigliandomi di ridurre lo stress, abbinando una dieta iposodica e ipocalorica.
Ho fatto presente svariate volte all'Ufficio del Personale la mia situazione e le mie condizioni di salute, chiedendo un avvicinamento a casa quantomeno per ridurre lo stress ed evitare i rischi collegati agli episodi sempre più frequenti di vertigini.
Ho sempre ottenuto risposte negative e anzi settimana scorsa sono stato notiziato di essere stato trasferito ancora più distante per esigenze aziendali.
Ora la mia domanda è questa: posso rivolgermi al medico del lavoro e far valutare a lui la mia cartella clinica e il mio stato di salute in relazione alla mansione che svolgo e al luogo di lavoro? in che modo il medico competente può esprimersi in merito? che provvedimenti eventualmente potrebbero essere presi?

Grazie dell'attenzione
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Cordialmente

[#1] dopo  
238312

Cancellato nel 2013
Sicuramente può chiedere una visita straordinaria al Medico Competente e mostrargli la documentazione, ma dubito che possa esprimere delle limitazioni; la sede lavorativa dipende dal datore di lavoro, e difficilmente il Medico potrà porre delle obiezioni per ragioni di salute del lavoratore, soprattutto in presenza di una patologia non ben caratterizzabile.
Saluti
Dr. Riccardo Boeri

[#2] dopo  
Utente 242XXX

Ringraziandola per la celere risposta, vorrei chiederle un ulteriore chiarimento.
Avendomi il cardiologo raccomandato, oltre all'utilizzo della pastiglia, di cambiare il mio stile di vita e ridurre il più possibile la situzione di stress quotidiano (che è la causa dell'insorgere della patologia), ed essendo il lavoro la causa di ciò, può il medico del lavoro prendere in esame il mio problema e valutare delle limitazioni che ipediscano il peggioramento di questa patologia e della mia situazione psico-fisica?
Il fatto è che, ancora prima di questa patologia svariate volte ho chiesto un trasferimento in uffici interni(consulenziali) visto che all'inizio mi era stata assicurata come destinazione futtura e mi è sempre stato risposto che non ce ne era la possibilità, nonostante comunque ci siano stati dei cambiamenti di personale in quegli uffici, allora ho chiesto un avvicinamento a casa (4 anni fa ero stato assunto e per raggiungere il posto di lavoro dovevo percorrere 50 km al giorno con possibilità di utilizzare mezzi pubblici, ora negli anni sono stato spostato, per esigenze aziendali, prima a 80 poi 100 e ora 120 Km).
Lei capisce che l'accumularsi di questi rifiuti, da aggiungere al fatto che gni mia richiesta di colloquio per valutare la situazione con i responsabili del personale veniva liquidata con un ''abbiamo preso nota della sua richiesta, cordiali saluti'' mi hanno portato ad una situazione di stress che oltre a portarmi a questa patologia mi impedisce anche di lavorare con serenità (lavoro a contatto col pubblico e ad oggi fatico a relazionarmi tranquillamente e con la cortesia che sarebbe dovuta in questi casi).
Ora vorrei capire, può il medico competente della mia azienda valutare tutti questi disagi, queste mie problematiche quotidiane e l''influenza che hanno sul mio stato di salute e chiedere un cambio di mansione che non preveda il contatto con il pubblico o un avvicinamento per ridurre lo stress che percorree quotidianamente 120 Km tutti i giorni comporta, anche solo temporaneamente fino a quando la situazione non si stabilizza?
La ringrazio anticipatamente
cordiali saluti

[#3] dopo  
238312

Cancellato nel 2013
Il Documento di Valutazione dei Rischi, che deve essere redatto in ogni azienda, dovrebbe considerare fra i vari rischi anche lo stress. Se questa valutazione ha rilevato delle differenze fra le diverse posizioni di lavoro, il Medico Competente potrebbe provare a porre delle limitazioni relative al livello di stress; bisogna sempre considerare, però, che le limitazioni possono essere un arma a doppio taglio e in alcuni casi diventano un pretesto per demansionare il lavoratore.
Saluti
Dr. Riccardo Boeri

[#4] dopo  
Utente 242XXX

Salve,
sono stato sottoposto oggi alla visita dal medico competente, il quale esaminati gli esami e la diagnosi del cardiologo, asserendo di avere le mani legate, ha compilato il modulo con l'indicazione: IDONEO.
Quello che mi domano io è: se domani durante la percorrenza dei miei 120km quotidiani ho un episodio di vertigini (cosa probabile a detta del cardiologo) chi lo spiega a mia moglie e a mio figlio di 9 mesi? il datore di lavoro o il medico competente?
In Italia bisogna sempre che ci scappi qualcosa di grosso per accorgersi della realtà delle cose..
Grazie dell'attenzione.

Cordialmente.

[#5] dopo  
238312

Cancellato nel 2013
A questo punto, se secondo lei non è in grado di recarsi al lavoro per cui è stato giudicato idoneo può farsi valutare dal suo Medico di Famiglia che può porre una inabilità totale temporanea al lavoro e metterla in malattia fino a che la situazione non sia migliorata.
Può anche fare ricorso alla ASL contro il giudizio del Medico Competente entro 30 giorni (dubito però che il giudizio possa essere modificato, per quello che descritto nei suoi messaggi).

Saluti
Dr. Riccardo Boeri