Utente 272XXX
a seguito caduta mentre lavoravo ho lesionato il sovraspinoso e l'infraspinoso della spalla. (fatta RM). L'Inail ha aperto l'infortunio per due mesi. Data la diagnosi e il dolore lancinante e movimenti quasi nulli mi sono operata.. ho riaperto la pratica dell'infortunio. L'inail mi ha gestito per 3 mesi e 10 giorni ..adesso mi comunicano che dall'intervento alla chiusura della pratica il periodo non è considerato infortunio ma malattia comune senza nessuna motivazione. Cosa devo fare? grazie della risposta

[#1] dopo  
Prof. Alessandro Caruso

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Gentile signora, non è cosi!
Ma lei quando si è operata? Gli ortopedici hanno fatto tutto, ogni denuncia all'Inail ??
Hanno comunicato la necessità dell'intervento e che l'intervento era collegato all'infortunio sul lavoro?
Dopo l'intervento chirurgico deve fare fisiochinesiterapia riabilitativa . L'ha fatta ?
Gli ortopedici , il fisiatra hanno comunicato ogni cosa all'Inail ?
Se vi è stata continuità e se è stato cominucato epr tempo tutto, anche l'intervento chirugico e la fisiochinesiterapia successiva devono essere considerati inerenti all'invalidità temporanea dell'infortunio.
Inoltre le hanno riconosciuto la invalidità permanente ?
Cordiali saluti








alessandrocaruso.me@katamail.com
Alessandro Caruso
Specialista Ortopedia - Traumat.//Medicina dello Sport
Specialista Medicina Fisica e Riabilitazione -Messina -

[#2] dopo  
Utente 272XXX

Gentile dottore, innanzitutto grazie della sua risposta. Sono stata molto sintetica nel mio primo intervento. Adesso le spiego la mia avventura. Sono caduta mentre ero in servizio esterno (sono una vigilessa) battendo con la spalla. Subito mi hanno portato all’ospedale . Il medico del P.S. ha compilato la denuncia INAIL con prognosi di 30 gg. per un trauma contusivo alla spalla dx prescrivendomi antinfiammatori locali e braccio al collo rinviandomi a un consulto ortopedico dopo sette giorni. Al consulto ortopedico, tenuto conto dei dolori lancinanti soprattutto la notte, mi è stata richiesta una R.M. dalla quale è scaturita questa diagnosi: “ Si rileva focolaio laminare di lacerazione parziale di fibre del sovra spinoso in sede inserzionale con conseguente marcato assottigliamento del tendine residuo, strutturalmente disomogeneo in relazione a manifesti fenomeni di deaerazione delle fibre residue. Focolaio lineariforme di lacerazione parziale di fibre interstiziali del tendine dell’infraspinoso in sede di giunzione mio tendinea che si estende longitudinalmente fino alla porzione prossimale. Millimetrico focolaio spiculare di tendinosi delle fibre dell’estremo inserzionale del sottoscapolare. Borsite sub-acromion-deltoidea con falda fluida endobursale. Versamento nel cavo articolare gleno-omerale con distensione dei recessi ascellare e sottoscapolare. Modesto reperto di artropatia degenerativa dell’articolazione acromion –claveare. “ Sono andata da un ortopedico dell’ ASP il quale, visionando la R.M. ha diagnosticato. “ Esiti recenti di trauma spalla dx con lesione della cuffia dei rotatori e valida riduzione dei movimenti osteoarticolari con limitazione funzionale prescivendomi ciclo di 20 sedute di fkt (tens-ultrasuoni-laserterapia e chinesi graduale successiva). Tutte queste certificazioni e la R.M. sono state è state portate all’INAIL e il loro ortopedico mi ha confermato i giorni di infortunio. In questo periodo ho fatto la fkt prescritta. Dal 13 marzo (giorno della caduta) al 19 maggio sono stata sotto infortunio. In questa data, hanno chiuso l’infortunio con la valutazione di passare visita con il medico competente prima dell’inizio dell’ attività lavorativa. Una precisazione: nella penultima visita l’ortopedico INAIL, tenuto conto che la spalla e tutto il braccio erano molto doloranti e non avevo forza ed i movimenti erano limitati , addirittura per alzare il braccio dx mi aiutavo con quello sx, mi ha consigliato di rivolgermi ad un chirurgo ortopedico specifico della spalla per valutare un eventuale intervento chirurgico. Ho accettato questo consiglio e quando l’ortopedico mi ha visitato, capendo subito la gravità della lesione, mi ha consigliato l’intervento spiegandomi che veniva fatto in artroscopia. Mi ha anche spiegato, dopo l’intervento, che dovevo fare per un po’ di tempo fkt.. Alla mia decisione, è stato programmato l’intervento per il 20 giugno. Il 19 maggio, giorno della chiusura dell’infortunio, ho presentato all’INAIL la diagnosi e la valutazione del chirurgo ortopedico precisando che mi sarei sottoposta ad intervento indicandone la data. Il Dirigente Medico ha chiuso “per forza “ la pratica ma dichiarandomi che potevo ritornare al lavoro e che successivamente una volta ricoverata per l’intervento, potevo riaprirla in qualsiasi momento, precisandomi inoltre che la doveva riaprire il mio medico curante. Non sono rientrata al lavoro perché avevo dolori lancinanti alla spalla e dato il lavoro che svolgevo, mi sono messa in malattia con un certificato del medico curante con la stessa diagnosi di trauma alla spalla dx . Dopo pochi giorni, ho ricevuto la comunicazione dell’ INAIL che mi riconosce l’inabilità temporanea assoluta per il periodo fino al 19 maggio 2012. Il 19 giugno mi sono ricoverata, il 20 operata e una volta dimessa , ho riaperto la pratica INAIL con denuncia fatta dal medico curante, il quale ha indicato il giorno dell’infortunio, la diagnosi, gli accertamenti già praticati includendo l’intervento chirurgico di ricostruzione cuffia rotatori e indicandone il ricovero presso clinica………… di ……………. Il chirurgo che mi ha operato mi rilascia, alle dimissioni, il foglio dove è descritta la diagnosi. “ lesione clbb, lesione parziale versante omerale sovra spinoso dx “ l’indicazione dell’intervento: ( 20/6/2012) A. CHIR. Tenotomia clbb, debridement sovra spinoso e subacromiale spalla dx e la terapia da seguire: applicazione di tutore in abduzione per 20 giorni, cure farmacologiche e fkt da iniziare dopo 5 giorni dall’intervento. Sono ritornata all’INAIL con il foglio di denuncia compilato dal medico curante ed hanno riaperto la pratica. Sono stata in infortunio fino al 6 ottobre 2012. In questo periodo ho fatto fkt riabilitativa per 60 sedute, richieste dal medico che mi ha operato. Tutti i certificati sono stati portati al medico specialista dell’INAIL il quale lui stesso mi rinviava a periodi successivi di infortunio dopo avermi visitato e mi rinnovava di volta in volta il foglio per l’esenzione tichet che andavo a vistare regolarmente all’ ASP di competenza. Nell’ultima visita, il primo ottobre , mi dichiarano idonea a rientrare al lavoro giorno 7 ottobre ( completavo le 60 sedute di fkt) specificando che prima del rientro, dovevo essere sottoposta a visita con il medico competente dell’Ente per un’eventuale cambio mansioni. Mi sono sottoposta a tale visita e dato che ancora non ho recuperato alcuni movimenti, il medico mi assegna una limitazione temporanea a servizi sedentari per un anno.
L’altro giorno mi arriva la lettera dell’INAIL che mi comunica che per il periodo 19 giugno (data del ricovero) al 6 ottobre, non può essere riconosciuto il diritto ad alcuna prestazione in quanto è da attribuire a malattia comune. In compenso, prendendo in giro l’infortunato, indicano che al presente provvedimento può essere avanzata opposizione avvalendosi dell’opera gratuita degli istituti di patronato.
Gentile dottore Alessandro Caruso, le ho raccontato dettagliatamente la mia vicenda . Ora le chiedo, è legittimo tutto questo? Mi sento completamente presa in giro da chi invece ti deve tutelare soprattutto nelle malattie e nel lavoro. Perché paghiamo con il nostro lavoro l’assistenza INAIL quando non ci assiste? Sicuramente andrò a fare ricorso per essere tutelata, ma vorrei un suo parere su questa vicissitudine e cosa mi consiglia fare per salvaguardarmi tenuto conto che non mi è stata riconosciuta l’invalidità permanente.
Purtroppo devo confessarle che tutto questo è successo nella nostra bella provincia di Messina. Grata di cuore per una sua risposta e un consiglio, la saluto.




[#3] dopo  
Prof. Alessandro Caruso

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Gentile signora, noto leggendo la sua storia che vi è un punto critico, ho evidenziato il punto anomalo nella questione. L'errore di valutazione e quindi decisionale del medico Inail.
Infatti lei scrive :
<<<<< Alla mia decisione, è stato programmato l’intervento per il 20 giugno. Il 19 maggio, giorno della chiusura dell’infortunio, ho presentato all’INAIL la diagnosi e la valutazione del chirurgo ortopedico precisando che mi sarei sottoposta ad intervento indicandone la data. Il Dirigente Medico ha chiuso “per forza “ la pratica ma dichiarandomi che potevo ritornare al lavoro e che successivamente una volta ricoverata per l’intervento, potevo riaprirla in qualsiasi momento, precisandomi inoltre che la doveva riaprire il mio medico curante>>>>>
Il medico Inail INFATTI NON POTEVA E NON DOVEVA chiudere alcuna pratica infortunio e dichiarandola il 19 giugno abile al lavoro, ha commesso una anomalia di ufficio , in quanto lei non lo era abile al lavoro, era in fase attiva di patologai invalidante, era in procinto di essere sottoposta ad intervento chirugico, era in piena INABILITA' FUNZIONALE, come evidenziano le documentazioni sanitarie in atti.

Ecco qui sta il " nodo cruciale tecnico su cui devono impostare la loro battaglia i suoi legali ."

Per cui se vuole giustizia deve fare ricorso direttamente all'Inail o se del caso al Giudice di Pace.
Cordiali saluti




alessandrocaruso.me@katamail.com
Alessandro Caruso
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[#4] dopo  
Utente 272XXX

egregio dottore purtroppo mi son fidata del dirigente medico che mi ha assicurato che potevo riaprire la pratica entro i 10 anni dal''inizio dell'infortunio, se mi decidevo ad operarmi. Volevo precisare che dal 20 maggio al 19 giugno sono stata in malattia prescritta dal medico curante con la stessa patologia dell'infortunio. Farò sicuramente ricorso. Resto grata della sua esauriente risposta e del suo preziosissimo consiglio. La terrò informata sugli avvenimenti futuri.