Utente 625XXX
Salve, da anni soffro di depressione con attacchi di panico. La diagnosi e terapia è stata sempre certificata da strutture pubbliche. Avndo superato i 18 mesi di malattia in 3 anni la Regione Sicilia per cui lavoro mi ha sottoposto a Visita Collegiale presto il ministero delle finanze.Premetto che ho 51 anni con 16 anni di servizio effettivo. Il medico della Commissione mi concede la pensione anticipata per con 25 anni di servizio e cioè il 75% o un certificato di idoneità al al lavoro per riprendere servizio. In attesa di parlare con lo psichiatra dell'ASL ho chiesto 1 settimana di proroga. Cosa posso fare ? La mia situazione lavorativa non mi permette di fruire assenze per malattia tranne ricoveri. Per eviatare di perdere il lavoro che posso fare?
Grazie

[#1] dopo  
Dr. Agnesina Pozzi

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gentile Signore,
mi permetto di risponderle vedendo il suo consulto inevaso; probabilmente è inevaso perchè è impossibile darle un consiglio che possa esserle utile.

1) se la sua situazione lavorativa non permette altro che ricoveri, dovrebbe ricoverarsi, ma non esistono più ricoveri in ambito psichiatrico (tranne quelli in regime di trattamento sanitario obbligatorio per pericolosità personale e sociale..).

2) Potrebbe tornare al lavoro ri-contrattando col datore d lavoro le sue mansioni, ad esempio se il ruolo a lei assegnato attualmente è frustrante, usurante e scatenante le depressione e gli attacchi di panico (magari anche per conflittualità con superiori e colleghi) può chiedere di essere trasferito ad altro incarico, altra sede, e vedere se il cambiamento lavorativo può giovare alla sua situazione. Credo che il datore di lavoro, se ragionevole, dovrebbe andare incontro ad un dipendente che voglia ancora lavorare piuttosto che fare assenze per quanto giustificate.

3) mi sorge il dubbio però che, andando in pensione così giovane, possa rischiare di peggiorare il suo stato, sentendosi inattivo, demotivato senza impegni; quindi valuti bene la possibilità del pensionamento che potrebbe peggiorarla.

4) spero che oltre alla terapia medica lei stia seguendo un programma di psicoterapia; perchè la chimica aiuta si, ma non risolve i problemi e le conflittualità profonde che sottendono a questi malesseri.
Se la depressione è reattiva vuol dire che c'è qualcosa di profondo che la disturba e che bisogna snidare per affrontarla nel migliore dei modi.

Io le porgo intanto i più sinceri auguri sperando di ricevere sue notizie positive.

Cordialmente
Agnesina Pozzi

[#2] dopo  
Utente 625XXX

Gent.ma Dr.ssa Pozzi, la ringrazio per la sua attenta risposta. Aggiungo che giorno 24 C.M. mi sono recato presso la struttura ASL che segue il mio stato di salute. Il medico che mi ha visitato ha certificato una situzione non poco gradevole concedendomi 30gg di riposo, relazionando che le mie condizionidi salute non possono garantire una presenza costante al lavoro, tant'è che mi ha consigliato di accettare il pre-pensionamento per evitare di essere licenziato per superamento del limite massimo di malattia . Nei prossimi 3 anni potrò assentarmi dal lavoro solo in caso di Ferie, L.104, permessi sindacali, tutto per periodi brevi, pertanto una certificazione di idonietà al servizio (Che il collega vista la patologia di cui soffro non se la sente di dichiarare) mi farebbe perdere il diritto di fruire all' art. 2, 12° comma, Legge 335/95.

L'amministrazione Pubblica per cui lavoro per certi versi ha già esaudito tutte le mie richiste di trasferimento al fine di trovare la giusta condizione lavorativa. Per finire aggiungo che di recente sono stato sottoposto a perizia medico legale imputando l'aggravamento del mio stato di salute per causa di servizio. Francamente sono stanco di seguire procedure legali che durano anni e sono costose. Dopo il pensionamento cercherò di trovare una soluzione alternativa che mi permetterà di occupare parte della giornata.

[#3] dopo  
Dr. Agnesina Pozzi

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Senta ma non è contemplata la possibilità di aspettativa non retribuita piuttosto che di malattia?

Comunque posso ben immaginare quali conflitti relazionali si annidino nella strutture pubbliche, dove non esiste il merito
dove vincono spesso i raccomandati, i ruffiani, i nullafacenti, i delatori, gli imbecilli;
quindi capisco e rispetto profondamente la sua scelta, anche perchè ho un trascorso di 10 anni da dipendente pubblica in Ospedale, e non ci ho pensato minimamente a licenziarmi quando ero arrivata al punto da piangere, la mattina, prima di scendere al lavoro e timbrare ogni giorno il cartellino come se mi vendessi l'anima.
Certo ho perso i diritti per una buona pensione, uno stipendio sicuro e notevole insieme all'utopia del poter essere davvero utile ed incisiva in quel contesto;
ma chi se ne importa, ci ho guadagnato in serenità, soddisfazione personale, salute.

Quindi davvero le faccio, a maggior ragione, gli auguri. Mi farà piacere sapere di lei. Le sono vicina

Cordialmente
Agnesina Pozzi

[#4] dopo  
Utente 625XXX

Grazie per il suo interesse e la sua sensibilità al mio problema.
Lavoro presso Il Dipartimento dei Beni culturali Regione Sicilia.
L'aspettiva non retribuita è contemplata, ma già in parte è stata fruita. Condivido la sua esperienza lavorativa nella sruttura Pubblica uno dei punti cardini e causa del mio malessere. Fortunatamente arriva giusto in tempo anche se a malincuore a poter fruire delle suddetta Legge, la salute è la cosa più importante per se e per chi ti sta accanto.