Utente 280XXX
in cosa consisterebbero le prove di mobbing presso le cliniche del lavoro?

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Niente di particolare. Il mobbing è una sindrome descritta in letteratura, che si compone di alcuni elementi caratteristici. Si parte dai sintomi, cioè da qualcosa di dichiarato, tuttavia è possibile evidenziare una certa "architettura" delle reazioni e delle modalità di adattamento alla situazione lavorativa che hanno carattere disfunzionale.
Dopo di che, servono le prove di un rapporto lavorativo connotato da demansionamento, aggressioni, accuse ingiustificate, attribuzione di colpe unilaterale senza possibilità di appello o ascolto delle ragioni dell'altro, alterazioni dei rapporti di subordinazione o violazione dei ruoli specifici, esclusione e boicottaggio delle mansioni etc.
Le relazioni che ho personalmente visto non comprendevano alcun elemento oggettivo, ma solo deduzioni sulla base del quadro clinico e di quanto riferito al paziente. La causalità, che è il punto centrale di una causa per mobbing, è un nodo che non può essere sciolto con una semplice documentazione di parte, a meno che non si riportino elementi oggettivi (scritti ad esempio) decisivi.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 280XXX

ringrazio per la risposta. il problema è che i sindacati parlano di queste prove come agghiaccianti e terribili senza descriverle. insomma, potrebbero essere indagini psichiatiche invasive, visite intime, ecc....?personalmente, partendo da una situazione lavorativa di sanzioni per proteste scritte gandhiane contro violenti dinieghi pause timbrate regolarmente, dinieghi ferie senza motivazioni con sciopero mezzi pubblici in pieno inverno col freddo e buio, prima accusa disciplinare di 'repulsione a eccessive vicinanze fisiche' come se non avessi il diritto al rispetto della persona umana a cominciare dalla banali distanza di cortesia vs una ragazza che, in libertà di culto, potrebbe adire al credo musulmano che vieta anche solo la stretta di mano sul lavoro...per arrivare ai reiterati ordini illeciti a livello normativo con tanto di responsabilità erariale e vs il contribuente. il medico può entrare nell'aspetto psicofisico ma non penso in quello tecnico normativo ben impellente nel mio caso, al punto che i vari sindacati mi hanno riconosciuto prove e vessazioni ma mi denegano tutela per la complessità del caso parlandomi sempre delle prove di mobbing. ho sospettato di una scusa per farmi spaventare e togliere loro qs incomodo. del resto, il medico del lavoro cui sono passata con impegnativa mio medico curante già mi ha messo alla prova non riconoscendomi a priori visita con dottoressa da me richiesta preventivamente per l'imbarazzo alla descrizione di molestie psicofisiche atte a colpire la mia femminilità sul lavoro. trattasi di difficoltà già fastidiose tra donne, ma, non si offenda come medico, talora per il dottore è difficile comprendere l'imbarazzo delle pazienti specie quando si deve relazionare su infelici episodi a cominciare dal contatto tra donne sul lavoro. il medico del lavoro mi mise alla prova con la visita gastroenterologica da me rifiutata per imbarazzo a spogliarmi di fronte a uomini visto il motivo che mi spingeva a rivolgermi a loro. del resto ebbi pure infelice esperienza presso stesso ospedale con la prima visita della pubertà impostami dai genitori, specie dalla madre malata, di cui non voglio riportare drammatico iter. il contatto fisico nella medicina del lavoro è fastidioso come per una donna stuprata accettare una visita ginecologica da uno stuolo di ginecologi uomini magari con le dottoresse libere.
ripeto, non si offenda, ma le incomprensioni sono generate più dalle circostanze che dalle persone.
e mi creda, i problemi di salute che mi hanno fatto girare specialisti tutti con ticket mi hanno fatto rivalutare la classe medica. certe circostanze, però, sono molto infelici e quando un paziente ha già i suoi problemi cronici talora capi e colleghi si approfittano per vessarlo e invertire la colpa su chi non merita beneficenza per i suoi problemi originari.

[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Molte persone finiscono per identificare come mobbing situazioni legate ad una loro suscettibilità ai contatti umani in ambito lavorativo. Le prove sono una questione giuridica, non medica.

Il mio consiglio è prima di farsi valutare da uno psichiatra, cosa che non è chiaro se è già stata fatta o meno.

La risposta del sindacato, per come la riporta, è una non-risposta: le riconoscono le prove ma vogliono le prove ? Non torna.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 280XXX

nn sono ancora stata dallo psichiatra, ho passato neurologo ematologo e ora dovrei andare dal gastroenterologo che sarebbe il mio medico per eccellenza.
il medico del lavoro mi ha proposto per invalidità e 104 tramite psichiatra ma io temo per possibili ripercussioni sulla patente.

il sindacato si defila....continuano a mandarmi dall'avvocato per sentirmi dire che la causa di mobbing nn conviene. qualche avvocato del sindacato mi ha spedito il conto a casa per vedere se facevo lettera o causa in privato, qualche sindacato mi ha detto che l'avvocato è unica soluzione a mie spese, attualmente un sindacalista mi sta visionando carte assieme ad avvocato paventandomi una lieve ipotesi di intervento sindacale piuttosto che legale. insomma, tutti mi portano all'avvocato e tribunale ma a mie spese.

[#5] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Invalidità psichiatrica ipotizzata per quale diagnosi se ancora non ce n'è una ?

Mi sembra che il tutto prenda una via anomala. L'avvocato richiederebbe comunque una valutazione psichiatrica, altrimenti come può sostenere il concetto di mobbing o quello che è ?

Che convenga o meno non saprei, potrebbe però anche semplicemente essere una situazione di disagio lavorativo in cui una cura la metterebbe in condizioni e di gestire meglio gli altri e di farsi capire di più e in maniera più efficace rispetto alle sue esigenze.
Dr.Matteo Pacini
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