Utente 363XXX
Buongiorno,
premetto che lavoro da alcuni anni come programmatore informatico circa 8/9 ore al giorno.
Il 01/09/2014 ho subito un tamponamento e mi è stata diagnosticata una perdita totale della lordosi cervicale con conseguente paralisi del collo e dolore al braccio dx. Per questo motivo ho seguito un percorso di fisioterapie di circa 3 mesi e mi sono assentata dal lavoro per malattia per 3 mesi dato che non riuscivo a stare al pc per più di 15 minuti al giorno senza avere paralisi al collo e forte dolore al braccio.

A seguito dell’ok del fisiatra, a dicembre 2014 sono tornata a lavoro, ma dopo 3 giorni ho cominciato ad avvertire forti fitte al collo e mi si è paralizzato completamente il braccio dx a lavoro.

Nel giro di qualche giorno mi si è paralizzato anche l’altro braccio e le gambe e sono stata ricoverata d’urgenza in ospedale dove mi è stata effettuata una nuova RMN ed è risultato che nonostante le fisioterapie non ho recuperato neanche minimamente la lordosi cervicale. Inoltre mi è stato diagnosticato un Disturbo Post-Traumatico che associato ad un Disturbo di Conversione mi provoca paralisi improvvise e temporanee a gambe e braccia.

Comunque tutti i medici consultati finora mi hanno confermato che potrò guarire completamente anche se non sanno dirmi entro quando. Perciò potrei superare il periodo di comporto e rischiare il licenziamento.

Al momento sono in cura sia da una fisiatra che da uno psicologo e sto già vedendo dei buoni risultati. Entrambi però sostengono che finchè non terminerò le cure non sarò in grado di lavorare 8/9 ore al giorno sia da un punto di vista fisico che emotivo, ma che si potrebbe valutare l’ipotesi di un rientro graduale a lavoro.

In poche parole dal prossimo mese potrei rientrare a lavorare part-time per non più di 4/5 ore al giorno. Tale orario mi permetterebbe di non sforzare il collo stando troppe ore al pc, di non subire eccessivo stress emotivo in quanto avrei comunque mezza giornata libera e di proseguire di pomeriggio le mie cure fino a guarigione completa. A guarigione completa potrei rientrare a lavorare full-time.

Quali sono i passi da compiere per avanzare una richiesta di questo tipo?

Il medico del lavoro della mia azienda può prescrivere questa riduzione dell’orario lavorativo?

Se l’azienda non dovesse accettare la proposta di part-time fino a guarigione, cosa posso fare? L’unica alternativa sarebbe proseguire con la malattia e rischiare il licenziamento per superamento periodo di comporto?

[#1] dopo  
Dr. Maurizio Golia

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Buongiorno,

Le suggerisco di chiedere una "visita medica straordinaria" al medico competente aziendale ed evidenziare le sue problematicha. successivamente il medico stilerà un giudizio a cui dovrà attenersi anche il datore di lavoro.
Generalmente il medico competente non può ridurre l'orario intero in un part-time (trattasi di aspetto amministrativo e contratturale da decidere dalla ditta) ma può porre delle limitazioni e prescrizioni all'attività lavorativa e può anche inserire della pause compensative durante il lavoro.
In ogni caso Le suggerisco di trovare una soluzione evitando di assentarsi ancora per malattia in quanto alla lunga potrebbe essere licenziata per superamento del periodo di malattia previsto dal contratto.

Cordiali saluti.
Dr. Maurizio Golia Specialista Medicina Legale e Medicina Preventiva Lavoratori tel. 339/7303091
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[#2] dopo  
Utente 363XXX

La ringrazio per la sua gentilezza nel rispondere al mio quesito.

Ma se l'azienda non dovesse accettare nessun accordo, che tipo di tutele potrebbe indicare il medico del lavoro in merito alla mia mansione (programmatore informatico)? Potrebbe anche indicare la totale esclusione dagli straordinari (oramai nella norma nella mia azienda) finchè non guarirò completamente?

La mia perplessità nasce dal fatto che l'azienda potrebbe rifiutarmi il part-time perchè in grande necessità, ma allo stesso tempo fisiatra e psicologo mi hanno detto che se tornassi a lavoro a tempo pieno rischierei una forte ricaduta e di nuovo un possibile ricovero ospedaliero come a dicembre.
E infine se proseguissi la malattia fino a guarigione completa potrei superare il periodo di comporto e quindi rischiare il licenziamento.

Mi potrebbe fornire qualche suggerimento su come uscire da questa situazione che mi sembra senza via d'uscita?

Grazie mille






[#3] dopo  
Dr. Maurizio Golia

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Buongiorno,

dovrebbe, se possibile, continuare a lavorare con eventuali limitazioni a cura del medico competente e nello stesso tempo curarsi. Altrimenti sarà licenziata.
In caso non fosse d'accordo con il giudizio del medico comeptente può comunque presentare ricorso alla Medicina del Lavoro dell'ASL competente.

Cordiali saluti
Dr. Maurizio Golia Specialista Medicina Legale e Medicina Preventiva Lavoratori tel. 339/7303091
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