Utente 317XXX
Gentile personale che collabora al portale,
purtroppo sono costretto a scrivervi in quanto vorrei risolvere i miei problemi sul lavoro in maniera extragiudiziale. Sono insegnante. Sono stato trasferito in una nuova scuola, dove oggettivamente da settembre sono sottoposto a continue piccole vessazioni su cui all'inizio ero passato sopra per il quieto vivere. Non è tanto il Dirigente, quanto soprattutto i suoi collaboratori (che sono a tutti gli effetti colleghi) che accumulano piccole ingiustizie contro di me, e contro alcuni colleghi anche anziani, in maniera però che io - complice forse uno stato ansioso/depressivo di base - non riesco a sopportare. Per retaggio familiare ho una soglia molto bassa di tolleranza ai soprusi e alle prevaricazioni.
Purtroppo al sindacato si motivava la cosa con la mia particolare situazione giuridica, che è una cosa nuova degli ultimi anni,. ovvero dei colleghi assunti sul cosiddetto "potenziamento", e c'è una forma di disfattismo. Sto pensando di cambiare sindacato in effetti.
Negli ultimi giorni, in seguito alle ennesime vessazioni, ho perso la voglia di lottare, e sono sprofondato in uno stato di forte prostrazione. Sto pensando a mettermi in mutua ma ho paura delle conseguenze che ciò avrebbe in seguito, vista la particolarità dei motivi e lo stigma che c'è nei confronti delle difficoltà psicologiche, unita alla mentalità dell'ambiente di lavoro in cui sono, che non si dimostra aperta. Il mio medico di base non si dimostra preparato a risolvere queste problematiche, appiattendosi sulla dicotomia malato/sano.
Chiedo un parere e un consiglio perché sto veramente male,

[#1] dopo  
Dr. Gilberto Marcello Boschiroli

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Gentile utente,
la valutazione se un disagio psichico come il Suo sia dovuto primariamente alle relazioni sociali sul lavoro o ad una condizione psicopatologica Sua personale è molto difficile e del tutto impossibile a distanza.
Il primo consiglio che mi sento di darLe è di rivolgersi a uno specialista in psichiatria che potrà così effettuare una valutazione approfondita del Suo caso, soprattutto per individuare terapie psicologiche o se del caso farmacologiche che La facciano stare meglio.
Non trascuri la cosa, più il tempo passa più i sintomi peggiorano.
Se dalla valutazione specialistica si dovesse confermare un ruolo patogeno dell'ambiente lavorativo, potrà allora rivolgersi agli appositi centri di medicina del lavoro per la valutazione dello stress lavoro-correlato, per esempio all'Istituto di medicina del Lavoro dell'Università di Pisa, che sapranno orientarla per il meglio su come gestire la situazione, per la Sua salute, per gli aspetti assicurativi. Le malattie da stress da lavoro e il mobbing infatti possono essere riconosciute come professionali dall'INAIL.
Ripeto, tuttavia, che prima di tutto bisogna fare una corretta diagnosi sui disturbi da Lei lamentati e solo dopo si potrà valutare se è possibile ricondurli a causa oggettive come Lei sostiene oppure se hanno un'origine primariamente endogena. Tenga conto, comunque, che tali valutazioni sono tutt'altro che agevoli, dato che i disturbi stress collegati derivano anche da molteplici altri fattori personali, familiari, ambientali che si frammischiano spesso senza alcuna possibilità di distinzione.
Spero comunque di esserLe stato in qualche modo utile e cordialmente La saluto.
Dr. Gilberto Marcello Boschiroli