Utente 909XXX
Dottori

Sono un cassiere di una banca da circa 12 anni e ormai mi sento stanco e come se non ce la facessi più a fare niente. Mi impegno sempre di più ma non ci arrivo mai a finire i miei compiti giornalieri.
Specialmente che in questo periodo manca qualche elemento le cose si sono fatte ancora peggiori.
Negli ultimi sei mesi sono mancato circa 15-20 volte per paura di andare a lavorare e non fare bene il mio lavoro.
Di notte non riesco a prender sonno mi vengono attacchi di tachicardia e sento il cuore in gola e talvolta digerisco male ed ho molta aria nello stomaco.
ora mi sono spuntati nel collo delle chiazze rossastre che mi portano un po di prurito e stranamente mi scompaiono nel fine settimana e poi mi riprendono il lunedi sera.
Dottori sto diventando matto? ( BancoMat )
o posso farmi mettere in una postazione di lavoro più leggera fin quando non recupero la condizione precedente.
Dottori ditemi che devo fare?

[#1] dopo  
66038

Cancellato nel 2009
Caro signore.

Leggendo la sua storia mi porta alla mente non ad una depressione ma ad uno stress lavorativo con caratteristiche di cronicità.
Nella mia esperienza ne ho visti diversi di questi casi e lei ha quasi tutti i sintomi quali l'eczema, l'aumento di peso, la disistima, l'ansia , la paura di non fare bene il proprio lavoro,di non essere in grado di farlo nel tempo necessario,disturbi gastrici, cefalea, insonnia, ecc.
Orbene diamo ora la definizione di stress: è una

RISPOSTA DELL'ORGANISMO AD OGNI RICHIESTA DI MODIFICAZIONE EFFETTUATA SU DI ESSO

Lo stress può assumere talvolta caratteri di cronicità.

Dott. Costa Rosario
Specialista in Medicina del Lavoro

[#2] dopo  
Utente 909XXX

Dottore Costa

Intanto la saluto e mi presento;
Io mi chiamo Andrea.
Dottore non ho capito tanto bene
mi vuole spiegare meglio.

[#3] dopo  
66038

Cancellato nel 2009
Caro Signore

lo stress cronico è caratterizzato da due componenti:
1)Le componenti Soggettive
2)Le componenti oggettive

Le componenti soggettive dello stress cronico risiedono fondamentalmente nella mancata rispondenza fra le aspettative dell’individuo che ha operato una determinata scelta professionale e l’esercizio quotidiano pratico della stessa, potendo essere così riassunte:
• facili ed iniziali entusiasmi con nobili aspirazioni(forti motivazioni personali e costante
confronto con un’immagine di sé ideale)
• obiettivi ed atteggiamenti relativi alla carriera (motivazioni al successo, precedenti esperienze)
• stile difensivo proprio del soggetto (tratti della personalità:
nevrotica - tendono ad autopunirsi di fronte ad un insuccesso -,
iperattiva - la loro preoccupazione è quella di riuscire ad impegnare ogni momento della giornata -
insicura - sono convinti che, per quanti sforzi facciano, le loro capacità non saranno mai sufficienti a raggiungere un obiettivo o a modificare una situazione sbagliata se non tramite un intervento esterno ,
flessibile - sono capaci di adattarsi a qualsiasi situazione ma sono destinati a crollare quando diventano consci dell’incertezza e della precarietà propria della loro vita e della loro situazione lavorativa -,
introversa - ogni volta che si trovano davanti ad un problema tendono ad evitarlo restando sempre
impreparati a difendersi e ad affrontarlo -, ecc).

Le componenti oggettive dello stress cronico sono determinate prevalentemente da alcuni aspetti relativi all’organizzazione del lavoro, nonché alla tipologia di rapporti interpersonali fra colleghi di lavoro e possono essere schematizzate nel seguente modo:
• struttura di ruolo (conflitto fra adempimenti del proprio ruolo e ambiguità all’interno del ruolo stesso: situazioni di sovraccarico quantitativo - richieste superiori al tempo e alle forze di chi riveste un determinato ruolo - o di sovraccarico qualitativo - richieste incompatibili con il ruolo e le capacità dell’operatore - , situazioni di conflitto fra l’individuo ed il proprio ruolo)
• struttura di potere (percezione di un senso di impotenza nei confronti dell’organizzazione - una
decisionalità fortemente gerarchica e rigidamente formale determina una limitazione dell’autonomia del
singolo con frustrazione della possibilità di trovare gratificazione e significato nel lavoro da svolgere -)
• struttura di relazione (qualità e tipo di relazioni esistenti tra i vari membri di un gruppo di lavoro e fra ognuno ed il gruppo)
• struttura normativa della professione (assenza di una chiara esplicitazione degli obiettivi teorici e
pratici, carenze nella messa a punto e condivisione di programmi di lavoro che rendano l’organizzazione del
lavoro stesso funzionale e di contenuto.
Dott. Costa Rosario
Specialista in Medicina del Lavoro

[#4] dopo  
Utente 909XXX

Dottore Costa

Lei è stato veramente gentile a rispondermi subito
e in maniera incisiva.

[#5] dopo  
66038

Cancellato nel 2009
Caro Signore

Siamo qui apposta.
Per rispondere ai Vostri quesiti.
Dott. Costa Rosario
Specialista in Medicina del Lavoro

[#6] dopo  
Utente 909XXX

Dottore Costa

la devo salutare
le auguro una buona notte

[#7] dopo  
66038

Cancellato nel 2009
Caro Signore

Cordialmente, Le auguro una buona notte

A risantirci
Dott. Costa Rosario
Specialista in Medicina del Lavoro

[#8] dopo  
Utente 909XXX

Dottore

E' tutto vero.
sembra che già sapeva la mia situazione.

[#9] dopo  
66038

Cancellato nel 2009
Caro signore

E' solamente la sintomatologia dello stress,
che certi lavoratori accusano in determinate situazioni a loro avverse.
Dott. Costa Rosario
Specialista in Medicina del Lavoro

[#10] dopo  
Utente 909XXX

Dottore

Ultimamente sto mangiando troppo e con avidità e sto portando su il mio peso.
ho la mente sempre nel frigo.

[#11] dopo  
66038

Cancellato nel 2009
Caro Signore

Per quanto riguarda i disturbi del comportamento alimentare stress correlati è più frequente incontrare casi di bulimia piuttosto che di anoressia anche se essa non è rara.

Lo stress, sia esso generico o in relazione a specifici eventi, altera la normale regolazione dell’appetito i cui
stimoli vengono azzerati e sostituiti da reazioni compulsive.

L'aumento ponderale rientra nel quadro clinico generale.
Dott. Costa Rosario
Specialista in Medicina del Lavoro

[#12] dopo  
Utente 909XXX

Dottore Costa

oltre all'aumento di peso e al pensiero di mangiare,
la notte non dormo e la mattina mi sento più stanco di prima.
E bene che cominci a prendere qualche farmaco?

[#13] dopo  
66038

Cancellato nel 2009
Caro signore

Ne parli con il suo medico di base e si faccia consigliare uno specialista.
Sarà quest'ultimo a prescrivere la terapia giusta e per il periodo giusto.
E' bene non esagerare con certi farmaci perchè poi portano alla dipendenza.
Dott. Costa Rosario
Specialista in Medicina del Lavoro

[#14] dopo  
Utente 909XXX

Dottore Costa

No di questo non si preoccupi, già ho esperienza con mia madre.
una terapia d'attacco poi un breve mantenimento ed infine l'allontanamento graduale.

[#15] dopo  
66038

Cancellato nel 2009
caro signore

Esatto.
Però è bene che questi farmaci siano somministrati da personale medico con una certa esperienza.
Non faccia mai il fai da te.
E' pericoloso.
Dott. Costa Rosario
Specialista in Medicina del Lavoro

[#16] dopo  
Utente 909XXX

Dottore Costa

Grazie dei consili lei è una persona molto premurosa e precisa

[#17] dopo  
66038

Cancellato nel 2009
Caro Signore

Grazie dei complimenti.
Ricambio
Dott. Costa Rosario
Specialista in Medicina del Lavoro

[#18] dopo  
Utente 909XXX

Dottore Costa

La saluto ringraziandola per le premure dimostrate e per la professionalità.

Buona notte

[#19] dopo  
66038

Cancellato nel 2009
Caro Signore

Congedandomi, Le auguro una buona e felice notte.

Rimanendo in attesa di interventi futuri.

A risentirci
Dott. Costa Rosario
Specialista in Medicina del Lavoro