Essere medico

buonasera... scusatemi per la domanda poco consona per il servizio che date;sono uno studente di medicina,solo al secondo ma già in crisi...vorrei sapere quante sono le ore settimanali da contratto che un medico ospedaliero(chirurgo/clinico)deve garantire?ve lo chiedo perchè spesso mi capita di leggere di medici insoddisfatti storie di burnout stress e altro.ora devo decidere per il mio futuro ma non ho la bencheminima idea di cosa ho davanti..finchè si tratta di studiare non è un problema,ma se si tratta di passare intere giornate in ospedale con straordinari non pagati(come ho letto su vari articoli/proteste)senza potermi godere la vita preferirei farmi qualche domanda.vorrei sapere se è davvero tutto così grigio come si sente dire.
vi ringrazio
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Dr. Riccardo Ferrero Leone Perfezionato in medicine non convenzionali, Medico di medicina generale 1,5k 78 30
Caro "studente",

dalla tua domanda trapela un senso di incertezza nei confronti degli studi che hai intrapreso.
Chiedersi se un domani si troverà lavoro e come questo sarà è cosa saggia ma potrebbe anche essere la spia di una scarsa motivazione nel percorso che hai deciso di effettuare.
Non entro nello specifico della tua domanda (altri colleghi potranno farlo) ma insisto sulle premesse, perdonami ma non voglio gettare acqua sul fuoco, sarebbe banale, credo sia meglio - eventualmente - ricredersi adesso che trovarsi un domani un titolo di studio non sostenuto da adeguata determinazione e passione.

Chi ti può dire oggi quale incarico potrai occupare domani?

La professione medica (come tante altre) è irta di difficoltà (e queste non sono destinate a diminuire nel futuro); procedi solamente se senti dentro di te una spinta enorme che non ti permette...di fare altro e ricordandoti che di ottimi medici ce ne sarà sempre bisogno.
Con affetto.

Dr. Riccardo Ferrero Leone
Nutrizione clinica - Omeopatia - Omotossicologia
www.leonelifestyle.com

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dopo
Utente
Utente
eccomi ancora qui,mi scusi se non le ho più fatto sapere niente ma ho preferito riflettere e ho deciso di andare avanti.
tralasciando le motivazioni che mi hanno portato a questa decisione vorrei cortesemente sapere quanto può essere importante la media(sia degli esami che il voto di laurea)in una futura attività lavorativa o in vista di un ingresso in una scuola di specializzazione...grazie mille a lei dott.Leone e atutti i suoi colleghi che vorranno rispondermi dato che penso che ognuno avrà delle esperienze diverse che lo avranno portato a farsi un'idea precisa riguardo alla questione.
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Dr. Claudio Pedicelli Radiologo 581 24
Caro studente, non posso che associarmi alle considerazioni già fatte dal collega Ferrero Leone circa la labilità delle tue motivazioni a fare il medico; il fatto che queste, già al secondo anno, pensi di subordinarle alla entità degli obblighi contrattuali circa l'impegno orario di un medico ospedaliero, piuttosto che alle possibilità maggiori o minori legate al voto di laurea, fanno presupporre una logica, come dire, "ragionieristica", che non è certo il presupposto migliore, non tanto per fare il medico, quanto per farlo con quella passione necessaria a rendere affascinante un lavoro che, altrimenti, può essere il peggiore possibile.
Se alle tue domande rispondessi che un medico ospedaliero deve lavorare almeno 38 ore settimanali, come faresti poi a sopportare le altre 20 o 30 o 40 che resterai coinvolto sia per impegno diretto, sia per le necessità, costanti , di aggiornamento, sia per l'impegno psicologico ed emotivo che il nostro lavoro comporta; ti aggiungo che le ore supplementari, sono di notte, sono di domenica. sono a natale, sono il giorno del tuo compleanno e quello dei tuoi figli.
Quanto al voto di esame o di laurea, se per te la differenza tra il 18 e il 30 o tra il 60 e il 110 è legato solo alle maggiori o minori chances di carriera e non ad un'ambizione "Kantiana", in tutta sincerità ti consiglio di orientare le tue ambizioni verso più attuali lidi di cultura economica: credo che il mestiere di brocker o, magari, di politico, sia più adatto a te.
Spero non me ne abbia per la sincerità.
Con tutti gli auguri possibili di una carriera luminosa, qualsiasi essa sia, ti porgo i miei più cordiali saluti.

Dott. Claudio pedicelli
Specialista in Radiologia
Ecografia

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Dr.ssa Fabiana Contri Medico di medicina generale, Dietologo, Perfezionato in medicine non convenzionali, Medico estetico 93 4 14

Da parte mia invece caro utente voglio solo raccontarti un'esperienza: quando ho iniziato medicina 15 anni fa molte sono state le persone che me lo hanno sconsigliato, parenti che dicevano che gli studi erano molto lunghi, amici che dicevano che poi non vivi più perchè devi fare 3000 cose insieme, e altri medici conoscenti che dicevano che non si trovava lavoro.

A conferma di quanto detto mi sono laureata lo stesso con difficoltà e momenti di sconforto, non sentendo ragioni,ed ammetto che finita la laurea mi sono sentita spaesata.

Di lavoro ce n'è veramente molto poco in giro soprattutto agli inizi (indipendentemente dalla media dei voti è solo la tua intraprendenza che ti porta avanti!)figuriamoci poi, entrare in specializzazione significa per lo meno lavorare un anno gratis in ospedale, ma ti posso assicurare che ci sono anche delle grandi soddisfazioni nell'aiutare a guarire la gente, soddisfazioni che nessun altro lavoro può darti ed è questo che nei momenti in cui sono giù (perchè magari il lavoro è fiacco o ci sono persone che sono più arriviste di te) che mi fa sentire felice.

In bocca a lupo per il futuro, ti assicuro che se non ti piace veramente quello che fai presto ti stuferai e cambierai facoltà!!! Anche perchè la parte pratica inizia solo al 4 anno!

Dr.ssa Fabiana Contri
Medico nutrizionista
Master in Genomica, genetica e nutrizione personalizzata
Medicina Naturale, Omotossicologia

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Utente
Utente
ringraziando tutti vorrei rispondere sopratutto al dr.Pedicelli;penso che sia normale,alla mia età porsi qualche domanda "pratica" sul proprio futuro.è ovvio che senza la motivazione,senza una spinta interiore non si possa arrivare da nessuna parte soprattutto in un lavoro come il vostro e non posso negare che la mia domanda fosse riferita alle possibilità di poter continuare a praticare i miei hobbies che purtroppo o per fortuna sono davvero tanti o perchè no a condurre una vita dignitosa per quel che riguarda il lato economico.
come dice la dr.Contri purtroppo noi iniziamo a frequentare un reparto solo dal quarto anno e se a uno non piace o,confrontandosi con i medici,scopre cose che sono ovvie ma che per un motivo o per l'altro non conosceva cosa fa?si ritira perdendo 4 anni?continua faticando altri 2 anni per avere in mano un titolo che non lo rispecchia e che non utilizzera?
poi anche sulla questione della media,vedo compagni che rischiano veramente di stare male di sfinirsi per avere un voto alto all esame con il rischio di esaurire le energie in poco tempo,mi chiedevo se davvero ne valesse la pena.
grazie ancora!!!!
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Dr. Claudio Pedicelli Radiologo 581 24
Gentile e giovane collega, nel primo post dicevi di essere al secondo anno, mentre nell'ultimo dici di essere al quarto; capisci come la differenza non sia di poco conto, perché al secondo anno si può ancora cambiare facoltà, ma al quarto, specie se sei in pari gli esami, lasciare sarebbe una bestemmia.
Tanto più che nell'ultimo decennio ha preso notevole vigore la medicina "gestionale" (per capirci quella di Direzione Sanitaria"), oggi forse la più premiata sul piano economico senza doversi sporcare di cacca e liquidi biologici vari, che potrebbe essere la soluzione ai tuoi dubbi.
Il voto di laurea non dipende da un esame andato non tanto bene ma dalla media di tutti gli esami. Per eccellere nell'indirizzo che ti ho consigliato, di devi impegnare negli esami di biochimica, igiene e di microbilogia. Non so se negli ordinamenti nuovi hanno introdotto corsi di management sanitario: anche se complementari , falli.
Con gli auguri più sinceri per il nuovo anno e per la tua carriera
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dopo
Utente
Utente
probabilmente c'è stato un mailinteso..sono al secondo anno ma la pratica comincia dal quarto e le mie considerazioni si riferivano al fatto che il contatto con il mondo "reale" comincia al quarto anno il che è a mio avviso uno svantaggio ed è per questo che ho preferito chiedere.
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Dr.ssa Fabiana Contri Medico di medicina generale, Dietologo, Perfezionato in medicine non convenzionali, Medico estetico 93 4 14

Per capire se veramente ne vale la pena, sacrificare la tua vita per fare la carriera del medico, come ti ho detto bisogna vedere se ti accontenti dell'aver guarito qualcuno come ricompensa dei tuoi sacrifici del non uscire più con i tuoi amici, e del non praticare più i tuoi hobbies.Ti assicuro che di tempo, soprattutto finiti gli studi non ne hai più ....a me personalmente non basterebbero nemmeno el giornate di 48 ore!!!
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dopo
Utente
Utente
è questo che mi porta a fare tali domande e per adesso la sua risposta è esauriente..il problema è che fino ad ora non ho mai avuto questo privilegio e posso solo avere un idea,se la realtà è così categorica per tutti non posso fare altro che stimarvi sempre di più.
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Dr.ssa Fabiana Contri Medico di medicina generale, Dietologo, Perfezionato in medicine non convenzionali, Medico estetico 93 4 14

Grazie per la stima concordata!

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