Utente 426XXX
buona sera, ripropongo questo quesito già posto in atra sezione ma rimasto senza risposta conclusiva. Grazie

Salve, scrivo questo consulto per conto di un mio amico (46 anni).
da luglio si è accorto di avere un linfonodo ascellare ingrossato a cui ha dato poco importanza.

15 giorni fa, poichè avvertiva dolore (anzi ha sempre avvertito dolore), ha fatto un'ecografia che ha evidenziato, relativamente alla sola sede ascellare destra, la presenza di "linfonodo aumentato di volume con segni di reattività di circa 25 mm; non alterazioni della vascolarizzazione".

Il medico generico gli ha prescritto antibiotico TROZOCINA 500 una cpr x 3 gg, ciclo da ripetere dopo una settimana
e efferalgan 500 una cpr ogni 8 ore x 7 gg
ma ad oggi, a cura terminata, il dolore persiste
Il dottore dice che passerà.......
Le generiche analisi del sangue si sono rivelate nella norma.

Che specialista potrebbe consultare per affrontare il problema e quale indagini specifiche potrebbe eseguire?

Grazie anticipatamente

[#1] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Salve,
un linfonodo di 2,5 cm, ancorchè reattivo alla ecografia e dolente, non sappiamo se per una frequente palpazione che lo infiamma,
merita attenzione.
A cominciare dalla valutazione palpatoria fatta da un medico esperto e estendendo la ricerca di altri linfonodi ingrossati nelle "comuni sedi di repere".
Se le indagini ematochimiche sono normali, vanno escluse le malattie infettive che notoramente provocano l'ingrossamento linfonodale reattivo: quindi la Mononucleosi, Il Citomegalovirus, La Toxoplasmosi.
Se tutte sono negative e il linfonodo non accenna a diminuire di volume è bene che il suo amico si rivolga ad un Ematologo per esami più approfonditi e per considerare la eventuale biopsia del linfonodo stesso.
Mi tenga aggiornato, se lo desidera.
Per via telematica non le si può, ovviamente, fornire quella diagnosi di certezza che lei cerca. O che cerca il suo Amico.

Cari saluti,
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.