Utente 441XXX
Premetto che scrivo qui per un consulto ETICO sul comportamento avuto con me dallo specialista.
Dopo infortunio il medico mi ha prescritto la RM lombosacrale, dopo averla fatta a pagamento (col ticket si dovevano aspettare "solo" 4 mesi e mezzo), sono tornato da lui (curante) per un consulto. Data la gravità delle immagini mi ha prescritto (su ricetta rossa) visita neurochirurgica, e consigliato di rivolgermi al primario di tale reparto dell'ospedale di Pescara, dato che, come molti, effettua visite privatamente a pagamento.
Prenoto telefonicamente con la segretaria ma il giorno dell'appuntamento mi accorgo di non avere nel referto il cd con le immagini, in quanto lasciato per dimenticanza nel lettore cd del medico curante. Provo a recuperarlo prima dell'appuntamento ma è impossibile in quanto quel pomeriggio il mio medico non riceve e forse ha la giornata libera visto che il cellulare è staccato. Costretto a rinviare l'appuntamento dallo specialista richiamo la segretaria e le spiego dettagliatamente il problema, lei con aria di chi non ha ben compreso e non è molto interessata a farlo, mi ridà appuntamento per il giorno dopo nonostante io le spieghi che debba ancora recuperare il cd prima di andare, ma che non ci dovrebbero essere problemi nel recupero visto che, NORMALMENTE, il mio medico sarebbe dovuto trovarsi in "ufficio" il giorno seguente. Purtroppo aveva in programma delle visite a domicilio di cui una urgente e quindi mi sono trovato in una situazione spiacevolissima. Non sapendo se andare SENZA cd con le immagini, o chiamare per chieder lumi ho scelto la seconda. La segretaria mi spiega che può ridarmi appuntamento dopo 4 giorni quindi volendo potevo rinviarlo ulteriormente senza troppi disagi, scelgo questa opzione senza pensare minimamente a cosa sarebbe successo dopo.
Incredibilmente mi richiama al mattino dopo la segretaria con una voce diversa, come se volesse scusarsi in anticipo per ciò che doveva comunicarmi; testualmente: "il medico si è arrabbiato molto perchè non sei venuto due giorni di seguito, e ora non vuole più visitarti". Disorientato, provo a ricordarle il MOTIVO per il quale non sono andato, anche sotto SUO consiglio di rinviare e andare col cd, ma a nulla serve in quanto lei se ne lava le mani: " è una decisione del medico, non posso farti nulla."

Ora chiedo a Voi, colleghi di questo soggetto, primario di neurochirurgia, docente ordinario all'università da oltre 10 anni (mi chiedo dove trovi il tempo per GUADAGNARSI i due ABBONDANTI STIPENDI PUBBLICI che percepisce da ospedale e università se passa tutti i giorni a visitare privatamente), se un comportamento simile con un paziente di cui non conosce ne età ne tantomeno la patologia(e la sua gravità), è da considerarsi normale o accettabile vista la situazione o se, essendoci un codice deontologico (come credo che sia) esso (oggetto di sola forma umana), lo abbia ignorato dall'alto della sua...""esperienza"". Gradirei il parere di più medici se possibile. Grazie

[#1] dopo  
Dr. Mario Corcelli

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Gentile Signore,

può esservi stato un equivoco nelle comunicazioni tra lei e la segretaria del medico o tra la segretaria del medico e il medico; tale equivoco deve avere portato il professionista a pensare che lei per due volte non si sia presentato all'appuntamento senza preavvisare.
Se così fosse, non si tratterebbe di un problema etico-deontologico, ma di un banale caso di imperfetta comunicazione.

Buona giornata.
Mario Corcelli, MD
Milano - specialista Medicina Legale e Igiene-Tecnica Ospedaliera
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[#2] dopo  
Utente 441XXX

prima di difendere a spada tratta un suo collega si accerti di aver letto bene cosa è accaduto. nessun equivoco, la segretaria nello "scusarsi" è stata molto chiara.Comunque questa mattina il mio medico curante ha chiamato lo specialista in questione per confermare il disguido e lo specialista si è manifestato per ciò che è: un gran cafone!
Specifico che ho fatto effettuale tale chiamata solo per togliere ogni dubbio allo specialista riguardo il motivo che mi ha impedito di raggiungerlo, e lui è stato di un superficiale e disinteressato (quanto maleducato) che, seppur aspettandomi il peggio, mi ha sorpreso notevolmente in negativo.
Al che mi chiedo, ma se a 65 anni non ve ne tiene proprio di curare la gente, perche non ve ne andate in pensione e lasciate posto ai tanti medici 35-40 enni che per qualche anno avrebbero anche voglia di fare il loro lavoro?
visto che come ripeto questo "soggetto" RUBA ben due stipendi pubblici e si permette il lusso di fare lo spocchioso su chi visitare privatamente, che faccia solo le visite private, date quelle due cariche tanto ambite a medici giovani e capaci cche altrimenti dovranno a breve andare all'estero a cercar fortuna, solo perchè in italia dei vecchi scansafatiche accorpano cariche senza avere il tempo materiale per soddisfarne la mole di lavoro.

[#3] dopo  
Dr. Mario Corcelli

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non capisco il perchè del tono un poco rigido che sta usando anche con me in questo consulto;
la mia era semplicemente una ipotesi, dato che "ho letto bene" la sua campana ma manca quella del collega, il quale, non essendo qui, non può dire la sua per farci capire il perchè di questo comportamento.
Inoltre, non è mai bene generalizzare; può darsi che quel professore 65enne sia stato con lei maleducato, ma non tutti i professori 65enni sono maleducati e non tutti i medici 35-40enni sono educati; l'educazione è un requisito individuale, non di categoria.
Mario Corcelli, MD
Milano - specialista Medicina Legale e Igiene-Tecnica Ospedaliera
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