Utente 244XXX
Salve,
nel 2011 ho subito un intervento di splenectomia a seguito della diagnosi di un Linfoma NH di tipo B, che ho mi hanno curato con chemio terapia R-CHOP14, ottenendo il risultato di remissione completa. Continuo a fare i dovuti controlli e sono sempre in remissione completa. Tuttavia da quando ho finito la chemio accuso ancora oggi una serie di disturbi psico-fisici:
- parestesie ai piedi e un po' meno alle dita delle mani;
- difficoltà di concentrazione;
- memoria instabile;
- astenia persistente che mi rende incapace, a volte, di fare la qualunque.
Oltre a tutto questo, da diversi anni, sono un iperteso.
Quindi, subito dopo l'inizio della chemio, ho chiesto ed ottenuto l'assegno ordinario di invalidità. Allo stesso tempo mi hanno riconosciuto un'invalidità civile del 100% (che però sarà sottoposta a revisione tra due mesi).
Alla scadenza dei primi tre anni, mi hanno interrotto ed eliminato il trattamento economico dell'assegno ordinario, a seguito di visita Inps per la conferma.
Mi chiedo:
è vero che tutto sommato sto bene, ma per i fastidi che ho sopra descritto, non ci sarebbero i presupposti per confermare l'assegno?
Se devo essere sincero, sono tornato a vivere, ma rimane sempre il fastidio di non sentirmi più come prima! Se ad esempio decido di tinteggiare la mia casa, la stanchezza che ne deriva, se ne va soltanto dopo una settimana di riposo.
Il mio lavoro consiste nello stare seduto dietro una scrivania, come impiegato presso un'azienda privata, ma confesso che da quando ho fatto la chemio, sono comparsi problemi di carattere neurologico, come dicevo prima, come il fatto di dimenticare anche delle cose importanti, dette o fatte anche da poco tempo.
Da tutto ciò, il problema psicologico che non mi permette di relazionarmi serenamente con i colleghi, i quali non comprendono la situazione.

Dunque, avendo avuto questa reiezione, domando se ci potrebbero essere tutti i presupposti per chiedere ed ottenere il ricorso avverso la decisione dell'Inps.
Grazie.

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

in relazione al quesito che pone, va considerato che il presupposto sanitario per la concessione dell'assegno ordinario di invalidità è la "riduzione della capacità lavorativa in occupazioni confacenti alle attitudini a meno di un terzo".
Inoltre nel Suo caso, l'attività lavorativa di riferimento dovrebbe esser quella impiegatizia.
La menomazione di tipo neurologico che riferisce (deficit della memoria) dovrebbe essere pure documentata da certificazioni specialistiche.
Certamente esiste la possibilità di presentare il ricorso, se non sono trascorsi i termini, ma è opportuno che il ricorso in questione sia supportato da elementi validi, quali appunto le certificazioni che attestano una compromissione delle condizioni psico-fisiche tale da incidere negativamente sulla capacità lavorativa in occupazioni confacenti alle attitudini, riducendola a meno di un terzo del totale in maniera permanente.

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]