Utente 412XXX
Gentile dottore, ho 45 anni. esercito la professione di Tecnico di Laboratorio Biomendico presso un Servizio di Medicina Trasfusionale di una struttura pubblica. L' unità operativa citata è deputata alla lavorazione degli emocomponenti di tutta la regione e questo richiede lavoro fisico e sollevamento dei carichi, inoltre nel settore di emergenza urgenza si sta molto in piedi e i ritmi sono abbastanza sostenuti in entrambi i settori. Per raggiungere il posto di lavoro e rientrare a casa viaggio tutti i giorni e percorro 160 km. Ho presentato più volte istanza chiedendo all'azienda lo spostamento presso una sede lavorativa che dista 12 km dalla mia abitazione ma non è stata mai accolta. Da quattro mesi soffro di lombosciatalgia sinistra. Alla RMN eseguita nei piani assiali e sagittali con sequenze SE TI e TSE T2 è stato evidenziato :Scoliosi sinistro- convessa lombare. A livello L4-L5 ed L5-S1 modesta protrusione discale e sede mediana e paramediana bilaterale. Regolare per morfologia e segnale il cono midollare. Ho fatto sia terapia farmacologica, sia fisioterapia nello specifico 20 sedute di magneto, tens, ginnastica, massaggio, ho trovato beneficio anche se non riesco più a sostenere i ritmi di prima. Al rientro in servizio sono stata distaccata per 15 giorni nella sede più vicino casa ed è stato abbastanza fattibile sia per il viaggio sia per i carichi di lavoro perchè ridotti. Rientrata nella sede di assegnazione. ho lavorato un solo giorno, arrivo sul posto di lavoro zoppicando, e durante l'attività lavorativa mi fermo spesso, il giorno dopo ho dovuto mandare malattia . Ho ripreso servizio e ho retto tre giorni il viaggio e non ho reso sul lavoro. Sono finita al pronto soccorso, ho fatto una flebo con anti dolorifici e miorilassanti, alla consulenza ortopedica è stata prescritta la terapia da fare e 10 giorni di riposo. Il Fisiatra ha rilasciato un certificato, dove si consiglia di evitare sollecitazioni prolungate sulla colonna sia di carattere oscillatorio che di stazionamento in statica con carichi eccessivi. Ho presentato il certificato alla medicina preventiva. Per quanto riguarda la movimentazione dei carichi mi è stato risposto che posso sollevare pesi di 20 kg e per quanto riguarda la possibiltà di essere spostata nella sede di lavoro più vicino a casa per evitare il viaggio più lungo e ridurre anche i carichi di lavoro mi è stato detto che non è un problema dell'azienda. Il Neurochirurgo, ha consigliato di attivare la procedura tramite il medico curante per il riconoscimento dell'invalidità civile a cui allegare una perizia medico legale. Le chiedo questo consulto per capire che cosa potrei ottenere seguendo questa strada e soprattutto se ci sono buone probabilità che possa ottenere riduzione dei carichi di lavoro e lo spostamento sulla sede lavorativa più vicina a casa. Con la situazione che mi ritrovo che percentuale di invalidità eventualmente mi verrebbe riconosciuta? Sicura di un suo riscontro saluto cordialmente.

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Dr. Pasquale Bergamo

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Gentile signora credo che la sua patologia quale "modesta protrusione discale e sede mediana e paramediana bilaterale in L4-L5 ed L5-S1" rilevata dalla RM non possa costituire una menomazione efficace per ottenere uno spostamento nel suo posto di lavoro.
Cordiali saluti
dr Pasquale Bergamo