Utente 451XXX
Salve. Vorrei gentilmente delle delucidazioni in merito alla mia situazione. Ho un'invalidità del 75 % per disturbo schizzoaffetivo e percepisco 289 euro al mese. Non possiedo il diploma per cui ho deciso di iscrivermi all' instituto tecnico per il turismo (corso serale)che inizierà ad ottobre. Stamattina parlando col medico di famiglia mi disse che poi se voglio lavorare nel settore del turismo potrei avere problemi a causa della mia diagnosi, ed io sinceramente non vorrei fare 5 anni di scuola senza poi poter accedere al mondo del lavoro. Cosa mi consiglia? La ringrazio

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,
non è tanto la diagnosi o la percentuale di invalidità, quanto il controllo clinico della malattia psichiatrica, che potrebbe incidere in maniera rilevante sulla sicurezza in ambito lavorativo.
Mi spiego meglio con 2 ipotesi:
1) Disturbi clinici minimi od assenti, terapia efficace e ben tollerata, assenza di rischi in ambiente lavorativo protetto, possibilità di supervisione da parte di un preposto: in questo caso esiste compatibilità con l'attività lavorativa.
2) Disturbi clinici evidenti e mal controllati dalla terapia, che non risulta efficace od è assunta in modo discontinuo, presenza di rischi nell'ambiente lavorativo, che comporta lavoro in solitudine: in questo caso l'attività lavorativa diviene insicura e può comportare danni.
Valuti poi Lei se sia il caso di intraprendere gli studi in questione o dedicarsi ad altro.

Distinti saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]

[#2] dopo  
Utente 451XXX

quindi in questo caso sarebbe il medico a decidere, cioe il psichiatra del csm? Dottore io sinceramente sono un po confuso, il settore del turismo mi era stato consigliato perchè mi piace la lingua spagnola e sono interessato anche ad imparare l' inglese ed il tedesco, inoltre questo diploma permette vari sbocchi lavorativi anche senza dover proseguire con l'università. Lei ha qualche consiglio su qualcosa da poter studiare , di cui gli sbocchi lavoraviti potrebbero essere compatibili?

[#3] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

forse non mi sono ben spiegato: non è lo psichiatra a stabilire se lei può o no lavorare, ma è l'assenza di disturbi, l'aderenza ad una terapia efficace e l'assenza di rischi lavorativi nella mansione.
Lo psichiatra può solo aiutarLa, mediante un'idonea terapia, ad eliminare i disturbi.
Ciò premesso, le condizioni socio-economiche attuali sono tali che trovare un lavoro confacente è difficile per tutti, ed ancor più in caso di limitazioni.
In conclusione, se il corso di studi Le piace e La gratifica, lo segua pure, ma senza farsi eccessive illusioni sul fatto che Le garantirà un lavoro sicuro.

Ancora Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

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