Utente 806XXX
Gentilissimi,
ho stipulato una polizza sulla vita con una nota agenzia che ha previsto la compilazione di un questionario medico da parte mia e successivamente la stesura di un apposito modulo da parte del mio medico (che ho dovuto pagare) che lo ha poi firmato per assunzione quindi di responsabilità sul mio stato di salute. La richiesta è quindi passata in commissione della agenzia, che la approvata senza “limitazioni d’uso” proponendomi rata maggiorata.
Ho però dei dubbi sui quali chiedo vostro gentile supporto.
1. qualora io, nell’arco della durata della polizza (25 anni), subisca interventi medici/chirurgici, oppure malattie più o meno gravi che non esitino nella morte, oppure si manifesti il bisogno di iniziare terapie farmacologiche nuove o modificare terapie esistenti sono tenuto a segnalarlo a loro? In ogni caso possono tutte queste cose inficiare la validità della polizza o autorizzare l’agenzia a modificare il contratto in corso d’opera (per esempio aggiungendo limitazioni, oppure aumentando la rata)?
2. più in generale quali sono gli eventi non dettagliati nel momento della stesura del contratto che potrebbero inficiare la validità di una polizza vita?

Grazie per l’attenzione che vorrete dedicarmi.

Cordialmente.

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

le polizze di assicurazione altro non sono che dei contratti, che sottostanno alle disposizioni del Codice Civile.
Ogni contratto ha delle proprie specificità, sia in merito alle coperture, alla garanzie, alle esclusioni ed alle procedure previste per l'indennizzo.
Pertanto per le risposte ai quesiti che pone è necessario prima di tutto leggere attentamente i vari articoli della polizza da Lei sottoscritta, e gli eventuali allegati che ne fanno parte integrale.
Se non risultano previsioni circa le segnalazioni di malattie sopravvenute, Lei non è tenuto ad alcuna segnalazione, fatta eccezione per il caso di morte, nel qual caso la polizza dovrebbe riportare in dettaglio quale sia la procedura di denuncia del sinistro, e quali adempimenti debbano essere effettuati perché l'indennizzo venga corrisposto al beneficiario.
Piuttosto, diversi sono gli aspetti da considerare per evitare che l'impresa possa negare l'indennizzo, adducendo motivazioni che per lo più riguardano l'assunzione del rischio da parte della compagnia assicurativa: in primo luogo le dichiarazioni sullo stato di salute al momento della sottoscrizione del contratto, la sussistenza di malattie e/o infermità attuali o pregresse, che viziando il consenso dell’assicuratore alla formazione del contratto, avrebbe la conseguenza che il pagamento non sarebbe dovuto ai sensi dell’art. 1892 c.c. il quale prevede che l’assicuratore possa richiedere l’annullamento del contratto in caso di dichiarazioni inesatte o reticenti rese dal contraente con dolo o colpa grave;
Infine, tre esclusioni sono inoltre previste dal Codice Civile in caso di:
- decesso causato da dolo del contraente, dell'assicurato o del beneficiario;
- decesso per suicidio avvenuto nei primi due anni dalla data di decorrenza;
- decesso dovuto a rischi catastrofali.

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]

[#2] dopo  
Utente 806XXX

Gentilissimo Dr. Mascotti grazie infinite per il suo prezioso consulto. Mi permetto di restituirle ancora alcune domande.
1- c'è una figura professionale (commercialista, medico, avvocato) che possa analizzare la mia polizza e ricavare le informazioni inerenti a quanto e cosa io debba segnalare all'agenzia?
2- in merito a quando lei dice "in primo luogo le dichiarazioni sullo stato di salute al momento della sottoscrizione del contratto, la sussistenza di malattie e/o infermità attuali o pregresse, che viziando il consenso dell’assicuratore alla formazione del contratto, avrebbe la conseguenza che il pagamento non sarebbe dovuto ai sensi dell’art. 1892 c.c. il quale prevede che l’assicuratore possa richiedere l’annullamento del contratto in caso di dichiarazioni inesatte o reticenti rese dal contraente con dolo o colpa grave" è sufficiente la auto-compilazione del questionario medico e il modulo appositamente richiesto dall'agenzia compilato e firmato (e preceduto da visita) del mio medico curante (che ripeto, è stato pagato da me per tale prestazione)?
3- Logicamente io non ho potuto citare patologie che non ero al corrente di avere o che non mi erano state diagnosticate nel momento di apertura contratto; contano anche quelle?
4- Con "decesso causato da dolo del contraente, dell'assicurato o del beneficiario" cosa intende?

Grazie per il temmpo che potrà ancora dedicarmi.

Un saluto cordiale

[#3] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

Le risponderò per sommi capi:
1. Lei stesso può (e a mio parere dovrebbe) leggere attentamente la polizza e desumere quali sono gli obblighi per il contraente; per gli eventuali chiarimenti (che, a rigori, Le dovrebbero essere forniti dall'assicuratore) può affidarsi ad un avvocato civilista, meglio se esperto nel settore assicurativo.
2.E' fondamentale, per la validità della polizza, che non sussistano discordanze fra quanto dichiarato nel questionario e quanto potrebbe risultare dalla consultazione di cartelle cliniche precedenti, o comunque che possa venire a conoscenza, in qualsiasi modo, dell'assicurazione (esempio: pregresso sinistro stradale, per cui l'assicurato è stato visitato ed ha esibito documentazione medica, da cui si possa rilevare una malattia od infermità non dichiarata, documentazione che risulta nell'archivio generale ANIA)
3.Le malattie ed infermità sopravvenute non hanno rilievo, se Lei al momento del contratto non aveva coscienza di esse.
4. Nell'evento-morte dell'assicurato non devono sussistere elementi causati o concausati con dolo dall'assicurato stesso, né dal contraente, né dal beneficiario.
Un esempio può essere la partecipazione dell’assicurato a delitti dolosi, ma in tal caso non si intende soltanto la partecipazione a delitti veri e propri (es.una rapina), ma anche casi di morte dovuti alla propria condotta, con violazione di Leggi (es. incidente stradale con imprudente violazione delle norme della circolazione stradale).
Il termine "dolo" è dunque da interpretarsi come fattispecie in cui l’evento-morte si verifica come conseguenza della condotta illecita dell'agente.

Distinit Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]

[#4] dopo  
Utente 806XXX

Gentilissimo Dottore, è stato molto chiaro ed esaustivo. La ringrazio sentitamente e le auguro una buona serata.

Cordiali saluti