Utente 108XXX

Gentile Avvocato, sono una donna di 34 anni e sono stata diagnosticata celiaca da aprile 2009 godo del buono per l'acquisto dei prodotti senza glutine in farmacia, ma le chiedo ho visto che c'è la possibilità di avere un'invalidità per tale patologia, e del quale a maggio di quest'anno ho inoltrato la richiesta, ancora senza esito, so già che mi verrà negato in quanto tendono a non darla, me lo ha riferito l'addetto dell'asl dove ho presentato la domanda (in provincia di Napoli, se mi verrà negata come posso fare oltre a ripresentare la domanda per aver far si che tale legge venga applicata?

Le allego articolo:
LA CELIACHIA E L’INVALIDITÀ CIVILE
La patologia invalidante viene percentualizzata secondo i parametri imposti
dalla “Nuova tabella indicativa delle percentuali di invalidità per le
minorazioni e malattie invalidanti” di cui al D.M. Sanità 5.2.1992.
Tale tabella indica, al numero di codice 9334: “ Sindrome da malassorbimento
enterogeno con compromesso stato generale = 41- 50 % ” . Per ottenere
valutazione medico-legale di questa patologia, l'invalido deve avere compiuto
il 15° anno di età (non più la maggiore età, a seguito dell'emanazione del DPR
333/10.10.2000 art.1).

Gentile dottore/avvocato se la legge lo prevede perchè non viene riconosciuta? e contro chi fare ricorso?

Nell'attesa di una sua gentile risposta cordialmente la saluto

[#1] dopo  
Dr. Mario Corcelli

52% attività
8% attualità
20% socialità
MILANO (MI)

Rank MI+ 80
Iscritto dal 2009
Gentile Utente,

non sono avvocato, ma medico-legale.

la voce tabellata da lei indicata ha il codice 9333, non il 9334
"sindrome da malassorbimento enterogeno con compromesso stato generale"
valutazione dal 41% al 50%"

Tale voce di tabella non si riferisce alla celiachia, poichè un significativo malassorbimento non si verifica nel momento in cui viene adottata un'alimentazione priva di glutine.
In ogni caso, non è la patologia in sè a essere valutata, ma i suoi effetti sulla situazione clinica; un paziente celiaco che non assume glutine, poichè presenta un quadro clinico del tutto normale o al massimo un peso sotto la norma, quindi non è considerato invalido o comunque invalido oltre una certa soglia.

Ben sa che tale malattia, però, gode di agevolazioni, perchè è riconosciuta come malattia sociale dalla Legge 4 luglio 2005 nr 156 e sancisce il diritto all'erogazione gratuita dei prodotti dietoterapeutici senza glutine, con un limite di spesa.
Non è definita malattia rara, ma malattia cronica.

http://www.celiachia.it/
http://www.celiachia.org/

Per ulteriori sull'invalidità civile:
https://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=86486
http://www.medico-legale.it/Invalidita_civile.html
http://www.medico-legale.it/Handicap_L.104_del_92.html

Cordiali saluti.
Mario Corcelli, MD
Milano - specialista Medicina Legale e Igiene-Tecnica Ospedaliera
http://www.medico-legale.it

[#2] dopo  
Utente 108XXX

Gentile medico legale, mi scuso per l'errata attribuzione del titolo, e la ringrazio per la risposta, ma sono a chiederle ulteriori informazioni;Cosa intende per effetti clinici? forse la situazione in cui mi sono ritrovata al momento in cui si è manifestata la malattia? se si riferisce a questo le faccio un breve riassunto: ricovero ospedaliero per ipopotassemia, dopo 80 giorn di diarrea con 8-9 scariche giornaliere, con un peso di 39kg gambe mostruosamente gonfie e dolori addominali atroci per non dimenticare una ferritina di valore 2 che ancora oggi persiste e una visibile perdita di capelli. Per invalido non oltre una certa soglia, cosa intende dire? Mi scusi se insisto ma non mi è chiara la situazione, forse per avere l'invalidità devo interrompere l'unica cura possibile (alimentazione senza glutine)in modo tale che mi ricompaiano tutti i sintomi col rischio di sviluppare un tumore all'intestino? E forse mi verrà accreditatà l'invalidità? e con quale criterio attribuiscono la percentuale? Forse per quanto si è stati male? E' normale curarsi e ritornare in uno buono stato di salute, questo vuol dire che curarsi non da diritto all'invalidità? Ma perchè non tenere conto del costante rischio di contaminazione a cui si è sottoposti (naturalmente involontariamente)con la ricomparsa quasi immediata dei sintomi sopra elencati, e della difficoltà di alimentarsi fuori casa? Sarò diretta: la malattia esiste perchè non darmela visto che la legge la prevede?
Scusi lo sfogo. La ringrazio anticipatamente e attendo sua risposta

[#3] dopo  
Dr. Mario Corcelli

52% attività
8% attualità
20% socialità
MILANO (MI)

Rank MI+ 80
Iscritto dal 2009
Gentile Utente,

assolutamente non deve interrompere l'alimentazione senza glutine.

Il discorso sulla invalidità è diverso; la valutazione dell'invalidità viene fatta considerando il quadro clinico generale della persona.
L'invalidità viene concessa quando la malattia non può essere curata o se lo stato patologico diventa permanente e produce una rilevante diminuzione della capacità lavorativa.
Le faccio un esempio: in caso di un cancro alla mammella operato e necessitante di chemioterapia e di radioterapia, l'invalidità viene concessa, in misura del 100%, solo per qualche anno; poi, se il tumore non si ripresenta, l'invalidità viene revocata del tutto.

La sua malattia esiste, è cronica, è fastidiosa perchè costringe ad un regime alimentare, ma esiste anche il rimedio, per fortuna. E' solo a questo che deve pensare.

Ma poi, le chiedo: quali benefici si aspetta da un riconoscimento di invalidità?
Se lavora già, anche un 50% non le serve a niente; non le serve per la Legge 104/92; non le serve per avere un pass nei parcheggi; le agevolazioni relative alla malattia (prodotti dietetici gratuiti) ce le ha già.
Se non lavora, avrebbe diritto ad un collocamento protetto.
I benefici economici partono dal 74% in su, ma bisogna avere un limite di reddito.

In ogni caso, per una valutazione più puntuale del suo stato clinico, le suggerisco di consultare di persona uno specialista in medicina legale.

Cordiali saluti.
Mario Corcelli, MD
Milano - specialista Medicina Legale e Igiene-Tecnica Ospedaliera
http://www.medico-legale.it

[#4] dopo  
37801

Cancellato nel 2010
mi intrometto eprchè da anni conduco una battaglia pro celiaci. La valutazione non è, sono d'accordo, sempre la stessa ed ha raguone il collega a parlare di sintomi e non di malattia.
La mia battaglia, invece, è slla legge 104/92 che non viene considerata per i celiaci.
ERRORE DI PROPORZIONI ABNORMI il celiaco è portatore di un vero handicap essendo la sau vita compromessa in maniera "squassante" MI dica lutente se ha in corso o meno la 104 e , se affermativo, come è stata valutata.
dott Sergio Funicello
Spec Medicina legale e Chir d'Urgenza
Dirigente medico legale ASL