L'area di Medicina non Convenzionale è riservata ai soli perfezionati in tali discipline, quindi non sarà possibile ricevere risposte da altri specialisti. Teoria e pratica delle discipline di Medicina non Convenzionale ad oggi non sono ancora sostenute da sufficiente sperimentazione scientifica e sono disciplinate dal codice di deontologia medica (art. 15)

Utente 917XXX
Buonasera,
Soffro da 5 anni di disturbo d'ansia generalizzata con panico e agorafobia che mi sta rendendo la vita impossibile.
Attualmente sto facendo una terapia con medico psichiatra composta da 10 gocce di cipralex, 1/4 di 75 mg di anafranil e 0.25 mg di alprazolam al giorno. Ho già provato altri farmaci (zoloft x due anni, daparox x diversi mesi, cipralex da solo).
Purtroppo nonostante la terapia soffro ancora d'ansia che non tende a scemare nemmeno con il supporto farmacologico e con i primi caldi estivi il problema è ancora peggiorato.
Più che ansia vera e propria ho dei malori improvvisi come se la testa non reagisse agli stimoli, mi sento cadere giù totalmente, faccio fatica a fare tutto anche le più piccole cose, qualche volta ho dolori muscolari, non riesco a concetrarmi completamente nonostante mi impegni e cerchi di mangiare di più per superare la fatica, attualmente ho deciso di integrare con Supradyn 2 compresse da sciogliere in acqua e di bere molto.
Volevo sapere se potrebbe essere indicato un consulto con medico omeopata visto che secondo me più che un problema psicologico il mio è un qualcosa di organico che non funziona oppure qualcosa di errato nel mio stile di vita, che mi causa questi malesseri che peggiorano con il caldo.
Ho fatto risonanza magnetica che era pulita e visita neurologia normale.
Gli esami del sangue sono tutti nella norma ad eccezione di un livello di fosforo un po' basso (3.70 invece che 4.00), ed un livello di cortisolo plasmatico antimeridiano leggermente più alto del normale.

E' indicato il consulto dal medico omeopata? In cosa consiste indicativamente la visita, infine volevo sapere se su questo sito c'è qualche omeopata in zona Pistoia.
Grazie mille.

[#1] dopo  
Dr. Alessandro Scuotto

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Gentile signore,
Il problema dell'indicazione viene posto in medicina per le indagini e per le terapie, non per la visita. In particolare, poiché l'omeopatia non è una specializzazione medica legata ad una funzione d'organo o di apparato, ma una disciplina che adotta un tipo di terapia centrato su farmaci particolari, tale ditinzione sull'indicazione non può aver luogo.
Ovviamente la libertà di scelta del metodo di cura e vista che il paziente adotta deve essere rispettata, ma tale scelta è del tutto personale.

Ciò premesso, il consulto di un medico esperto in omeopatia può essere di utilità in casi simili al suo. Il tipo di visita medica non è diverso da quello della medicina convenzionale, fondato sul colloquio (anamnesi), sulla visita fisica (esame obiettivo) e sulla richiesta e interpretazione di indagini di laboratorio o strumentali; la differenza consiste nella proposta terapeutica che, come ho anticipato, si avvale di farmaci differenti da queli utilizzati in medicina convenzionale.
Il medico esperto in omeopatia, per studi e formazione, è in grado di stabilire le potenzialità di intervento e i limiti di esso e ricorrere, se è il caso, a competenze specialistiche in ambito di medicina convenzionale: nel caso psichiatia o neurologia.

Per conoscere la diponibilità di medici esperti in omeopatia che esercitano in città a lei vicine le consiglio di consultare nel sito la sezione "specialisti in" che le fornirà l'elenco dei colleghi iscritti.

Cordiali saluti.
Alessandro Scuotto, MD, PhD.

[#2] dopo  
Utente 917XXX

Grazie mille per la risposta, mi scuso se insisto con altre domande:

l'alternativa terapeutica può risultare più efficace di quella standard o nel mio caso risolutiva?
I farmaci omeopatici sono meno "dannosi" di quelli "normali"?

Grazie di nuovo!

[#3] dopo  
Dr. Alessandro Scuotto

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Gentile signore,
rispondo prima alla sua seconda domanda: i farmaci omeopatici sono meno dannosi nel senso che non presentano effetti collaterali indesiderati rispetto ai farmaci convenzionali, ciò NON è sufficiente per giustificarne l'indicazione a priori: è necessario che vi sia il margine diagnostico che ne consenta l'applicazione efficace.
In pratica non è sufficiente assumere qualcosa che non faccia male, è necessario intervenire con qualcosa che faccia bene, altrimenti non è una terapia.

Alla sua prima domanda
<<l'alternativa terapeutica può risultare più efficace di quella standard o nel mio caso risolutiva?>>
è possibile solo una risposta generica in una consultazione online: sì, è possibile. Tuttavia l'alternativa terapeutica deve essere formulata in maniera specifica e adatta al caso da un medico esperto che visiti realmente il paziente, ne confermi la diagnosi assumendosene la responsabilità e ne comprenda le necessità terapeutiche.
Cordiali saluti.
Alessandro Scuotto, MD, PhD.