L'area di Medicina non Convenzionale è riservata ai soli perfezionati in tali discipline, quindi non sarà possibile ricevere risposte da altri specialisti. Teoria e pratica delle discipline di Medicina non Convenzionale ad oggi non sono ancora sostenute da sufficiente sperimentazione scientifica e sono disciplinate dal codice di deontologia medica (art. 15)

Utente 366XXX
A seguito dell'immobilita'prescrittale per una frattura al braccio, circa un anno fa, mia moglie, 73 anni, ha poi avuto una trombosi venosa profonda al braccio stesso. Dopo una lunga terapia farmacologica per fluidificare il sangue e varie sedute di fisioterapia, la trombosi e' stata dichiarata risolta. Purtoppo permangono vari postumi invalidanti: incapacita' di alzare il braccio fino alla verticale, dolori alla spalla e incapacita' di stringere le dita della mano oltre un certo limite. Anche l'idroterapia non sembra abbia risolto questi problemi, che, in base a quanto ho capito, sono causati da carente circolazione venosa e linfatica, compromessa dalla trombosi. Considerato che la scienza medica ufficiale non sembra disporre di terapie atte a far regredire le sopracitate invalidita',mi chiedo se esistono terapie non convenzionali idonee allo scopo, per esempio l'agopuntura, poiche' agisce sui cosiddetti "meridiani", o altre terapie atte a rigenerare la circolazione venosa e linfatica. Sono pero' scettico sulla possibilita' di individuare, in Italia e in provincia, un agopuntore esperto. Oppure l'omeopatia puo' far qualcosa? Oppure particolari alimenti? O esercizi articolari e muscolari?

[#1] dopo  
Dr. Riccardo Ferrero Leone

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Gentile Utente,

il quadro che descrive temo sia dovuto ai postumi dell'immobilità più che ad un eventuale deficit circolatorio.
Incapacità ad alzare il braccio fino alla verticale, dolori alla spalla e incapacità a stringere le dita della mano oltre un certo limite sono segni suggestivi di un deficit articolare e muscolare che la signora probabilmente potrà risolvere con adeguata terapia di riabilitazione (fisioterapia attiva e passiva, presidi fisioterapici meccanici, etc.).
In che termini si è espresso il collega ortopedico che sicuramente avrete consultato?

Cordialmente.
Dr. Riccardo Ferrero Leone
Omeopatia-Omotossicologia-Nutrizione clinica

[#2] dopo  
Utente 366XXX

l'ortopedico visito' mia moglie al pronto soccorso di Voghera e poi circa
20 giorni dopo, data in cui egli dichiaro' che la frattura era guarita, di stare ferma ancora per 10 giorni e che poi occorreva fare fisioterapia. Solo il fisiatra sia accorse che era sopravvenuto un problema di trombosi e la rimando' all'ortopedico, il quale prescrisse un ecodoppler e eparina scopo preventivo, ma non ci rivelo' l'urgenza, poiche' la trombosi era gia' in fase acuta Da psrte ns. ci fu un ritardo di 4 giorni,causa appuntamento ecodoppler, ricetta, giorni festivi, ecc. prima di assumere eparina. Dopo mia moglie fu seguita dal centro TAO di Tortona, per la lunga terapia col coumadin. Durante la cura si intercalarono visite del chirurgo vascolare e del fisiatra, che prescrisse terapia fisica, regolarmente attuata.Circa 10 mesi dopo la trombosi,il chirurgo vascolare dichiaro che la trombosi era guarita, che poteva essere interrottoa la cura col coumadin, che sarebbero rimasti dei postumi a causa della compromessa circolazione venosa e linfatica, ma senza ordinare una nuova visita ortopedica. Su nostra iniziativa mia mia mogli sta ora facendo alcune sedute di idromassaggio. Credo che l'errore fu il ritardato inizio della cura
con l'eparina, o lasua mancata somministrazione fin dall'inizio.Da parte di mia moglie, col tutore al braccio, l'errore fu di mantenere l'immobilita' in poltrona, senza camminare spesso, come io le avevo consigliato

[#3] dopo  
Utente 366XXX

L'ortopedico visito' mia moglie al pronto soccorso e poi dopo circa 20 giorni, data in cui egli dichiaro' che la frattura era guarita, prescrivendo ancora 10 giorni di immobilita' e poi fisioterapia.Solo il fisiatra si accorse che era sopravvenuto un problema di trombosi e la rimando' all'ortopedico, il quale prescrisse ecodoppler ed eparina contro event.emboli, ma non ci rivelo' l'urgenza, essendo la trombosi gia' in fase acuta (dolori al braccio). Da parte ns. ci fu un ritardo di 4 giorni prima dell'assunzione di eparina, causa ecodoppler, prescrizione, giorni festivi,ecc. Dopo cio', mia moglie fu seguita da un centro TAO per la lunga terapia col coumadin,intercalando visite del chirurgo vascolare e del fisiatra e vari ecodoppler. Fu regolarmente eseguita una terapia fisiatrica. Circa 10 mesi dopo la trombosi, il chirurgo vascolare dichiaro' che la trombosi era guarita, che poteva essere interrotta la cura col coumadin, che sarebbero rimasti dei postumi causa circolazione linfatica e venosa un po' compromessa. non fu prescritta una ulteriore visita ortopedica. Su nostra iniziativa, mia moglie sta ora facendo sedute di idroterapia. Credo che l'errore sia stato il ritardato inizio della cura con eparina, o la sua mancata prescrizione fin dall'inizio. Da parte di mia moglie credo che l'errore sia stato rispettare la prescrizione di immobilita' in poltrona col tutore, senza camminare di frequente, come io invece le avevo consigliato.

[#4] dopo  
Dr. Riccardo Ferrero Leone

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Gentile Utente,

consiglio di insistere con terapia fisica prescritta da specialista fisiatra o ortopedico;
il recupero farà leva sulla forza muscolare residua che potrà essere stimolata e sulla capacità di recupero (seppure parziale) dell'ampiezza dei movimenti.

Cordialmente.
Dr. Riccardo Ferrero Leone
Omeopatia-Omotossicologia-Nutrizione clinica