dolore post-operatorio artrodrosi: infezione o complicanza?

Salve, il 7 ottobre mi sono sottomessa ad un intervento di artrodresi L5-S1, decompressione plif.
Prendo xarelto 10mg che prima dell'intervento è stato sostituito con clexane.
Durante l'intervento chirurgico si verifica un sanguinamento massivo dove è stato scontrato anche un intasamento del plesso venoso intorno al sacco de davanti al esso.
Una decenza di 5 GG con dei dolori atroci schiena e gamba sx compreso la pianta del piede ed ematoma lombare.
Dopo un mese dal intervento mi presento per fare la visita con il neurochirurgo dicendogli che i dolori persistono ancora e che non mi danno pace.
Mi prescrive la RMN fra un mese se persiste il dolore addirittura dicendomi di andare in palestra a fare pesi.
Ho fatto la RMN dove ha evidenziato " artrodresi L5-S1 e carge interdiscale con intensa alterazione di segnale dei tessuti moli posteriori in sede di accesso chirurgico con raccolta fluida di 5x2 cm posteriori i processi spinosi.
Coesiste alterazione anche dei tessuti moli para vertebrali a tali livello.
Si consiglia visita specialistica, RMN con MDC, analisi di laboratorio.
Ho fatto presente il referto al neurochirurgo dicendogli che continua i dolori gambe sx, gonfiore e dolore nella parte lombare e la sua risposta è stata che è normale.
Dopo due mesi dal intervento con questi dolori la mia paura è di non fare un infezione.
Avrei bisogno di un vostro consulto al più presto se è possibile.
In attesa di una vostra risposta vi auguro buona giornata!
Dr. Vincenzo Della Corte Neurochirurgo 7.7k 260
Ritengo che Lei debba essere valutato anche in altro ambito, rispetto ai Colleghi che La hanno finora seguita perché si possano confrontare i pareri.
Intanto, bisognerebbe sapere se la ferita chirurgica sia aperta, magari solo in quale punto, o chiusa con cicatrice ben consolidata. La zona in corrispondenza della ferita chirurgica e tutto intorno è dura, arrossata, dolente, pulsante sotto i colpi di tosse (per esempio), comprimibile, fluttuante...?
Se è chiusa, il problema dovrebbe essere meno impegnativo.
La schiena Le fa male in maniere inusuale? Le eventuali algie interessano gli arti inf. e conferiscono una certa rigidità alla colonna vertebrale anche verso l'alto ed uncerto beneficio viene attenuato dalla posizione della testa piegata all'indietro?
Si sottoponga ai seguenti accertamenti ematici: VES, proteica C reattiva, emocromo con formula, fibrinogeno, D-Dimero, procalcitonina.
Riporti per intero i referti degli esami RMN L/S eseguiti nel posto-operatorio.
Cordialità,

Dr. Della Corte: vincenzodellacortemi@libero.it
Case di Cura: La Madonnina Milano-02/50030013
Le Betulle Appiano Gentile (Co) 031/973311

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Buonasera dottore e mi scusi perché non le ho risposto ancora gli esami di sangue per quanto riguarda la flogosi sono tutti negativi. La risonanza magnetica post intervento evidenzia: i dischi intersomatici lombari presentano iniziale attenuazione del segnale RM nelle sequenze pensante in T2 in rapporto a fenomeni degenerativi-disidrativi. In l4-l5 il disco intersomatica protrude posteriormente ad ampio raggio comprimende il sacco durale punto in l5-s1 protrusione posteriore ad ampio raggio che comprime il sacco durale e impregna le porzioni basali dei forami. Si associa ernia mediana migrata verso il basso che comprime il sacco durale.
Invece ericks Corona lombosacrale con studiodinamico rileva lievi alterazioni artrosico-degenerativi del rachide lombare, rispetto al precedente, apparente minimo ulteriore riduzione dello spazio intersomatico l5-s1, ove appare invariata la nota minima e poco e significativa retrolistesi del l5 su S1. Lieve sclerosi delle articolazioni sacro-iliache.
La ferita e chiusa,dura al tatto, se piego la testa in indietro sento sollievo a differenza se abbasso il mento. Come avevo anticipato prima, il dolore continua ad irradiare al arto inf. sx. che arriva fino alla pianta del piede (tallone, sotto piede) che si presenta più intenso durante la notte e sacrale. La ringrazio per la sua disponibilità ed attendo qualche consiglio al riguardo!
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