Utente
Salve sono molto preoccupata per mio marito che a causa di una "piccola ernia discale foraminale destra L3-L4" non riesce più a camminare regolarmente. Ciò gli provoca dolore che parte dalla fascia lombare per poi passare alla parte anteriore della coscia e per finire al ginocchio e alla gamba.
Questa situazione va avanti da Gennaio 2009 abbiamo consultato sia un ortopedico che un neurochirugo. Entrambi hanno detto che non è da operare e quindi siamo andati avanti con antinfiammatori, antidolorifici ecc.In quest'ultima settimana sta facendo le punture di toradol da 30 mg al mattino e alla sera le fiale di Contramal e nonostante ciò cammina zoppicando ed è costretto a stare in casa.
La dignosi summenzionata è relativa alla risonanaza magnetica fatta a gennaio 2009 successivamente il 09/06/2009 ha fatto una TC lombare da cui risulta: "In corrispondenza dello spazio intersomatico compreso tra L3 e L4 si apprezza ernia intraforaminale che occupa la porzione superiore del forame di coniugazione di destra, in conflitto con la radice L3. Protusione dell'anello fibroso discale a -L5 ed L5-S1".
Siamo stati da un altro neurochirugo e ci ha proposto la "Chemiodiscolisi" .
Vorrei conoscere un suo parere sul caso di mio marito e se questa puntura potrà essere risolutiva.
Grazie per l'attenzione e cordiali saluti.

[#1]  
Dr. Antonio Zingale

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Le consiglio invece un ciclo di infiltrazioni selettive transforaminali L3-L4- a destra (con cortisone o ozono). Dovrebbe averne immediato beneficio.
Dr. Antonio Zingale

[#2]  
Gentile signora,
rimango alquanto stupito sulla indicazione a non operare dataLe, per Suo marito, dai Colleghi consultati.
Si tratta di un frammento di ernia situato nel forame della radice L4 che comprime tale struttura.
Il perchè non <è da operare> vorrei che i Colleghi me lo spiegassero.
Non riesco a immaginare un solo motivo, salvo gravi patologie cardiorespiratorie che farebbero aumentare il rischio anestesiologico, ma anche in questo caso si può utilizzare l'anestesia spinale.

La chemionucleolisi (tra l'altro quasi in disuso) in questo caso (ernia intraforaminale) è del tutto controindicata perchè sarebbe alto il rischio di danni alla radice da parte della chimopapaina.

Più oculata la terapia indicataLe dal dr. Zingale, anche se essa agisce sul sintomo e non sulla causa.
Il beneficio che ne può derivare non eviterebbe comunque il cronico danneggiarsi della radice nervosa compressa dal materiale discale.

Cordialmente

[#3] dopo  
Utente
Intanto grazie per la celerità nelle risposte e poi tengo a precisare che mi sono espressa male.
Infatti gli specialisti sono del parere che prima di intervenire chirurgicamente è bene trovare altre soluzioni meno invasive.
Grazie all'intervento del dott. Migliaccio credo di aver capito la distinzione fra la chemiodiscolisi (OZONO E OSSIGENO) e le infiltrazioni selettive trasforaminali di cortisone o ozono.
Ho inteso che la prima dovrebbe agire sulla causa mentre la seconda solo sul sintomo.
Ma noi vorremmo infatti eliminare la causa e non ritrovarci fra qualche tempo a dover nuovamente ricorrere ad altre terapie.
Inoltre vorrei sapere perchè la chemiodiscolisi potrebbe o può provocare danni alla radice da parte della chimopapaina? Che non so cosa sia.
Ci hanno riferito che la chemidiscolisi dovrebbe sciogliere il materiale erniario che comprime la radice all'interno del forame.
Grazie ancora per la disponibilità e poi ancora una curiosità - ma le punture di toradol da mg. 30 fatte per 10 giorni consecutive possono provocare altre complicazioni?
Cordiali saluti

[#4]  
Gentile signora,
no! assolutamente no! non sono d'accordo!
Lei ovviamente è padronissima di fare le scelte che crede, ma io ho il dovere di esporLe, visto che me lo chiede, il mio parere.
L'atteggiamento di attesa pone il rischio di danneggiare la radice L3( scusi non la L4, ma ai fini pratici poco conta).
Le infiltrazioni di cortisone, di ozono, di violetto di genziana o di acqua minerale possono anche avere il loro effetto che sarà di disinfiammare la radice , ma non di togliere la pericolosa compressione.
La chimopapaina è la sostanza che viene usata per la chemiodiscolisi. Essa agisce distruggendo il tessuto su cui viene iniettata e stia tranquilla che essa non distingue il tessuto discale da quello nervoso.
La chimopapaina se iniettata nel disco può avere effetto e quando c'è l'ha, avrà agito sulla causa, mentre i farmaci iniettati agiscono sul sintomo.
Credo di averLe dato le doverose spiegazioni che, in scienza e coscienza, mi sento di dare.

Cordiali saluti

[#5]  
Dr. Paul Tenenbaum

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Cara signora,
concordo con l'impostazione del Collega Migliaccio,naturalmente con i limite che comporta un consulto on-line.
Cordiali saluti
Paul Tenenbaum