Utente
Buonasera, sono una ragazza di 27 anni e sono 8 mesi che combatto con numerosi dolori e sintomi vari che non mi permettono di lavorare (facevo la cameriera) e in generale di avere una vita, ho visto numerosi specialisti, fatto tantissimi esami, ricevuto numerose diagnosi e relative cure senza mai risolvere. Il dolore è comparso sul lato interno della caviglia come una fitta che compariva ad ogni passo però poi con il tempo si è spostato coinvolgendo la pianta del piede, e tutta la gamba con fitte,scosse, fascicolazioni e muscoli che si irrigidivano (polpaccio e coscia sempre posteriore) gambe e piedi pesanti e il dolore è sempre comparso dopo essere stata molto tempo in piedi o aver camminato molto o cercando di camminare a passo spedito (impossibile pensare di correre). Tra i numerosi esami fatti (RM,TAC, RX, eco-doppler, EMG/ENG, potenziali evocati motori ecc.) si è riscontrato una protusione D12, una ectasia venosa l5 e un rallentamento nella conduzione nervosa a livello della caviglia interna. In questi mesi ho fatto iniezioni di voltaren, muscoril e cortisone senza risolvere. L'ultimo neurologo che mi ha visitato (prima di fare l'ENG) mi aveva parlato di fibromialgia e mi aveva prescritto lyrica da 50 mg e un integratore di K,Mg e vitamina C dicendo che dopo una decina di giorni avrei visto miglioramenti, in effetti io li vedo, soprattutto non avverto le fitte a livello del ginocchio, sul lato interno, sento solo il fastidio alle caviglie e ai piedi con la sensazione che non reggano il peso. Nel frattempo ho eseguito l'ENG e ho avuto un'altra visita con un ortopedico che ritiene che tutti i sintomi derivino dalla sindrome del tunnel tarsale e che devo liberare i nervi ad entrambi i piedi, solo così potrò guarire. Vi chiedo, quindi, il nervo compresso può giustificare tutti i dolori? Fino al ginocchio e dietro la coscia? Le fascicolazioni e i muscoli che si irrigidiscono? Ovunque su internet si parla di dolore che raggiunge massimo metà polpaccio, mentre questo ortopedico sostiene che il dolore può raggiungere tutta la lunghezza della gamba. O la fibromialgia può c'entrarci qualcosa? Su internet, su di un sito, un dottore tedesco sostiene che nella fibromialgia c'è un accumulo di una sostanza fibrosa a livello del tunnel tarsale, è possibile? Perdonatemi ma dopo una decina di diagnosi non sò proprio più che pensare e come comportarmi, soprattutto ho una grande paura di affrontare 2 interventi per poi scoprire di non aver risolto nulla! Vi prego aiutatemi.

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Dr. Giovanni Migliaccio

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Gentile signora,
a distanza è difficile esprimere un giudizio diagnostico, ovvero senza vedere direttamente gli esami eseguiti e senza un accurato esame clinico.
Da i sintomi che descrive è suggestivo pensare alla sindrome del tunnel tarsale, ma a distanza,come Le dicevo, non è possibile confermarlo.
Con cordialità
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo; Consulente medico legale
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[#2] dopo  
Utente
Buonasera dottore, la ringrazio per avermi risposto. Mi rendo conto della difficoltà di cui lei parla, comunque il sintomo iniziale è stata la fitta e le scosse dietro al malleolo col dolore sotto il fascio plantare e alla base dell'alluce, ho avvertito solo questo per almeno 4/5 mesi successivamente poi il dolore si è irradiato al polpaccio fino a livello del ginocchio (sempre in linea con il punto dove avvertivo la scossa alla caviglia). L'ortopedico che ho visto mi ha già messo in lista per il primo intervento, assicurandomi che così risolverò tutti i miei problemi, io posso solo sperare che sia così perchè in questi mesi ho ricevuto moltissime diagnosi e mi hanno fatto fare anche esami molto specifici come i potenziali evocati motori per escludere una sclerosi multipla! Un altro medico credeva potessi avere la siringomielia...insomma dopo aver temuto queste malattie orribili ben venga se è solo questo il problema! Lei si sente di rassicurarmi, sempre considerando i limiti di una valutazione on-line?

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Dr. Giovanni Migliaccio

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Gentile signora,
sempre nei limiti della consulenza a distanza, penso di poter escludere quelle malattie, ipotizzate, non si sa bene poi, su quale base clinica.
Cordialmente
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo; Consulente medico legale
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[#4] dopo  
Utente
Dottore la ringrazio per le risposte che mi sta dando, ho appena sentito il neurologo con cui ero in cura e lui mi sconsiglia di effettuare subito l'intervento e mi propone di intervenire prima con i farmaci, come già sto facendo con lyrica, magari aumentando la dose, cercando di liberare i nervi così. L'ortopedico che mi vuole operare invece, sostiene che bisogna liberare i nervi perchè è presente una bella compressione ormai da mesi, che causa una latenza di 5 ms nella trasmissione del segnale, emersa nell' ENG. Lei quale tesi appoggerebbe, quella del neurologo o quella dell'ortopedico?

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Dr. Giovanni Migliaccio

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Cara signora,
i farmaci non "liberano" un nervo intrappolato o compresso, ma possono alleviare temporaneamente il dolore.
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo; Consulente medico legale
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[#6] dopo  
Utente
Buonasera, era quello che mi serviva sapere per fare l'intervento. Dopo 8 mesi non c'è più da fare prove ma bisogna risolvere il problema! La ringrazio arrivederci.

[#7] dopo  
Utente
Buongiorno dottore, lunedi ho eseguito l'intervento di neurolisi del tibiale posteriore e volevo farle alcune domande. Mi hanno prescritto una cura con ALA 600 1 compressa al giorno, Nicetile 2 compresse al giorno e le punture per la trombosi, purtroppo ho dimenticato di chiedere se potevo continuare ad assumere lyrica 25+25 come ho fatto finora. Il mio medico curante dice di no perchè i farmaci prescritti hanno la stessa funzione, ma io non credo sia così e non vorrei che si risvegliasse il dolore al piede sano su cui poggio tutto il peso. Altra cosa importante, sulla lettera di dimissione c'è scritto carico libero sul piede e anche a voce mi hanno detto che il piede lo devo poggiare, senza caricare troppo il peso, però io sono 1 pò incerta perchè una mia amica che ha subito la mia stessa operazione pochi giorni prima di me in un altro ospedale le hanno detto di non poggiare il piede per 7 giorni, poi cominciare a poggiarlo e dopo altri 7 giorni cominciare a camminare in piscina! Non so proprio come comportarmi soprattutto perchè in alcuni movimenti e se col piede poggiato a terra va un pò di peso in più, parte una fitta gelata che percorre tutto il nervo! Sinceramente questa cosa mi preoccupa non poco, ho paura che il nervo possa essere stato danneggiato, lei cosa ne pensa è normale avvertire questa sensazione? E soprattutto si toglierà? Per quanto mi consiglia di stare con le stampelle?