degenerazione discale

buongiorno sono una ragazza di 27 anni con 2 discopatie l4/l5/s1 che mi portano parestesia alla gamba sinistra da 6 mesi. ho fatto una visita dal neuroradiologo dove in seguito alla visualizzazione della rm ha detto che il disco l5/s1 ormai è troppo degenerato e disidratato e non tocca tanto il nervo sciatico, invece il disco l4/l5 è ancora abbastanza grande anche se disidratato e che sporge sulla radice . mi ha consigliato o di tenermelo così aspettando che cambi qualcosa o in negativo o in positivo, oppure un intervento per via percutanea tac guidato per, come dire, togliere la parte che tocca il nervo e quindi assottigliare il disco. ora io chiedo se dovessi fare questo tipo di intervento, cioè assottigliare il disco "ancora grande" potrei peggiorare la situazione visto che sono ancora giovane? cioè nella mia ignoranza sto accelerando la degerazione del disco. e poi l'altra domanda è invece se rimanendo così, cioè che non posso camminare per 100 metri che non sento più il piede, potrei danneggiare di più il nervo? sono confusa e ho paura di sbagliare il qualsiasi caso...grazie
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Gentile signora,
un neuroradiologo non ha la competenza chirurgica necessaria per le patologie della colonna vertebrale.
Pur se Lei ha trascritto il referto della RM a parole sue, quanto evidenziato alla RM non sembrerebbe trattabile con la metodica indicata dal radiologo.
Anche il parere prognostico di tale collega non mi trova d'accordo poiché non certo si deve attendere un peggioramento clinico (che può essere di estrema gravità), per intervenire.

Lei dice che "non sente più il piede". Questo potrebbe essere un segno di una importante iniziale lesione nervosa che potrebbe peggiorare.

A distanza non ho elementi concreti per una diagnosi e una indicazione terapeutica precise sul Suo caso, ma Le consiglio di contattare un neurochirurgo.

Disponibile per eventuali ulteriori chiarimenti, invio cordiali saluti
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dopo
Utente
Utente
il neurochirurgo opererebbe solo se lo voglio, se no anche per lui potrei attendere l'evolversi della situazione. il problema della lesione al nervo si sente solo quando cammino o da sdraiata se porto in retroversione il bacino. da seduta o sdraiata correttamente la sensibilità torna normale e sto bene. mi hanno spiegato che lo sento in certe situazione perchè il carico è maggiore quindi tende a schiacciare di più il disco e quindi a comprimere la radice. quindi lei non è d'accordo con la tecnica percutanea? il neuroradiologo dice che questa tecnica ha quasi la stessa finalità della tecnica tradizionale, almeno nel mio caso, perchè l'ago che andrà ad inserire ha all'estremità una sorta di piccola vite che serve a "trivellare"e aspirare parte del disco erniato (certo sono parole mie ma è per far capire il concetto) sono ancora più confusa, non so a chi affidarmi...
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Gentile signora,
Chiunque ha diritto di rifiutare una terapia, ma qui mi pare che il chirurgo lasci a Lei la scelta, il che farebbe capire che per lui non c'è indicazione a operare, però se proprio vuole....

Non è certamente un comportamento corretto.

Ho già espresso il mio parere nella replica precedente.
Non ho molto da aggiungere.

Faccia le Sue scelte come crede.

Con cordialità
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dopo
Utente
Utente
ma lei che ne pensa della tecnica percutanea di decompressione meccanica? cioè se devo scegliere è ovvio che scelgo il tipo di intervento meno invasivo. ma secondo lei il neuroradiologo ha ragione a paragonare i due tipi di interventi ritenendo che avrei più o meno gli stessi risultati? visto che lei è un neurochirurgo, visto i miei sintomi, mi opererebbe con tecnica tradizionale?
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Non so come la opererei se non vedo gli esami e senza visitarLa.
Le tecniche percutane hanno precise indicazioni e non sono applicabili in ogni occasione.
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Utente
Utente
grazie per le sue risposte dottore, ma ancora sono confusa! tralasciando l'argomento operazioni, le descrivo i miei sintomi perchè secondo me chiunque abbia avuto un'ernia non li ha mai avuti. le spiego... ho dolore lungo la radice L5 accertato da tutti i medici. la cosa strana è che la parestesia al piede la sento solo se vado in retroversione del bacino, se stiro la colonna verso l'alto e molto marcatamente quando cammino per più di 100 metri a passo costante. mi si addormenta dal ginocchio al piede le prime 3 dita. per farlo "svegliare" devo attuare la manovra di inclinazione in avanti come se dovessi toccarmi le punte dei piedi, così torna tutto alla normalità fin quando non ricompare con qualche posizione sbagliata! da sdraiata o seduta è tutto normale. ora io le chiedo secondo lei è un sintomo da ernia? come fa questo disco a comprimere la radice solo in determinate posizioni? si muove? dipende dal carico? mi aiuti a capire lei...
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Gentile signora,
i sintomi che riferisce possono starci benissimo con la diagnosi di ernia del disco.
Infatti (in parole semplici) i movimenti che accentuano la sintomatologia possono essere dovuti, non all'ernia che si muove, ma alla radice nervosa che, a seconda dei movimenti della colonna vertebrale, si avvicina o si allontana dal disco erniato.
Cordialmente
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dopo
Utente
Utente
scusi dottore se replico di nuovo, ma l'operazione si avvicina e io ho sempre più dubbi! quest'ernia mi è uscita fuori circa 6 anni fa, sono stata a letto per 3 mesi poi tramite tens, ultrasuoni e punture tutto è tornato alla normalità. per tutti questi anni è come se non avessi avuto niente, poi all'improvviso dopo una lunga camminata o forse i tanti sforzi da trasloco, si è ripresentato il dolore di tanti anni fa. ma la cosa strana è che adesso dopo 8 mesi non ho dolori ma questa parastesia alla radice l5 con tutti i sintomi descritti nei precedenti consulti. dalla nuova risonanza rispetto a 6 anni fa non è cambiato nulla, io mi chiedo perchè adesso ho questi sintomi e prima non li ho mai avuti visto che l'ernia non ha cambiato mai posizione o consistenza? cioè se è vero che i sintomi sono duvuti allo spostamento della radice vicino l'ernia, prima ad ora perchè non ci sono mai stati? il mio dubbio sta nel fatto che il problema non sia veramente questa ernia...
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
E' difficile dare una risposta esauriente a distanza.
L'andamento clinico dell'ernia discale può essere caratterizzato da periodi di assenza di sintomi e da periodi di riacutizzazione.
Inoltre, anche se non è la regola, l'assenza o la scomparsa del dolore può non essere un buon segno, in quanto la radice nervosa sofferente per la compressione da parte dall'ernia, non conduce più la sensazione <dolore> al cervello che quindi non lo riconosce .

Cordialmente
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Utente
Utente
Gentile dottore, sono stata sottoposta all'intervento percutaneo, anzi non sono stata sottoposta proprio a nulla! Praticamente nel momento in cui doveva entrare l'ago fino al disco, questo incontrava radici nervose, infatti per 3 volte mi tremava il muscolo femorale. Il dottore ha deciso di non farmelo in quanto poteva procurare danni. Mi ha detto che è la disposizione anatomica della mia schiena e non è possibile il passaggio, capita nelle persone magre! Io sono rimasta basita, angosciata non sapevo cosa pensare visto la delusione. In effetti l'ago doveva entrare molto distante lateralmente al disco, e non sono la prima ad essere magra. Come può essere tutto ciò?
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Gentile signora,
non so che dirLe.
Mi aveva chiesto un parere e gliel'ho dato, pur nei limiti della consulenza a distanza, ipotizzando che l'intervento percutaneo non fosse indicato.
Mi sa che avevo ragione.

Auguri
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dopo
Utente
Utente
Per lei non era indicato in base al tipo ernia, qui sto dicendo che l'ago non riusciva ad attraversare il percorso x arrivare al disco perché pizzicava radici nervose. Io le vhiedevo come è possibile? Non sono l'unica persona magra. Può essere quello che ha detto il neuroradiologo, cioè che è la mia disposizione anatomica ad averlo impedito? Io non mi rassegno a questa cosa, ho i miei dubbi... invece le volevo chiedere della microchirurgia cosa ne pensa?
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
No so che dirLe. La metodica utilizzata è stata verosimilmente quella di una discolisi e il fallimento della stessa non dipende né dalla conformazione della colonna vertebrale né dalla magrezza.
Semmai maggiori difficoltà si possono riscontrare in individui obesi.
Cosa penso della microchirurgia? Tutto il bene possibile! (quando ci sono le indicazioni ad effettuarla)

Cordialmente
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dopo
Utente
Utente
Un'altra domanda dottore....lei opererebbe una protrusione? È possibile che io mi senta dire da tutti che la mia è una piccola ernia o protrusione che non può rovinarmi la vita da quasi un anno? Io guardo e riguardo l'immagine della risonanza, ovviamente non ne capisco, effettivamente l'ernia è minima. Ma allora cosa dove devo cercare le risposte o la cura giusta? Alcuni dicono che può esserci l'edema della compressione, ma quanto può durare? Io sto per impazzire non so più che tipo di terapia fare, le ho fatte tutte, non so a che dottore rivolgermi, tutti mi dicono tutto e niente...sono esausta...
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Signora, non ho molto da aggiungere a quanto detto finora.
Se vuole un mio parere obiettivo non Le rimane che farsi un viaggetto a Milano.

Cordialità

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