2014 si è operata d'urgenza di ernia discale l5 s1

Buongiorno, mia moglie a settembre 2014 si è operata d'urgenza di ernia discale L5 S1, con interessamento della gamba sinistra e viscerale sempre a sinistra.
Dopo l'intervento chirurgico ho notato il ritorno di un dolore lombare sempre sul lato sinistro, mai del tutto cessato, anche se molto affievolito.
Ad un anno e mezzo dall'intervento questo doloretto, accompagnato frequentemente da dolori a macchia di leopardo a piede e gamba sinistra, e da intensi e dolorosi crampi notturni, è culminato nell'estate del 2016 con un blocco risolto con farmaci ed allungamenti in acqua.
Ha effettuato 3 visite di controllo con il neurochirurgo dell'Ospedale di Pisa Cisanello, e lui l'ha sempre rassicurata dicendo che si trattava di normali postumi dovuti probabilmente alla cicatrizzazione, che si sarebbero con il tempo attenuati.
Mia moglie è però molto sconfortata e vorrei chiedere quale esame clinico effettuare per rilevare eventuali aderenze o far emergere le cause della persistenza del dolore che provoca un irrigidimento della colonna, il dolore persostente quando si alza in piedi da posizione seduta e vice versa, ed anche quando si trova a girarsi nel letto.
Vorremmo infine chiedere quali tecniche d'intervento vengono proposte nel caso in cui si trattasse di aderenze cicatriziali e quale sarebbe un ospedale nel quale adottano la tecnica considerata più risolutiva.
Preciso che mia moglie ha rispettato tutte le indicazioni post operatorie e che, quando consigliata dallo specialista ha ripreso ad effettuare sedute di finnastica dolce e nuoto in piascina.
Ringrazio gli specialisti che portanno fornire un consiglio ed i lettori che portanno condividere la loro esperienza.
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Egr. signore,
credo che la prima cosa da fare sia sottoporsi a una RM lombare con mezzo di contrasto.
Se la causa dei sintomi di Sua moglie dovessero essere solo gli esiti cicatriziali (evento possibile ma poco probabile dopo oltre due anni dall'intervento), la soluzione può essere chirurgica le cui tecniche però vanno valutate da caso a caso.

Disponibile per eventuali ulteriori chiarimenti, invio cordiali saluti
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dopo
Utente
Utente
Grazie Dr. Migliaccio, mia moglie si sottoporrà al priù presto alla RM con mezzo di contrasto, cone da lei consigliato.
La teniamo informato.
Grazie ancora
Claudio
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dopo
Utente
Utente
Mi scusi Dr. Migliaccio, ma il medico curante di mia moglie le ha prescritto una RM senza mezzo di contrasto e vorrei sapere prr favore cosa comporta l'assenza del mezzo di contrasto ai fini di una diagnosi accurata della patologia.
La ringrazio anticipatamente della sua gentilezza.
Clauduo
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Il mezzo di contrasto servirebbe per distinguere le cicatrici dall'ernia.
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dopo
Utente
Utente
Grazie infinite Dr. Migliaccio.
Insisteremo con il medico.
Claudio
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dopo
Utente
Utente
Buonasera, finalmentw mia moglie ha ricevuto la risposta della RM e noi siamo ancora più nella confusione perchè sembra escludere che i dolori che l'affliggono siano causati dalle cicatrici:
RM RACHIDE LOMBO-SACRALE SENZA E CON MDC
Canale rachideo di ampiezza nei limiti. Rachide rigido con riduzione della fisiologica lordosi lombare.
Atteggiamento scoliotico destro-convesso
Regolare il segnale del cono midollare, che termina a D12-L1, e della cauda.
Esiti di flavolaminectomia sinistra L4-L5 con lieve deformazione del sacco durale verso la breccia operatoria;
modesti esiti fibrotici a livello dello spazio epidurale laterale ed antera-laterale sinistro senza evidenti segni di
conflitto radicolare. Si associa riduzione in altezza dello spazio intersomatico L4-L5 con alterazioni distrofico-
degenerative delle limitanti somatiche affrontate.
Segni di artrosi intersomatica con iniziale osteofitosi somato-marginale maggiormente rappresentata sul versante
anteriore ed impegno degenerativo interapofisario più evidente nel tratto L4-S1.
Sostanzialmente conservati in altezza i restanti spazi intersomatici con segni di disidratazione a carico del nucleo
polposo dei dischi in esame.
A L1-L2 bulging discale circonferenziale con piccola focalità paramediana sn che posteriormente determina
impronta sul profilo anteriore del sacco durale
A L3-L4 bulging discale circonferenziale che posteriormente determina lieve impronta sul profilo anteriore del
sacco durale e postero-lateralmente si estrinseca nella porzione inferiore di ambedue i forami di coniugazione, in
modo prevalente sul lato sinistro, senza tuttavia prendere contatto con le radici nervose corrispondenti.
A L4-L5 protrusione discale ad ampio raggio paramediana dx che posteriormente determina impronta sul profilo
anteriore del sacco durale e postero-lateralmente si estrinseca nella porzione inferiore di ambedue i forami di
coniugazione senza prendere contatto con le radici nervose corrispondenti.
A L5-S1 protrusione discale ad ampio raggio che posteriormente determina impronta sul profilo anteriore del sacco
durale e postero-lateralmente si estrinseca nella porzione inferiore di ambedue i forami di coniugazione senza
prendere contatto con le radici nervose corrispondenti.
Segni di infiltrazione adiposa a carico della muscolatura paravertebrale.
Dopo somministrazione di MDC paramagnetico non si osservano patologici enhancement contrastografici."
A questo punto temiamo che i dolori siano causati da una delle protrusioni.
cosa ci consiglia?
La ringraziamo anticipatamente.
claudio e consorte
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Egr. signor Claudio e Gentile consorte,

dovrei vedere le immagini e valutare clinicamente la signora, ma da quanto riportato nel referto, è suggestivo pensare che i sintomi riferiti siano causati dagli esiti cicatriziali.
Poi bisognerà valutare quale delle protrusioni descritte , ha un effetto quanto meno irritativo sulle radici nervose e sul sacco durale ( dove sono contenute radicole nervose) .

A distanza non so dire di più.

Una buona giornata
[#8]
dopo
Utente
Utente
Grazie infinite per il momento Dr. Migliaccio, la contatteremo in privato.
Claudio

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