dolore lombare acuto occasionale post-incidente

Gentili Dottori, attualmente ho 26 anni. Due anni fa, a febbraio 2015, sono stato tamponato ad elevata velocità mentre ero in fila in auto. In ospedale indicano cervicalgia e lombalgia posttraumatica, consigliandomi trattamento farmacologico insieme a tens tecar e massoterapia. La rx cervicale e lombosacrale riporta verticalizzazione del rachide cervicale con riduzione ampiezza C5-C6; riduzione della curva sagittale lombare con slargamento versante posteriore dello spazio discale L5-S1 e riduzione ampienzza discale L4-L5.
Il dolore nei mesi a seguire con le terapie indicate non migliora, o lo fa momentaneamente per poi peggiorare dopo qualche giorno. A giugno 2015, rimango bloccato alzando delle sedie. Rimango a letto per 3/5 giorni, non riuscendo neanche a stare in piedi senza un aiuto, fino a fare delle iniezioni di cortisone e muscoril per stare meglio. Faccio una RMcervicale e lombare che evidenzia:bulging discoanulare C3/C4 e C4/C5;protrusione posterolaterale destra C5/C6 e C6/C7;riduzione spessore disco intersomatico L4/L5, mimimo bulging discoanulare L2/L3,protrusione posterolaterale e intraforaminale destra disco L3/L4 con accenno estrusivo erniario e conflitto con radice omolaterale L4alla sua emergenza dal sacco durale e radice omolaterale di L3 in sede intraforaminale. Estrusione erniaria posteriore mediana paramediana e laterale destra L4/L5 con conflitto con radice nervosa L5 destra, infine protrusione discoanulare posteriore L5/S1.
Ritorno dal fisiatra che mi consiglia altri trattamenti fisioterapici strumentali.Scontento e perplesso sulla sua competenza, mi rivolgo ad un fisioterapista-osteopata che mi inizia a trattare manualmente e secondo cui il vero problema era la postura e l'ernia post incidente. Risolvo e sto bene per almeno un anno, continuando ad andare da lui mensilmente e facendo stretching a casa. Ho cambiato sport, prima dell'incidente facevo boxe, dopo ho iniziato in piscina.
Il problema vero si presenta da dicembre 2016. In occasione di una corsetta avverto dolore a schiena e gamba. Rimango per due giorni a letto e risolvo con le solite iniezioni, ma il dolore persiste per diversi mesi interessando glutei gamba posteriore ed anteriore a partire dall'inguine. Faccio sedute di fisioterapia manuale che alleviano per un po il dolore che poi dopo qualche settimana si ripresenta, con un carattere costante. Puntualizzo che prima di allora, il dolore aveva sempre interessato esclusivamente la schiena e non era mai sceso fino al ginocchio, come ora. Il dolore più che acuto come solitamente accadeva, ora sorge gradualmente per persistere per diversi giorni e settimane. A giugno 2017 faccio una nuova RMlombosacrale che indica che la situazione è molto peggiorata, in particolare l'ernia L4/L5 e relativa radice nervosa L5. Aspetto estrusivo erniario L3/L4 con conflitto omolaterale con radice L4 e L3. Bulging discoanulare posteriore L2/L3. Protrusione discoanulare L5/S1.
Quello che mi e vi chiedo è come sia possibile che dopo due anni di terapie e riabilitazione in piscina senza aver fatto sforzi fisici o lavori pesanti (infatti studio e lavoro tuttavia passando un bel po di tempo seduto) la situazione non sia migliorata e l'ernia regredita ma il quadro completo peggiorato in termini oggettivi e soggettivi. Avete suggerimenti, terapie e trattamenti da consigliare? Fino ad ora ho sempre dubitato dell intervento mininvasivo per assorbire l'ernia ma ora esausto ci sto pensando. Cosa ne pensate e sentite di dirmi a riguardo? Qualunque vostro consiglio è per me molto importante, visto che questa situazione come ben sapete è invalidante e obbliga a cambiare le abitudini di vita anche più semplici. Vi ringrazio in anticipo per la vostra disponibilità.
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Gentile ragazzo,
verosimilmente, vista anche l'età, le ernie diagnosticate sono di origine post traumatica e, nel caso, risarcibili.
Al di là di questo aspetto assicurativo e medico -legale, un disco estruso non "rientra" con nessun tipo di terapia conservativa. Le procedure fisioterapiche possono alleviare la sintomatologia dolorosa come i farmaci,ma agiscono entrambi sui sintomi e non sulla loro causa.
Per quanto riguarda i cosiddetti interventi miniinvasivi essi hanno precise indicazioni che vanno valutate, ma tenga presente che la cosiddetta tecnica tradizionale è di per se stessa miniinvasiva perché utilizza il microscopio operatorio che consente di avere sottocontrollo tutte le strutture limitrofe del campo operatorio.

Una buona domenica
[#2]
dopo
Utente
Utente
Gentile Dott.re Migliaccio, la ringrazio per aver risposto al consulto che ho presentato. Ne approfitto per presentarle alcuni miei dubbi nella speranza che possa rispondermi o che possa rispondere qualche altro professionista.
1) Ho spesso sentito dire che un ernia può "scomparire" con le dovute accortezze e trattamenti (non chirurgici), dalla sua esperienza ciò è vero? e se si in che percentuale di casi e da cosa potrebbe dipendere?
2) Secondo, mi è stato spesso sconsigliato da medico di base, fisiatra e fisioterapisti di intervenire chirurgicamente poichè l'intervento andrebbe lasciato come ultimo trattamento in caso non si risolva in altro modo e si presenti una sintomatologia grave. In quanto ci sarebbe il rischio di alterare un equilibrio funzionale delicato. Immagino ci siano pareri diversi tra le diverse specialità mediche ed è per questo che scrivo qui in attesa di altri pareri professionali.
3) Infine, crede che il peggioramento della mia condizione (descritto alla fine del post) in termini di dolore non acuto ma costante per diversi giorni o settimane ed inguinale, è imputabile al peggioramento oggettivo riportato dalla RM mediante compressione di altre radici nervose o ad altro?
Ringrazio in anticipo lei della disponibilità che vorrà prestare e chiunque altro abbia intenzione di farlo. Questo sito con i vostri consigli e chiarimenti è una preziosa risorsa per chi non è un esperto. Un caro saluto
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Lei chiede:
1) Ho spesso sentito dire che un ernia può "scomparire" con le dovute accortezze e trattamenti (non chirurgici), dalla sua esperienza ciò è vero? e se si in che percentuale di casi e da cosa potrebbe dipendere?
Le rispondo:
L'ernia non scompare, può perdere la sua, diciamo, forza compressiva, ma può anche calcificarsi e rendere più pericolosa la compressione sulla radice

Lei chiede:
2) Secondo, mi è stato spesso sconsigliato da medico di base, fisiatra e fisioterapisti di intervenire chirurgicamente poichè l'intervento andrebbe lasciato come ultimo trattamento in caso non si risolva in altro modo e si presenti una sintomatologia grave. In quanto ci sarebbe il rischio di alterare un equilibrio funzionale delicato. Immagino ci siano pareri diversi tra le diverse specialità mediche ed è per questo che scrivo qui in attesa di altri pareri professionali.

Le rispondo:
Chi non ha esperienza chirurgica , per serietà professionale, dovrebbe pensare a non sbilanciarsi su indicazioni terapeutiche che non conosce.

Lei chiede:
3) Infine, crede che il peggioramento della mia condizione (descritto alla fine del post) in termini di dolore non acuto ma costante per diversi giorni o settimane ed inguinale, è imputabile al peggioramento oggettivo riportato dalla RM mediante compressione di altre radici nervose o ad altro?

Le rispondo:
Molto verosimilmente si, ma io le diagnosi le faccio visitando il paziente

Buona Giornata
[#4]
dopo
Utente
Utente
Dottore la ringrazio ancora per la chiarezza e la sua attenzione nel rispondermi. Credo a questo punto che la cosa migliore per me, in particolare da quanto la sua esperienza comunica, sia consultare un neurochirurgo.
Buona giornata a lei e grazie ancora

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