Utente 435XXX
Salve. L’ 11 Agosto ho avuto un incidente in bici, una macchina mi è venuta addosso. All’ ospedale San Bortolo di Vicenza dopo la TAC, mi hanno diagnosticato frattura da compressione vertebra C3, e crepa su C2 senza lesione al midollo. Dopo 3 giorni mi hanno messo un collare Philadelphia.Quando ho ripreso a deambulare al Maria Teresa Di Calcutta a Schiavonia mi mandano a casa, e raccomandano riposo. Prescrivono esami del sangue ogni il Lunedì per 6 settimane, e ciò mi ha costretto a far movimento.Dopo 7 settimane alla visita col Neurochirurgo, guardando la TAC effettuata 2 settimane prima e quella del giorno del trauma, ha rilevato cifosi alla C3, non grave, ha detto che può stare così, basta che non si inclini di +. Prescritta TAC a 40 giorni, ed altra visita. Se avvertivo formicolio a gambe o braccia dovevo andar all’ ospedale. Mi ha detto di evitare ogni sforzo/stare a letto il + possibile. Sforzi evitati, stavo a letto, seppur scendeva qualche oretta, stando però attento a tenere la testa dritta.
Prima dei 40 gg avverto lieve formicolio a mani, dopo un paio d’ ore spariva, in caso ritornava + tardi.
Un sabato (il 30/35esimo giorno dopo la visita) il formicolio (lieve, a tratti difficile da percepire) è arrivato alle 12, e la sera ancora non era passato. Vado al Pronto Soccorso,dopo aver spiegato tutto mi tastano le mani per testare la sensibilità. Segue TAC confrontata con la precedente, e con TAC del dì del trauma. La vertebra non si era inclinata di +, ed il processo di “saldatura” era avanzato rispetto all’ ultima TAC. Dissero di star calmo, che è stata l’ ansia ed il panico, mi tranquillizzai, il formicolio sparì.
Al dì dopo ho ripercepito quel lieve formicolio la sera. Da lì ogni dì, a tratti, avverto lieve formicolio. Dopo quel sabato ho pensato che il peggio fosse passato e l’ intervento con approccio anteriore scongiurato, così non sono + stato sempre a letto. Su 24h, 12h a letto, 12 no, feci un moderato movimento in casa, prestando sempre attenzione a tenere la testa ed il collo dritti. Continuo a percepire lieve formicolio a mani almeno 1 volta al dì, non dura solo pochi minuti. Ho paura x intervento con approccio frontale x raddrizzare la vertebra se inclinata dopo quel sabato/ultima TAC. Dormo senza cuscino a pancia in su, per star dritto. Mi sveglio girato su un fianco (strano, sto sempre dritto a letto) e con un leggero formicolio (10.45 circa) proseguito fino a 5 minuti fa (13.46) quando tornato a letto. Possibile che dopo l’ ultima TAC di quel sabato, visto il poco riposo la vertebra si è inclinata di + nonostante la testa sempre dritta ? Sono 111 dì dal trauma, 96 da quando tornato a casa, rischio ancora inclinazione della vertebra con rischio che tocchi il midollo ? Il formicolio lieve dipende da paura/ansia/panico o altri problemi !? Sempre stato lieve a tratti percepibile solo se palmi dl mani toccano. Rischio intervento o paralisi ? Il dubbio e la paura per un intervento con approccio anteriore mi consumano dentro..

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Dr. Lorenzo Nigro

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Gent. paziente,

La risposta ai suoi quesiti è nella valutazione della tc cervicale o rm cervicale. Solo valutando questi esami è possibile sapere se la frattura e la cifosi sta determinando compressione sul midollo o sulle radici nervose e quindi causa il formicolio. Nel caso in cui non mostrano compressione allora il formicolio può essere imputato, così come lei dice, a paura/ansia. Allo stesso modo la tc o la rm cervicale permettono di capire se la frattura è in via di ossificazione o meno e quindi di capire se c’è ancora un rischio “di inclinazione della vertebra”. Nel caso in cui mostrano i segni della fusione ossea questo rischio si riduce.

Cordiali saluti
Dr. Lorenzo Nigro
Neurochirurgo
Centro Chirurgico Toscano, Arezzo
nigro.nch@gmail.com