Utente 502XXX
Buonasera. A fine Giugno 2018 mia madre si sottopone ad intervento neurochirurgico di asportazione di meningioma iperostosante della piccola ala sfenoidale e dell’orbita sinistra . Dopo l’intervento i medici hanno detto che sarebbe stato normale l’occhio nero e una raccolta di liquido nel volto che si sarebbe riassorbito col tempo. Tuttavia, dopo circa 6 mesi, a dicembre 2018, la raccolta sottogaleale in sede di ferita ha iniziato a spurgare fuoriuscendo molto pus . Da quel giorno in poi la ferita è stata regolarmente medicata con Betadine. Il neurochirurgo una volta vista la ferita ci disse TAC e RM mostrano unicamente una reazione infiammatoria a livello del lembo. È necessario un nuovo ricovero per risolvere l’infezione . Alla fine del secondo intervento, i medici ci dicono che la presunta infezione non riguardava affatto la protesi ma che era intracutanea. Addirittura si è parlato di una possibile puntura d’insetto , nel senso che non aveva assolutamente a che fare con l’intervento. Una volta individuato il batterio (sotto menzionato), le è stato prescritto un antibiotico specifico che ha preso per un tot. di giorni. Il problema è che tutt’ora (maggio 2019) la ferita non si richiude e continua a produrre pus anche se in minime quantità. Resta quindi un costante gonfiore in sede di ferita. Il neurochirurgo non si è ancora espresso ma sarebbe propenso ad un terzo intervento per rimuovere la protesi (lasciandola letteralmente con un buco in testa) per poi rioperarla una quarta volta per impiantare una nuova protesi. Secondo voi, la situazione sarebbe risolvibile in altra maniera? Evitando così altri due interventi così delicati e dal decorso post operatorio così pesante, pericoloso e rischioso.
PS: Vi allego alcuni dati che possono esservi utili e i materiali utilizzati nell’intervento.

Materiali usati nell’intervento:
- TISSEEL adesivo tissutale 4ml
- Floseal Hemostatic Matrix 5ml
- MatrixNEURO SterileKit standard, 4mm (x3)
- Neuro-Patch 6x8cm (fatto da AESCULAP AG)

Esame colturale frammento tissutale (del 2 intervento):
Esito: Positivo
Tempo di positivizzazione (ore,min): 2,07
Staphylococcus aureus (resistente a meticillina)
Antibiotico prescritto: Macladin (Claritromicina)

Per qualsiasi ulteriore info, resto a disposizione grazie.

[#1]  
Dr. Giovanni Migliaccio

Referente scientifico Referente Scientifico
56% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
MESSINA (ME)

Rank MI+ 96
Iscritto dal 2006
Prenota una visita specialistica
Infezione cutanea o no, il lembo osseo doveva essere rimosso. Lo faranno adesso ? Giusto! Una volta guaita l'infezione, almeno dopo 6 mesi, si potrà riapporre la protesi.
La lacuna cranica (il buco come lo definisce Lei) non comporta particolari problemi se non una maggiore attenzione nell'evitare traumi in quella sede.
Cordialmente
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo; Consulente medico legale
studio@giovannimigliaccio.it -- www.giovannimigliaccio.it
sede principale: Milano

[#2] dopo  
Utente 502XXX

Grazie per la risposta tempestiva. Mi chiedo a questo punto come mai nel secondo intervento questo non sia accaduto?

[#3]  
Dr. Giovanni Migliaccio

Referente scientifico Referente Scientifico
56% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
MESSINA (ME)

Rank MI+ 96
Iscritto dal 2006
Glielo chieda ai medici che hanno in cura Sua madre.
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo; Consulente medico legale
studio@giovannimigliaccio.it -- www.giovannimigliaccio.it
sede principale: Milano