Protesi lombare l5-s1

Salve,
Sono un 33enne (188cm, 70kg) che soffre di mal di schiena e sciatalgia da circa un anno ora.
10 mesi fa mi sono sottoposto ad un intervento di microdiscectomia al livello L5-S1 per via della presenza di un'ernia di 14mm.
L'intervento purtroppo non ha portato ai risultati voluti e da più o meno 3 settimane dopo l'operazione il dolore alla schiena è tornato insieme alla sciatalgia.
Dall'ultima risonanza fatta a marzo 2021 si vede una severa degenerazione del disco con predita d'altezza, ed un'ernia recidiva.
Da marzo fino ad oggi ho cercato di curari i dolori con iniezioni nelle faccette, iniezioni sulla radice del nervo S1 e fisioterapia ma con poco successo.
Gli ultimi pareri che ho ricevuto sono di fare una TLIF sul livello L5-S1 oppure un TDR (protesi del disco lombare) con approccio anteriore.
A questo punto il TDR mi sembra la soluzione migliore dato che non ho nessuna degenerazione delle faccette e tutti gli altri dichi sono perfetti.
La mia paura più grande nel fare un TLIF è che tra 5-10 anni mi ritrovo con il livello L4-L5 da operare.

Vorrei capire meglio quale sia la scelta migliore.
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Dr. Vincenzo Della Corte Neurochirurgo 6,2k 211 2
Sarei un po' perplesso per una "artroplastica" a L5-S1, specie alla (e non solo) Sua età.
Se il disturbo è il dolore, restando integre le funzioni delle radici nervose, penserei di rivolgermi ad un Neurochirurgo della Sua zona che sia esperto anche in terapia del dolore e che sia in grado di eseguire un eventuale trattamento con tecnica mininvasiva.
Non mi rivolgerei in prima battuta ad una chirurgia così (per il paz.) impegnataiva, come quella da Lei citata.
Se ha piacere, dia pure ulteriori notizie.
Cordialità.

Dr. Della Corte: vincenzodellacortemi@libero.it
Case di Cura: "La Madonnina Milano-02/58395555
"Villa Mafalda" ROMA-06/86094294

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dopo
Utente
Utente
Grazie mille per aver risposto velocemente dottore.
Cosa intende per trattamento con tecnica mini-invasiva? Microdiscectomia oppure una discectomia endoscopica?
Sono perplesso per quanto riguarda un intervento correttivo, anche se mini-invasivo, dato che mi è stato detto che per via della fibrosi epidurale l'apertura che viene fatta è maggiore e c'è necessità di rimuove del materiale da una delle faccette nonché dal disco (il quale è già severamente disidratato), cosa che può provocare instabilità. In più, prima del primo intervento (microdiscectomia mini-invasiva) non avevo mal di schiena dovuto da discopatia, questi sintomi sono apparsi dopo l'intervento. Posso solo aspettarmi che se il primo intervento ha peggiorato la discopatia, un secondo intervento della stessa natura la peggiorerà ancora di più.
Non vorrei fare una fusione per via della natura estrema dell'intervento, dei tempi di recupero e complicazioni che può avere.
Posso chiedere perché pensa che un'artroplastica non sia consigliabile? Ho consultato due chirurghi che la effettuano (uno im Germania) e mi è stato detto che è consigliata per pazienti giovani che soffrono di discopatia e sciatalgia.
Grazie ancora per l'interesse.
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Dr. Vincenzo Della Corte Neurochirurgo 6,2k 211 2
Per tecnica mininvasiva intendo una tecnica per cui, eseguendo un'incisione "minima" e soprattutto usando un'unità fluoroscopica o altro stumento visivo interno, si possa valutare la posizione ed il movimento degli strumenti chirurgici fino all'interno della colonna vertebrale.
Per "micro"chirurgia, intendo un intervento per cui viene utilizzato il MICRO-SCOPIO operatore durante l'intervento chirurgico e l'Operatore ha la visione diretta del campo operatorio, senza aver bisogno di un monitor per controllare il movimento degli strumenti chirurgici nel "corpo" dell'ammalato.
Per farLe un esempio, la "micro"chirurgia è equiparabile ad un osservatore che, disponendo di un buon binocolo, può ammirare "ingrandita" una valle sottostante alla cima di un monte. Egli vedrà più grande solo quello che potrebbe vedere ad occhio nudo. Ma non ammirare quello che viene "coperto" dal suo punto di osservazione. Quindi, se sulle pendici della montagna vi sono ad es. un bosco o degli speroni rocciosi che limitano la sua visione "diretta" della valle, sia ad occhio nudo, sia con binocolo, l'osservatore non li potrà vedere. Meglio ancora, per vederli "direttamente" (cioè senza ostacoli interposti) si dovrà spostare ed abbattere il bosco e gli speroni rocciosi. Parimenti, il Chirurgo, con la Micro-Chirurgia, abbisognando della visione diretta, dovrà allargarsi, abbattere strutture organiche.....
Da queste considerazioni, deriva che, ritornando sul medesimo campo operatorio, con la Micro-chirurgia, come credo Lei sia stato operato, si verificano (o probabilisticamente dovrebbero verificarsi) quegli effetti collaterali cui Lei stesso ha fatto cenno.

Con la Mini-invasiva, rimanendo all'osservatore sulla cima di un monte, si mette una telecamera, in pianura, per cui, osservando attraverso un monitor, si può osservare (e quindi si può agire) senza attentati boschivi o aggressioni alle rocce. Quest'ultima non è soltato una tecnica più avanzata perché l'unica incisione, al di fuori del profondo campo operatorio, è sulla cute (meno di un centimetro) ed i tessuti attraversati per arrivare sul campo operatorio non vengono tagliati (come nella micro...), ma solo scostati con il ritorno spontaneo (si riaccollano) alla loro sede naturale già alla fine dell'intervento. Ma soprattutto perchè permette di "lavorare" percorrendo una via chirurgica atraumatica, per il paz., senza attraversare tessuti che vengono lesi "solo" per arrivare al campo operatorio.

Come Lei stesso vede, la differenza fra i due metodi, è abissale. Il cannocchiale lo inventò (o lo riportò alla ribalta) Galileo nel '600, la telecamera, rectius, l'unità fluoroscopiaca è più recente ed, utilizzata, in maniera idonea, permette l'utilizzo (la concezione) di una tecnica prima non immaginata.

L'artroplastica è una fusione utilizzando anche materiale metallico.

Considerei a rischio un intervento per via anteriore, a L5-S1, per la possibilità di interferire col sistema nervoso autonomo e rischiare danni (tipo l'impotenza).

Forse mi sono dilungato, ma spero di avere quanto meno risposto ai Suoi principali quesiti. Tuttavia, vorrei concludere dicendoLe, anche se ho l'impressione che Lei non vi abbia fatto cenno, io mi sottoporrei, in prima battuta, ad un ciclo di infiltrazioni a livello della radice nervosa interessata. Molto spesso, la metodica dà soddisfacenti, se non addirittura buoni risultati.
Cordialità.

Dr. Della Corte: vincenzodellacortemi@libero.it
Case di Cura: "La Madonnina Milano-02/58395555
"Villa Mafalda" ROMA-06/86094294

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