Utente
Salve,
mi chiamo Isabella , 44 anni, una vita molto difficile. Un matrimonio poco felice, una figlia con handicap, genitori malati da quando io avevo solo 6 anni, un fratello a cui sono molto legata con quel famoso male incurabile ed estremamente aggressivo.
Insomma come si suol dire sono alla frutta, non riesco più asostenere il peso della mia vita, ho angoscia, ansia, depressione e piango in continuazione per un non nulla.
Ora credo proprio di aver bisogno di aiuto. Ho provato con i fiori di Bach , ma senza risultato.
Qualche anno fà in un altro momento molto difficile ho assunto per un anno il citalopran, e sono stata meglio (anche se sono ingrassata 5 chili) ora sono indecisa se riprendere o meno la terapia ho paura della dipendenza , ma ho paura anche di fare qualche gesto incontrollabile. Di arrabiarmi eccessivamente con le mie bambine , di spaventarle . Che devo fare ? Quanto tempo ha bisogno un farmaco per fare effetto?
Vi prego datemi un consiglio urgente, ho prenotato dal mio vecchio neurologo ma purtroppo le nostre asl a Bari prima di un mese non ti danno una mano.Grazie

[#1]  
Dr. Daniel Bulla

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Gentile Signora,
davvero una situazione molto difficile, è chiaro che lei necessita in questo momento di un supporto. Per quanto riguarda i farmaci io, più che il neurologo le consigliere uno psichiatra, ma se lei ha già una persona di fiducia va benissimo anche il neurologo. Purtroppo i tempi delle asl, anche se variano da distretto a distretto, sono a volte molto lunghi. Ha provato ad un CPS della sua zona? Altrimenti provi con un professionista privato.

Aggiungo che nel suo caso sembra indicata anche una consulenza psicologica, da affiancare all'eventuale trattamento farmacologico.

Cordialmente

Daniel Bulla

dbulla@libero.it
Cordialmente

Daniel Bulla

[#2]  
Dr. Massimo Muciaccia

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Gentile utente,

Gli antidepressivi non provocano dipendenza ed iniziano ad agire, in genere, dopo 10-15 giorni. Tuttavia, concordo con il Dr. Bulla che, nel Suo caso specifico, sarebbe utile associare alla terapia farmacologica una psicoterapia cognitivo-comportamentale, finalizzata a modificare determinate reazioni condizionate nei confronti dei problemi. Come è facile immaginare, tante persone hanno attraversato dei momenti di grande difficoltà nella propria vita e in questo senso è molto importante imparare a modificare le proprie reazioni psicologiche, vedere cioè un lato positivo in qualsiasi problema o un messaggio segreto di natura filosofica o religiosa che deve essere compreso. Capisco che questo è molto difficile, ma è tuttavia possibile.
Tornando alla parte pratica della Sua domanda, si può rivolgere ad un Neurologo o Psichiatra ovvero ad un Centro di Salute Mentale per una assistenza psichiatrica e psicologica adeguata al Suo problema.

Tanti cordiali saluti.
DOTT. MASSIMO MUCIACCIA
SPECIALISTA IN NEUROLOGIA
ASL BAT - ASL BARI

[#3]  
Dr.ssa Flavia Ilaria Passoni

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Gentile utente,
come non comprendere le sue reazoni e il suo attule stato con un situazione familiare così gravosa!
Tuttvia molto può ancor essere fatto: ha sicuramente bisogno di un consulenza specialistica ( di uno psichitra o di un neurologo) e di un percorso psicoterapeutico e psicologico di sostegno.
I tempi del settore pubblico stanno purtoppo diventando sempre più dilatati pur spezzando una lancia in favore di questo settore da parte di chi come me ci lavora. Se la risposta in questo ambito dovesse protrarsi eccessivamente può optare, in situazioni d'urgenza, per una prima consulenza privata che quantomeno "tamponi la situazione" nell'immediato e le dia un certo sollievo ed eventualmente riservarsi di rivolgersi al pubblico subito dopo per intraprendere il percorso consigliato. Tra le strutture dei servizi territoriali può rivolgersi alle asl, al CPS della sua zona e al servzio psichiatrico dell'ospedale più vicino che in alcuni casi dispone anche di una struttura ambulatoriale.

Con i migliori auguri
F.I.Passoni
studiopsicologia@hotmail.it
F.I.Passoni
Dir. di SYNESIS, Centro di Consulenza Psicologica, Psicoterapia & Ipnosi Clinica

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[#4] dopo  
Utente
Gentilissimi dottori, intanto Vi ringrazio della solerte risposta mi ha fatto sentire senz'altro meno sola, perchè quando si soffre di depressione è la solitudine di fronte ai tuoi problemi la sensazione più angosciante
Mi sembra di capire che comunque non posso iniziare il citolapran prima di essere vista da un medico , è così o visto che è un farmaco da me già usato posso iniziare comunque la terapia?
Per quanto riguarda il percorso psicoterapeutico è stato da me, a suo tempo già percorso, ma onestamente con scarsi risultati.
Se hai un fratello malato non è la psicoterapia che lo fà guarire, se hai una bimba diversamente abile comunque la tua vita è senz'altro molto difficile e con sogni a metà che la psicoterapia non può cambiare.
Per quanto si possa cercare di affrontarle diversamente è comunque solo un percorso di sofferenza .
Forse se mia figlia e mio fratello fossero sani io sarei felice , e non avrei bisogno di medicine per guardare avanti .
E in fondo c'è anche chi dice che queste prove il Signore le manda a chi può sopportarle , ma a volte le prove sono veramente tante!
Grazie Isabella

[#5] dopo  
Utente
scusate errore invio

[#6]  
Dr. Massimo Muciaccia

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Cara Signora,

la terapia con antidepressivi richiede la supervisione di un medico, poichè è necessario individuare il dosaggio efficace nel singolo paziente, la durata della terapia, l'eventuale associazione con altri farmaci, ecc. L'importanza della terapia medica in caso di disturbo depressivo è suffragata da numerosi studi clinici. Tuttavia una componente non trascurabile nella terapia dei disturbi dell'umore è rappresentata dalla modificazione di alcuni atteggiamenti mentali errati. Per quanto riguarda i suoi problemi, sicuramente sono reali e complessi, tuttavia è possibile tentare di modificare alcuni pensieri del tipo: la causa della mia infelicità dipende soltanto dai miei problemi, non potrò mai essere felice, la mia vita è sfortunata, ecc. E' ovvio che in questo caso la depressione è l'unica strada che la nostra mente riesce a percorrere, poichè non si intravedono soluzioni di alcun tipo. Questo condizionamento negativo è molto diffuso e spesso si osserva in persone che apparentemente non hanno problemi e sono comunque profondamente infelici. Tuttavia è possibile seguire un percorso differente, con l'aiuto di uno psicoterapeuta o anche da soli, iniziando a guardare le cose in un modo diverso: ad es. si può concentrare l'attenzione sugli aspetti positivi che si presentano nella vita (non dica che a Lei capitano soltanto eventi negativi!), coltivare un nuovo interesse culturale o un hobby, leggere molto, parlare con amici e parenti, essere benevoli nei confronti delle persone, scherzare di più con la gente, effettuare alcuni esercizi di rilassamento fisico o di training autogeno, ecc. In questo modo si può sviluppare gradualmente un atteggiamento positivo nei confronti di sè stessi e del mondo e conseguire una maggiore serenità.

Cordiali saluti.
DOTT. MASSIMO MUCIACCIA
SPECIALISTA IN NEUROLOGIA
ASL BAT - ASL BARI

[#7]  
Dr.ssa Ilenia Sussarellu

Referente scientifico Referente Scientifico
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Gentile Utente,
comprendo il suo stato d'animo.
Come darle torto, è vero che alcun farmaco e alcun supporto psicologico possono essere in grado di modificare la realtà che la circonda; è vero però che questo tipo di aiuti possono sostenerla e possono facilitarle il compito di dover farvi fronte quotidianamente.
Sono d'accordo con i colleghi che mi hanno preceduto nel risponderle, nel suo caso abinare la farmacoterapia (prescritta da uno prichiatra) ad un percorso psicoterapeutico potrebbe essere la soluzione ottimale.

Volevo aggiungere che purtroppo può accadere che una esperienza psicoterapeutica fallisca. Infatti non si tratta, come per altre scienze, di un rapporto lineare per cui ad una causa corrispondono delle conseguenze specifiche e viceversa e, inoltre, questo è complicato dal fatto che l'esito della terapia è fortemente influenzato dal tipo di relazione che si instaura fra terapeuta e paziente che non sempre può essere ideale.
Questo per dirle che un secondo tentativo non la esporrebbe necessariamente ad un altro inevitabile fallimento.

Cordialmente

Ilenia Sussarellu
i.sussarellu@libero.it
Dr.ssa Ilenia Sussarellu, i.sussarellu@libero.it
Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale, Psicologo Cilinico-Forense

[#8]  
Attivo dal 2006 al 2008
Gentilissima Isabella, spero che intanto,secondo l'ottimo consiglio dei colleghi si sia rivolta al CPS della sua zona, per poter subito iniziare la terapia farmacologica,e in parallelo inizi anche una psicoterapia di tipo cognitivo.
Vero, la sua situazione familiare è complessa,richiede molta forza e coraggio, ma proprio per questo ha bisogno di un supporto.
Certo che ce la fa, è riuscita a far fronte a mille difficoltà; ora prenda un po' di spazio e tempo per sè, si conceda una psicoterapia che puo' alleviarle il dolore ,il disagio, ne ha diritto.
Come scrive la collega ,mille varianti intervengono nella psicoterapia, lei la rifaccia, con la convinzione che ne trarra' i massimi benefici per se stessa.
Un augurio con la certezza che supera questo momento difficile
Dott.ssa Di Sipio Incoronata

[#9] dopo  
Utente
Gentilissimi dottori,
Vi ringrazio delle vostre gentili risposte e seguirò il vostro unanime consiglio.
Vi farò sapere.
salve Isabella