Distorsione della dimensione degli oggetti ed illusione di zoom-in/zoom-out della vista
Buongiorno a tutti,
Premetto che scrivo questo post per pura curiosità, e non per una reale preoccupazione sulla mia salute.
Ho questo sintomo fin da quando ero bambino, e se fosse qualcosa di grave credo che sarei trapassato già da anni.
Vorrei solo sapere se esiste un termine medico "rigoroso" per questo fenomeno, dato che sui vari motori di ricerca non trovo niente.
Mi è un po' difficile spiegare bene cosa vedo, però proverò al meglio delle mie capacità.
Il tutto è iniziato quando ero un bambino in campeggio insieme al campo estivo.
Sarò stato in terza o quarta elementare.
Dopo una lunga camminata per sentieri e vallate insieme agli animatori, mi sono fermato a fissare dei monti poco distanti.
Ho notato che, quando li guardavo, i monti mantenevano la loro forma, ma vedevo come se i miei occhi facessero "zoom out", ovvero mi sembrava come se vedessi i monti "convergere" verso un punto (insomma, come quando sul telefono si rimpicciolisce l'immagine con un pizzico della mano, o come quando un soufflé tolto troppo presto dal forno collassa su se stesso).
Non appena sbattevo le palpebre, il fenomeno si annulava e ricominciava non appena mi mettevo a fissare di nuovo.
Mi ricordo questo fatto vividamente perché l'ho segnalato agli animatori e l'ho anche spiegato a mio padre con un disegno, ma poi non ricordo come si sia conclusa la vicenda.
Questo fenomeno persiste tutt'oggi a distanza di diversi anni.
Noto che mi succede quasi sempre all'aperto e soprattutto quando sono stanco (ad esempio quando non dormo molto o dopo una lunga giornata di lavoro).
La distanza degli oggetti su cui mi concentro non è importante: mi capita quando fisso le strisce pedonali o un semaforo davanti a me, oppure dei binari in lontananza.
La direzione dello "zoom" non è sempre la stessa: ogni tanto i miei occhi fanno zoom-in (e. g., vedo le strisce pedonali allargarsi) e ogni tanto fanno zoom-out (e. g., vedo le strisce restringersi).
Il fenomeno non è accompagnato da mal di testa, né da vertigini o altri dolori.
Preciso che una decina d'anni fa ho eseguito una risonanza magnetica con contrasto al cranio a seguito di disturbi d'ansia.
Non ha evidenziato nulla.
Non so se sia pertinente, ma sono propensio ad emicrania con aura (e con propenso intendo circa una volta al mese, con frequenza irregolare) e a simili alterazioni temporanee della vista (e. g., alterazione del campo oculare occhio dx, occasione in cui ho visto uno "schermo bianco" nella metà superiore del campo visivo per un paio di minuti finché non mi sono alzato).
Vorrei dunque sapere: ha un nome specifico questo fenomeno?
Mi sono sempre chiesto cosa fosse e perché accadesse, e quindi mi sono deciso a scrivere qui.
Chiedo perdono per il messaggio lungo e vi auguro buona giornata!
Premetto che scrivo questo post per pura curiosità, e non per una reale preoccupazione sulla mia salute.
Ho questo sintomo fin da quando ero bambino, e se fosse qualcosa di grave credo che sarei trapassato già da anni.
Vorrei solo sapere se esiste un termine medico "rigoroso" per questo fenomeno, dato che sui vari motori di ricerca non trovo niente.
Mi è un po' difficile spiegare bene cosa vedo, però proverò al meglio delle mie capacità.
Il tutto è iniziato quando ero un bambino in campeggio insieme al campo estivo.
Sarò stato in terza o quarta elementare.
Dopo una lunga camminata per sentieri e vallate insieme agli animatori, mi sono fermato a fissare dei monti poco distanti.
Ho notato che, quando li guardavo, i monti mantenevano la loro forma, ma vedevo come se i miei occhi facessero "zoom out", ovvero mi sembrava come se vedessi i monti "convergere" verso un punto (insomma, come quando sul telefono si rimpicciolisce l'immagine con un pizzico della mano, o come quando un soufflé tolto troppo presto dal forno collassa su se stesso).
Non appena sbattevo le palpebre, il fenomeno si annulava e ricominciava non appena mi mettevo a fissare di nuovo.
Mi ricordo questo fatto vividamente perché l'ho segnalato agli animatori e l'ho anche spiegato a mio padre con un disegno, ma poi non ricordo come si sia conclusa la vicenda.
Questo fenomeno persiste tutt'oggi a distanza di diversi anni.
Noto che mi succede quasi sempre all'aperto e soprattutto quando sono stanco (ad esempio quando non dormo molto o dopo una lunga giornata di lavoro).
La distanza degli oggetti su cui mi concentro non è importante: mi capita quando fisso le strisce pedonali o un semaforo davanti a me, oppure dei binari in lontananza.
La direzione dello "zoom" non è sempre la stessa: ogni tanto i miei occhi fanno zoom-in (e. g., vedo le strisce pedonali allargarsi) e ogni tanto fanno zoom-out (e. g., vedo le strisce restringersi).
Il fenomeno non è accompagnato da mal di testa, né da vertigini o altri dolori.
Preciso che una decina d'anni fa ho eseguito una risonanza magnetica con contrasto al cranio a seguito di disturbi d'ansia.
Non ha evidenziato nulla.
Non so se sia pertinente, ma sono propensio ad emicrania con aura (e con propenso intendo circa una volta al mese, con frequenza irregolare) e a simili alterazioni temporanee della vista (e. g., alterazione del campo oculare occhio dx, occasione in cui ho visto uno "schermo bianco" nella metà superiore del campo visivo per un paio di minuti finché non mi sono alzato).
Vorrei dunque sapere: ha un nome specifico questo fenomeno?
Mi sono sempre chiesto cosa fosse e perché accadesse, e quindi mi sono deciso a scrivere qui.
Chiedo perdono per il messaggio lungo e vi auguro buona giornata!
Buongiorno,
la descrizione che fa è molto interessante e, soprattutto, il fatto che il fenomeno sia presente fin dall’infanzia, stabile nel tempo, intermittente, reversibile con l’ammiccamento e non associato a deficit neurologici progressivi è decisamente rassicurante.
Personalmente ritengo che quello che riferisce non sembra compatibile con una patologia neurologica grave strutturale, anche considerando la RM encefalo negativa e il decorso ultradecennale. Un termine medico perfettamente specifico per il fenomeno che descrive probabilmente non esiste, ma la sua esperienza potrebbe rientrare nell’ambito di distorsione di prospettiva oppure fenomeni appartenenti allo spettro emicranico/percettivo.
Il fatto che lei soffra di emicrania con aura è particolarmente importante, perché l’emicrania non coinvolge soltanto il dolore, ma anche i circuiti corticali visivi e percettivi. Alcuni di questi fenomeni vengono inclusi nel cosiddetto spettro della Alice in Wonderland syndrome , anche se nel suo caso la manifestazione appare molto lieve, circoscritta e particolare.
Personalmente, da quanto descrive, non vedo elementi particolarmente preoccupanti.
Anzi, il fatto che lei abbia osservato e descritto il fenomeno con così tanta precisione è quasi più da curiosità neuropercettiva che da malattia.
La mia personale sensazione è che nella situazione attuale, e con questa storia clinica, il contesto emicranico-percettivo sembra una spiegazione molto plausibile.
Cordialmente
la descrizione che fa è molto interessante e, soprattutto, il fatto che il fenomeno sia presente fin dall’infanzia, stabile nel tempo, intermittente, reversibile con l’ammiccamento e non associato a deficit neurologici progressivi è decisamente rassicurante.
Personalmente ritengo che quello che riferisce non sembra compatibile con una patologia neurologica grave strutturale, anche considerando la RM encefalo negativa e il decorso ultradecennale. Un termine medico perfettamente specifico per il fenomeno che descrive probabilmente non esiste, ma la sua esperienza potrebbe rientrare nell’ambito di distorsione di prospettiva oppure fenomeni appartenenti allo spettro emicranico/percettivo.
Il fatto che lei soffra di emicrania con aura è particolarmente importante, perché l’emicrania non coinvolge soltanto il dolore, ma anche i circuiti corticali visivi e percettivi. Alcuni di questi fenomeni vengono inclusi nel cosiddetto spettro della Alice in Wonderland syndrome , anche se nel suo caso la manifestazione appare molto lieve, circoscritta e particolare.
Personalmente, da quanto descrive, non vedo elementi particolarmente preoccupanti.
Anzi, il fatto che lei abbia osservato e descritto il fenomeno con così tanta precisione è quasi più da curiosità neuropercettiva che da malattia.
La mia personale sensazione è che nella situazione attuale, e con questa storia clinica, il contesto emicranico-percettivo sembra una spiegazione molto plausibile.
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 108 visite dal 10/05/2026.
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