Fastidio a braccio e mano dopo piccolo tatuaggio all'interno del polso
Buongiorno,
Sabato scorso (6 giorni fa) ho fatto un piccolo tatuaggio sul polso interno destro, a 2cm circa dalla mano.
Da allora, ho avuto formicolio alla mano, e dolore all'avambraccio e braccio a ondate, ma che e' particolarmente fastidioso di notte da non farmi dormire.
Il tatuaggio e' molto piccolo ed e' durato forse 5 mins - anche meno, e non ha nessun segno di infezione - ho fatto esami del sangue che la escludono.
Ho anche artrite psoriatica attiva, in fase di flare up (sto aspettando di iniziare una nuova terapia, al momento prendo bimekizumab), e molti di questi sintomi sono simili all'altra mano e braccio, come se lo stato infiammatorio fosse peggiorato (a causa del tatuaggio?), sebbene comunque il fastidio sul braccio destro sia notevolmente maggiore.
La domanda e': questo fastidio potrebbe essere causato da un'irritazione del nervo, a causa della posizione e vicinanza alla mano?
Se ci fosse un danno al nervo, cosa posso fare per guarirlo e chi sarebbe meglio vedere (neurologo?)?
Oppure, e' possibile che ci sia stata una reazione infiammatoria che ha scaturito questi sintomi?
Se cosi fosse, sarebbe appropriata una iniezione di cortisone somministrata dalla reumatologia per contrastare i sintomi intanto che aspetto la nuova terapia?
Sono estremamente preoccupata e ansiosa perche' davvero faccio tutto con la mano destra e vorrei tornare a utilizzarla normalmente e senza fastidio!
La muovo senza problemi, a parte il gonfiore e una sensazione come se avessi sbattuto il nervo del gomito e quel dolore fosse rimasto persistente.
Ma l'ansia e' cosi alle stelle che ho una forte nausa da faticare persino a mangiare!
Per contesto, sto anche prendendo antibiotico da 4 giorni (Nitrofurantoin) per cistite.
Sono grata per la sua risposta, che spero sia rassicurante.
Sabato scorso (6 giorni fa) ho fatto un piccolo tatuaggio sul polso interno destro, a 2cm circa dalla mano.
Da allora, ho avuto formicolio alla mano, e dolore all'avambraccio e braccio a ondate, ma che e' particolarmente fastidioso di notte da non farmi dormire.
Il tatuaggio e' molto piccolo ed e' durato forse 5 mins - anche meno, e non ha nessun segno di infezione - ho fatto esami del sangue che la escludono.
Ho anche artrite psoriatica attiva, in fase di flare up (sto aspettando di iniziare una nuova terapia, al momento prendo bimekizumab), e molti di questi sintomi sono simili all'altra mano e braccio, come se lo stato infiammatorio fosse peggiorato (a causa del tatuaggio?), sebbene comunque il fastidio sul braccio destro sia notevolmente maggiore.
La domanda e': questo fastidio potrebbe essere causato da un'irritazione del nervo, a causa della posizione e vicinanza alla mano?
Se ci fosse un danno al nervo, cosa posso fare per guarirlo e chi sarebbe meglio vedere (neurologo?)?
Oppure, e' possibile che ci sia stata una reazione infiammatoria che ha scaturito questi sintomi?
Se cosi fosse, sarebbe appropriata una iniezione di cortisone somministrata dalla reumatologia per contrastare i sintomi intanto che aspetto la nuova terapia?
Sono estremamente preoccupata e ansiosa perche' davvero faccio tutto con la mano destra e vorrei tornare a utilizzarla normalmente e senza fastidio!
La muovo senza problemi, a parte il gonfiore e una sensazione come se avessi sbattuto il nervo del gomito e quel dolore fosse rimasto persistente.
Ma l'ansia e' cosi alle stelle che ho una forte nausa da faticare persino a mangiare!
Per contesto, sto anche prendendo antibiotico da 4 giorni (Nitrofurantoin) per cistite.
Sono grata per la sua risposta, che spero sia rassicurante.
Gentile Utente,
comprendo la sua preoccupazione, ma da quanto descrive vi sono diversi elementi che, almeno in prima battuta, risultano rassicuranti.
Innanzitutto, il fatto che il tatuaggio sia molto piccolo, che non vi siano segni clinici o laboratoristici di infezione e che la mano mantenga una normale mobilità rende poco probabile un danno neurologico importante.
In teoria, un tatuaggio praticato in prossimità del polso potrebbe determinare una temporanea irritazione di piccole terminazioni nervose cutanee superficiali, con comparsa di formicolii, bruciore o alterazioni della sensibilità locale. Tuttavia, una vera lesione di un nervo periferico di rilievo è decisamente poco frequente, soprattutto nel contesto di un tatuaggio di piccole dimensioni e di breve durata.
Un altro elemento da considerare è il contesto clinico generale. Lei riferisce infatti una artrite psoriasica attiva in fase di riacutizzazione, e descrive sintomi che in parte ricordano quelli già presenti all'altro arto superiore. È quindi possibile che il trauma locale rappresentato dal tatuaggio abbia agito come fattore scatenante o amplificante di una risposta infiammatoria già in atto, rendendo il lato destro più sintomatico.
Il fatto che il dolore venga descritto come una sensazione simile a quella che si prova dopo aver "urtato il nervo del gomito" orienta più verso un fenomeno irritativo o infiammatorio che verso una lesione nervosa strutturata.
Per quanto riguarda il cortisone, la presenza di una malattia reumatologica attiva rende ragionevole discutere la questione con il Reumatologo curante, che conosce la sua storia clinica e può valutare se vi sia indicazione ad una terapia antinfiammatoria aggiuntiva o ad una modifica del trattamento in attesa della nuova terapia.
Al momento, in assenza di deficit di forza, difficoltà nei movimenti della mano o perdita significativa della sensibilità, non vedrei elementi che facciano pensare ad un danno nervoso grave o irreversibile. Qualora i sintomi dovessero persistere oltre alcune settimane, peggiorare o comparissero deficit motori o sensitivi ben definiti, una valutazione neurologica con eventuale studio elettromiografico potrebbe certamente essere utile.
Infine, mi permetto una considerazione: dalla sua descrizione emerge chiaramente come l'ansia stia amplificando molto la percezione del problema. Questo non significa che il disturbo non esista, ma che la preoccupazione comprensibilmente elevata può contribuire ad aumentare l'attenzione verso ogni sensazione proveniente dall'arto interessato.
Alla luce di quanto riferisce, ritengo quindi che vi siano buoni motivi per essere prudentemente rassicurati.
Un cordiale saluto.
Dott. Mauro Colangelo
Neurologo Neurochirurgo
comprendo la sua preoccupazione, ma da quanto descrive vi sono diversi elementi che, almeno in prima battuta, risultano rassicuranti.
Innanzitutto, il fatto che il tatuaggio sia molto piccolo, che non vi siano segni clinici o laboratoristici di infezione e che la mano mantenga una normale mobilità rende poco probabile un danno neurologico importante.
In teoria, un tatuaggio praticato in prossimità del polso potrebbe determinare una temporanea irritazione di piccole terminazioni nervose cutanee superficiali, con comparsa di formicolii, bruciore o alterazioni della sensibilità locale. Tuttavia, una vera lesione di un nervo periferico di rilievo è decisamente poco frequente, soprattutto nel contesto di un tatuaggio di piccole dimensioni e di breve durata.
Un altro elemento da considerare è il contesto clinico generale. Lei riferisce infatti una artrite psoriasica attiva in fase di riacutizzazione, e descrive sintomi che in parte ricordano quelli già presenti all'altro arto superiore. È quindi possibile che il trauma locale rappresentato dal tatuaggio abbia agito come fattore scatenante o amplificante di una risposta infiammatoria già in atto, rendendo il lato destro più sintomatico.
Il fatto che il dolore venga descritto come una sensazione simile a quella che si prova dopo aver "urtato il nervo del gomito" orienta più verso un fenomeno irritativo o infiammatorio che verso una lesione nervosa strutturata.
Per quanto riguarda il cortisone, la presenza di una malattia reumatologica attiva rende ragionevole discutere la questione con il Reumatologo curante, che conosce la sua storia clinica e può valutare se vi sia indicazione ad una terapia antinfiammatoria aggiuntiva o ad una modifica del trattamento in attesa della nuova terapia.
Al momento, in assenza di deficit di forza, difficoltà nei movimenti della mano o perdita significativa della sensibilità, non vedrei elementi che facciano pensare ad un danno nervoso grave o irreversibile. Qualora i sintomi dovessero persistere oltre alcune settimane, peggiorare o comparissero deficit motori o sensitivi ben definiti, una valutazione neurologica con eventuale studio elettromiografico potrebbe certamente essere utile.
Infine, mi permetto una considerazione: dalla sua descrizione emerge chiaramente come l'ansia stia amplificando molto la percezione del problema. Questo non significa che il disturbo non esista, ma che la preoccupazione comprensibilmente elevata può contribuire ad aumentare l'attenzione verso ogni sensazione proveniente dall'arto interessato.
Alla luce di quanto riferisce, ritengo quindi che vi siano buoni motivi per essere prudentemente rassicurati.
Un cordiale saluto.
Dott. Mauro Colangelo
Neurologo Neurochirurgo
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 1 visite dal 29/05/2026.
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